Per una 1° visita cardiologica o per un'ecografia al S. Eugenio “365 giorni d’attesa”, stessa fila di un anno per una visita endocrinologica al Pertini o per una risonanza magnetica
( nella foto in apertura la Regione Lazio che governa la sanità nominado i direttori generali delle Asl )
Agende alle calende greche nella più grande Asl d’Italia: nella Roma 2 ci sono, infatti, ben 15 appuntamenti che rimandano di un anno le visite specialistiche egli esami diagnostici con ben “364 giorni d’attesa”.
Ma ci sono anche 72 appuntamenti oltre i “300 giorni d’attesa”, altri 99 oltre i “200 giorni d’attesa” e, infine, ben 116 oltre i “100 giorni d’attesa”.
A certificarlo è la stessa azienda sanitaria del quadrante Sud-Est della capitale che, dopo oltre un anno, ha finalmente riattivato il monitoraggio pubblico dei “tempi di attesa mensili per struttura ambulatoriale” nelle sue 10 strutture, tra le quali 3 ospedali.
Per effettuare i 27 diversi tipi di prestazioni nelle 10 strutture dell’Asl Roma 2 ci sono 184 agende degli appuntamenti per le 4 priorità indicate: Urgente (da eseguire nel più breve tempo possibile e, comunque, entro 72 ore) Urgenza Breve (da eseguire entro 10 giorni), Differibile (da eseguire entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per le prestazioni strumentali), e Programmabile (prestazione da eseguire entro 120 giorni).
L’unica buona notizia è che tutti i tipi di appuntamenti con priorità “Urgente” sono stati fissati entro le previste 72 ore il mese scorso.
Ci sono problemi, invece, per le altre 3 classi di priorità: ci sono 15 appuntamenti con priorità “programmabile” (quelli da effettuare “entro 120 giorni”) che arrivano a triplicare i tempi: un anno di attesa.
A partire dai “365 giorni d’attesa” per una prima visita cardiologica e un’esofagogastroduodenoscopia all’ospedale Sant’Eugenio (dove le caselle per le priorità “differibile” e “programmata” per le colonscopie sono vuote: agende chiuse? Per la priorità breve “315 giorni” a fronte dei 10 indicati dalla legge).
Ma stessa fila di un anno anche all’ospedale Pertini per una prima visita endocrinologica, per una risonanza magnetica (in questo caso un anno d’attesa anche per le priorità breve e differibile), un ecocolordoppler e un ecocardiogramma.

IL MONITORAGGIO REGIONALE
Anche il monitoraggio dei tempi d’attesa per le visite specialistiche e gli esami diagnostici nel Lazio è stato finalmente riattivato dopo 2 mesi di stop.
La percentuale del rispetto dei tempi d’attesa dell’88,70% per le 403.989 prenotazioni effettuate (217.512 esami diagnostici e 186.477 visite) facendo la media di tutte le 10 Asl e di tutti i tipi di priorità indicati nelle impegnative.
Nelle 10 Asl ora sono indicati 90 bollini rossi (a fronte dei 60 del mese precedente), ossia quegli appuntamenti che si colorano di rosso quando “le prenotazioni entro lo standard sono minori del 50% sul totale delle prenotazioni per il periodo selezionato” come scrive la stessa Regione.
Il profondo rosso si tocca all’Asl Viterbo, che presenta ben 21 bollini rossi, a partire dai “259 giorni d’attesa medi” per poter fare anche qui una Tac delle articolazioni.
Al secondo posto del mesto podio c’è l’Asl Roma 3 con 16 bollini rossi, a cominciare dai “225 giorni d’attesa medi” per poter fare una prima visita nefrologica.
Al terzo posto, invece, c’è l’Asl Roma 4 di Civitavecchia con 13 bollini rossi: “257 giorni d’attesa medi” per una prima visita ematologica.
A seguire in 4° posizione l’Asl Roma 5 di Tivoli con 12 bollini rossi: i dati peggiori arrivano con i “225 giorni d’attesa medi” per fare l’ecocolordoppler degli arti superiori.
C’è poi l’Asl Latina con 11 bollini rossi, con un massimo di “102 giorni d’attesa medi” per una elettromiografia.
Dieci i bollini rossi per l’Asl Roma 1, con “200 giorni d’attesa medi” sia per una risonanza magnetica della prostata che per l’ecografia osteoarticolare.
Per questo stesso tipo di ecografia ci sono, invece, “139 giorni d’attesa medi” nell’Asl Roma 2, che ha 9 bollini rossi.
Lo stesso numero dell’Asl Roma 6, dove si arriva a “243 giorni d’attesa medi” per l’ecocolordoppler degli arti superiori.
Chiudono, con un “ex aequo” da 5 bollini rossi ciascuno le Asl di Rieti (“292 giorni d’attesa medi” per poter fare una Tac dell’articolazione) e Frosinone (con file fino a “124 giorni d’attesa medi” per l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici).
LE PROTESTE DEI PAZIENTI
Liste talmente lunghe da far perdere la pazienza ai pazienti, che si sfogano direttamente sulle pagine social di Salute Lazio: “Una tac cardiaca con priorità di 10 giorni l’ho prenotata già un mese fa per febbraio 2027, privatamente stessa struttura (San Camillo) a 350 € dopo pochi giorni”, ha scritto Rita.
Anche a Latina “per fare tac con mezzo di contrasto ci voleva il 2027. A pagamento, sempre con i macchinari del Goretti, e idem il personale, pagando 252 euro l’ho fatta fatta in una settimana”, ha protestato Maria Rosa. “Ieri volevo prenotare una visita: 20 febbraio 2027- ha scritto Rosalba- Puoi pure morire... E vai con il privato…”.
Fonte: refert.substack.com