L’Epifania si porterà via anche il Giubileo, che si concluderà domani appunto, quando alle 9.30 Papa Leone XIV chiuderà la porta santa della Basilica di San Pietro.
( nella foto in apertura una Ambulanza dell'Azienda Regionale Emergenza Sanitaria - ARES 118 )
Ma neppure l’anno santo ha fatto il miracolo di risanare i buchi nell’organico dell’ARES 118.
L’azienda laziale dell’emergenza sanitaria, infatti, è ancora in perenne urgenza: “registra al momento una carenza di personale infermieristico e tecnico impattante sulle attività istituzionali”, ha scritto l’azienda che, per questi motivi, ritiene “necessario assicurare la continuità e l’efficienza del servizio di soccorso sanitario sul territorio” facendo ricorso alle “prestazioni aggiuntive del personale sanitario e tecnico per fronteggiare la situazione emergenziale”.
Ossia i gettoni orari interni per gli operatori disponibili a coprire i turni in regime libero-professionale oltre il proprio normale orario di lavoro.
Rinforzi chiamati per far fronte al “significativo incremento degli accessi ai Pronto soccorso correlato al picco influenzale stagionale”.
Un virus che ha fatto riacutizzare anche il fenomeno del blocco-barella, quello che fa stazionare i pazienti nelle astanterie e ferma per ore le ambulanze davanti ai Ps.
Con conseguenti “criticità operative connesse al prolungato stazionamento dei mezzi di soccorso presso i Pronto soccorso”.
Sottraendo così le ambulanze alle postazioni del 118, che rischiano poi di restare sguarnite di mezzi per rispondere alle nuove chiamate.
E siccome, come ha scritto la stessa Ares, “la ridotta disponibilità dei mezzi di soccorso comporta un rischio di compromissione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e dei tempi di risposta del sistema di emergenza-urgenza territoriale”, c’è ora bisogno di “misure straordinarie a garanzia del mantenimento del LEA specifici per l’emergenza urgenza extraospedaliera”.
L’Ares implementerà, dunque, “6 equipaggi aggiuntivi mediante prestazioni aggiuntive limitatamente ai giorni prefestivi, festivi e il giorno successivo ai festivi fino al 28 febbraio 2026, periodo di maggiore pressione assistenziale correlato al picco influenzale”.
Con queste “misure straordinarie a garanzia del mantenimento del LEA specifici per l’emergenza urgenza extraospedaliera il costo complessivo è di euro 101.329 dato da: 6 unità di personale infermieristico per 8 settimane: euro 54.086 e 6 unità di personale tecnico per 8 settimane: euro 47.243”.
LA CARENZA DEI MEDICI
Ma, oltre alla carenza di infermieri e tecnici, l’Ares 118 soffre anche della mancanza di medici.
Ed ha chiesto di “procedere alla proroga dal 1° gennaio 2026 al 31 gennaio 2026 di n. 7 contratti libero-professionali conferiti e attualmente in essere per far fronte al Fabbisogno assunzionale 2025 oltre che alle esigenze del Giubileo”.
Perché “questa Azienda, in considerazione della grave carenza di personale medico deputato al soccorso in emergenza, ha adottato misure finalizzate all’assunzione di dette qualifiche professionali al fine di non pregiudicare l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza nel territorio regionale”. Ma su 10 posti, “sono stati assunti nel 2024 n. 8 unità mediche”.
Nel 2025 in un concorso per 36 medici, c’è stata solo “l’immissione in servizio di n. 22 unità”.
Fonte: refert.substack.com
