Quasi tutte le Asl e le aziende ospedaliere del Lazio negli ultimi 2 anni hanno deliberato appalti per oltre 2 milioni di euro per questi “Servizi multimediali” da Social Network.
( nella foto in apertura l'Ospedale romano San Camillo )
L’ospedale romano San Camillo ormai ha un set più attrezzato dei vecchi film sul “don Camillo” di Guareschi.
L’azienda ospedaliera, infatti, ha appena deliberato una spesa di ben 216 mila euro per “servizi di interviste, di Media Relations, Ufficio Stampa e Social Media Manager”.
Si tratta di 2 appalti per la durata di 2 anni. La prima, una “Procedura di gara negoziata per l’affidamento dei servizi di interviste a professionisti del settore, di raccolta e divulgazione di pubblicazioni scientifiche, e realizzazione di una newsletter aziendale, per le esigenze dell’Azienda Ospedaliera San Camillo – Forlanini, per la durata di 24 mesi”, ha un “importo appalto di 65.250 €”.
Mentre la seconda procedura è da 151 mila euro “per l’affidamento del Servizio di “Media Relations, Ufficio Stampa e Social Media Manager” per la durata di 24 mesi per le esigenze dell’Azienda Ospedaliera San Camillo – Forlanini”.
L’azienda ha scritto di aver bisogno pure di una “competenza del marketing” e la società appaltatrice “dimostra un’ampia esperienza generale e limitata esperienza nel campo sanitario”.
Ma la società “garantisce presenza in loco dell’addetto stampa”, oltre che la “presenza in loco almeno una volta a settimana del Social Media Manager e la disponibilità al collegamento ad effettuare call settimanali”.
E c’è persino la “possibilità di usufruire di un videomaker/fotografo professionista”.
E finache “la disponibilità di un grafico, anche oltre la frequenza indicata dalla Stazione Appaltante di una/due attività mensili”.
Ma, oltre al San Camillo, quasi tutte le Asl e le aziende ospedaliere negli ultimi 2 anni nel Lazio hanno deliberato appalti per oltre 2 milioni di euro per i “Servizi di gestione Ufficio Stampa e dei social media manager”.
S. ANDREA: “SOLIDE REALTA’” (COME ROBERTO CARLINO)
Nel maggio scorso all’Ospedale Sant’Andrea è stata indetta una “procedura aperta in ambito comunitario per l’acquisto di un servizio di gestione Ufficio Stampa e dei social media per le esigenze della Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, per un periodo di 36 mesi, con possibilità di proroga contrattuale di ulteriori 12 mesi”.
Con un “Importo Appalto di 561.500 € (Iva Esclusa)”.
E così, a forza di scimmiottare il linguaggio commerciale degli spot, si finiscono per usare gli stessi slogan: “La patologia digitale non è più futuro, ma al Sant’Andrea di Roma è solida realtà”.
Proprio come il vecchio motto degli spot dell’immobiliarista Roberto Carlino, quello che “non vende sogni, ma solide realtà”, appunto.
Già nel giugno scorso il Sant’Andrea aveva deliberato l’“affidamento del servizio di supporto e monitoraggio dei social media e di gestione dell’ufficio stampa per la durata di 12 mesi: 128.100 euro”.
E sempre nel giugno scorso l’Asl Latina ha affidato il “servizio di Social Media Management, Media Relations e Ufficio Stampa” per 14 mesi e un importo complessivo di 97.600 euro.
LE “TELE-PROMOZIONI” DEL 118
Persino l’Ares 118 ha deliberato un “importo a base asta: € 136.000” per l’affidamento del “servizio di realizzazione di una strategia di comunicazione digitale da concretizzarsi con l’apertura e la gestione dei profili social di ARES 118” (ma aveva anche già deliberato “l’acquisto del servizio di supporto piano di comunicazione aziendale”, con un appalto da 168 mila euro sino a fine 2026).
E ora la pagina facebook dell’Ares 118 è piena di filmati, però più adatti per le tele-promozioni.
Nell’ultimo video postato c’è un autista d’ambulanza che, tra musiche da film d’avventura e montaggio da action-movie, racconta “Cosa succede dentro un’ambulanza? Vi porto a bordo per svelare i segreti di un mezzo di soccorso e il ruolo fondamentale di chi lo guida.
Un lavoro delicato, tra prontezza, responsabilità e sicurezza, per garantire interventi tempestivi ogni giorno. Guardate”.
E segue un video di oltre 2 minuti. Ma a cosa serve per un’azienda che viene già chiamata, in automatico, per svolgere il suo servizio di emergenza-urgenza? L’Ares non deve essere mica scelta dall’utente: svolge, infatti, un servizio indiretto tra il Nue112 che riceve la chiamata e il Pronto Soccorso che riceve i pazienti: questi video-promozionali diretti ai cittadini, dunque, a cosa servono?
L’ASL ROMA 3 IN TV A PAGAMENTO
Anche l’Asl Roma 3 ha trovato chi fa le interviste a pagamento.
Anzi “un pacchetto di 10 interviste televisive della durata massimo di due minuti e trenta da inserire nei telegiornali dell’emittente televisiva”, più “10 speciali ricavati dalle stesse interviste della durata massima di 10 minuti inserite nella rubrica Speciale Canale 10 News”, oltre alla “possibilità di inserire comunicazioni istituzionali all’interno dei telegiornali e del sito ufficiale dell’emittente” e all’inserimento “delle predette interviste nel sito www.canaledieci.it e nei canali youtube (8600 iscritti) e facebook (107.000 follower) dell’emittente”, con “15 articoli da pubblicare sul sito internet www.canaledieci.it da concordare con l’Ufficio Stampa aziendale”.
Questo non è l’unico pacchetto: ce n’è un altro: “ASL Roma 3 in Diretta, concernente un ciclo di 10 puntate della durata di 45 minuti ciascuna.
Il pacchetto comprende la produzione completa (riprese, regia, montaggio base), la conduzione a cura di un professionista messo a disposizione da Canale 10, l’utilizzo degli studi e delle attrezzature, il coordinamento redazionale e la messa in onda settimanale su Canale 10.
Il programma prevede la partecipazione di rappresentanti medici o direzionali della Asl Roma 3, nonché il coinvolgimento diretto dei cittadini attraverso l’invio di domande (testuali o vocali) via WhatsApp, a cui sarà data risposta da dirigenti o esperti indicati dall’Azienda”.
I 2 pacchetti costeranno complessivamente all’Asl Roma 3 “un importo totale dei due abbonamenti pari ad € 35.380 iva inclusa” (l’Asl Roma 3 lo scorso anno aveva già affidato “il servizio di supporto e monitoraggio dei Social Media e gestione dell’Ufficio Stampa per € 256.200”).
Anche l’Umberto I ha assegnato lo scorso anno l’“affidamento del servizio di costruzione, gestione, monitoraggio ed analisi dei canali social necessario al Policlinico Umberto I” per 117 mila euro fino al prossimo ottobre.
Ma sin dal maggio 2023 l’Umberto I ha già speso altri 144 mila euro per i social network. Perché ormai le aziende sanitarie cercano, oltre a chi cura l’influenza, anche gli influencer per curare i siti istituzionali e le pagine internet degli ospedali sui principali social network.
Fonte: refert.substack.com