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Negli ambienti dell'Università "La Sapienza", fra le più grandi d'Europa, si discute molto delle manovre, per come sempre accade, in corso considerando che fra qualche mese si andrà al voto per eleggere il nuovo Rettore o la nuova Rettrice.

( nella foto in apertura l'Università "La Sapienza" - Roma )

Ed in merito alle prossime elezioni pubblichiamo integralmente una nota a firma del segretario FGU UNAMS - Dipartimento Università, Giuseppe Polinari.

"In vista delle elezioni rettorali, nell’area medica, annegata nei diktat della dirigenza ospedaliera e festosamente proiettato il Policlinico dal preside Villari a far concorrenza alla casa di comunità di Zagarolo, il Direttore Generale ora scopre la ricerca, firmando sorridente un accordo con il CNR.

Peccato che nel suo Atto aziendale negoziato con i presidi Alvaro e Villari, il D.G. la ricerca l’abbia ammazzata.

Per fare un piccolo esempio si va a vedere a pediatria: le UOC di cardiologia, gastroenterologia e oncologia pediatrica dei tempi gaudiosi sono sparite, o declassate a UOS o divenute da universitarie a ospedaliere, facendo un gran favore alla concorrenza, il Bambino Gesù tanto per non fare nomi.

Come si pensa che un grande specialista ambisca a venire al Policlinico se non è disponibile una UOC specifica? Se viene poi se ne va, come ha fatto l’oncologo Locatelli, trasferitosi a La Sapienza da Pavia e poi scappato al Bambino Gesù e al Gemelli.

Ora il Direttore Generale spera di risorgere, oltre che dai debiti che aumentano, anche come manager di ricerca clinica, accordandosi con il CNR che per statuto…. non può fare ricerca assistenziale. Siamo alla farsa.

Farsa per farsa la Rettrice, al termine del suo mandato, convoca consiglio di amministrazione, senato e direttori dei dipartimenti per annunciare la lieta novella: il Policlinico risorge grazie al CNR.

Peccato che il Direttore Generale per far capire quanto gli interessi della Ricerca, la abbia declassata nella valutazione del curriculum per gli incarichi di direzione di unità assistenziali dal 50% dei tempi gaudiosi del precedente rettore ai 5 punti su 45 di questi gloriosi tempi di accordi con il CNR, come dice il regolamento per gli incarichi concordato dal D.G. con i presidi: 5 su 45 fa 11% tanto per capirsi, cioè la ricerca non conta niente.

Vi farete una domanda: e la Rettrice non sapeva nulla? che pensa? Non pensate male, perché la ricerca per lei è importante, anche se scoperta nella maturità, dopo i 50 anni: secondo “Scopus” è passata da 2-3 pubblicazioni all’anno dei suoi primi 20 anni di vita accademica a 10 e financo a 20 lavori quando é diventata preside di facoltà, migliorando miracolosamente ancora da rettrice, 30 e anche 40 pubblicazioni, 10-20 volte tanto rispetto a quando aveva tempo solo per la ricerca. Ma vedi che bello!

Comunque a ottobre si vota per il nuovo rettore o rettrice: i presidi delle facoltà mediche Alvaro, Pascucci e Villari prontamente hanno autorizzato (o promosso?) una riunione interfacoltà in vista delle elezioni, gira un elenco di problemi (bisogna la didattica, bisognerebbe la ricerca, bisogna avere attenzione agli studenti, serve un pro-rettore per l’area medica, magari i candidati lo dicano prima e noi glielo possiamo suggerire).

Il documento gira al largo dai problemi di fondo, pericolosi più dei gorghi del lago di Nemi: fare l’elenco dei desiderata, un poco a tutti, ma senza scassare l’attuale andazzo, si risolve tutto con un nostro pro-rettore, affari nostri.

In realtà ci vuole ben altro: il Policlinico dovrebbe essere un ospedale di autorevolezza e competenza, dove non serve l’autorità, ma dove la ricerca è il motore della qualità assistenziale, non solo nel pretenzioso dipartimento di medicina traslazionale guarda caso del preside Alvaro, ma in tutti i dipartimenti rovinati dai ricoveri sballati imposti dalla regola regionale e dei direttori generali di “massimo 1000 minuti” al pronto soccorso, cosicché si scarica il malato gastrico o cardiaco dove c’è posto, magari in neurologia o dermatologia e addio ricerca clinica, altro che trial, che richiedono grandi numeri, impossibili quando l’ospedale universitario è un grande pronto soccorso.

Servirebbero le regole dei migliori ospedali universitari. Troppo difficile, si scassano aspettative ed equilibri e si va ai diversivi: risolviamo tutto con le case di comunità, con il Policlinico che copia Zagarolo e il Sant’Andrea con Anguillara.

Su questi problemi, cioè politica sanitaria di qualità su ricerca-didattica-assistenza, i nostri presidi, che stanno nell’organo d’indirizzo (ben remunerati), non dicono per non disturbare gli amici direttori generali.

E nulla sulla vergogna di pochi euro all’ora per i ricercatori strutturati e sulla mancata equiparazione per tutti gli universitari al tetto stipendiale degli ospedalieri.

E nulla sugli universitari TAB che lavorano nell’amministrazione ospedaliera senza diritti se non quello di ubbidire ai soloni venuti a colonizzare dagli altri ospedali e magari insultati con “voi universitari” senza che nessuno dei capi accademici li difendano.

Presidi zitti perché gli accordi li hanno negoziati loro. E la rettrice? L’assistenza é roba dei presidi e dei direttori generali, ha scritto sulle case di comunità. Allora avanti tutta con terza e quarta missione e ora la quinta: continuare questo rettorato e la sua struttura di potere con qualcuno di massima fiducia.

Amici e compagni, si sarebbe detto una volta, o come diceva il parroco: niente propaganda, date un voto democratico e cristiano, siate lucidi nello scegliere.

Un dubbio sindacale: non è che per ora é tutta una farsa? Perché noi che siamo di popolo sappiamo che il popolo sembra ossequioso ma poi si scorda di firmare, o se firma poi se ne frega e vota come gli pare, perché le promesse per il domani spesso svaniscono, non così i sei ultimi anni, che sono stati lunghi, ma non si dimenticano".

Giuseppe Polinari
Segretario FGU UNAMS
Dipartimento Università

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