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Fondi da impiegare per finanziare le prestazioni aggiuntive per incrementare le “prestazioni di specialistica ambulatoriale” nelle agende più critiche della Regione

( nella foto in apertura il Governatore della Regione Lazio, Francesco Rocca con la Arianna Meloni, sorella della premier Giorgia Meloni )
 

Nell’Asl Roma 2 ci sono 15 appuntamenti da un anno d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici con priorità “programmabile”.

Ossia quelle prestazioni che, secondo la legge, andrebbero invece effettuate entro un massimo di 120 giorni.

I tempi, dunque, sono triplicati con i “364 giorni d’attesa” per una prima visita cardiologica all’ospedale Sant’Eugenio o endocrinologica all’ospedale Pertini (stessa fila per una risonanza magnetica, un ecocolordoppler e un ecocardiogramma nel nosocomio di Pietralata).

E ora la Regione ha deliberato un “finanziamento aggiuntivo 2026 per l’abbattimento liste d’attesa” proprio per incrementare le “prestazioni di specialistica ambulatoriale” in tutte le 10 Asl del Lazio, per il recupero delle prestazioni maggiormente critiche” con un totale di 5 milioni e 159 mila euro.

Fondi da impiegare per finanziare le prestazioni aggiuntive di medici, infermieri e tecnici e incrementare gli appuntamenti “in relazione ai tempi di attesa, volumi e giorni medi ritardo rispetto alle scadenze” delle agende che risultano più lunghe.

Nel “monitoraggio dei Tempi di Attesa” effettuato dalla stessa Asl Roma 2, ad esempio, emerge il rispetto di tutti gli appuntamenti con priorità “urgente”, che il mese scorso risultano essere stati effettuati tutti entro i 3 giorni previsti dalla legge.

Però ci sono problemi per le altre 3 classi di priorità: ci sono 72 appuntamenti oltre i “300 giorni d’attesa”, altri 99 oltre i “200 giorni d’attesa” e, infine, 116 oltre i “100 giorni d’attesa”.

A certificarlo è la stessa azienda sanitaria del quadrante Sud-Est della capitale che, dopo oltre un anno, ha finalmente riattivato il monitoraggio pubblico dei “tempi di attesa mensili per struttura ambulatoriale” nelle sue 10 strutture.

Anche il monitoraggio dei tempi d’attesa per le visite specialistiche e gli esami diagnostici nel Lazio è stato finalmente riattivato dopo 2 mesi di manutenzione tecnica.

La percentuale del rispetto dei tempi d’attesa è dell’88,70% per le 403.989 prenotazioni effettuate nel marzo scorso (217.512 esami diagnostici e 186.477 visite) facendo la media di tutte le 10 Asl e di tutti i tipi di priorità indicati nelle impegnative.

Nelle 10 Asl ora sono indicati 90 bollini rossi (a fronte dei 60 del mese precedente), il colore assegnato agli appuntamenti più critici. Il profondo rosso si tocca nell’Asl Viterbo, che presenta 21 bollini rossi, a partire dai “259 giorni d’attesa medi” per poter fare una Tac delle articolazioni.

Al secondo posto del mesto podio c’è l’Asl Roma 3 con 16 bollini rossi, a cominciare dai “225 giorni d’attesa medi” per poter fare una prima visita nefrologica.

Al terzo posto, invece, c’è l’Asl Roma 4 di Civitavecchia con 13 bollini rossi e ben “257 giorni d’attesa medi” per potersi sottoporre a una prima visita ematologica.

(da “Il Tempo” del 28/05/2026)

Fonte: refert.substack.com

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