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E' proprio vero che il caldo gioca brutti scherzi quasi quanto ne gioca il fatto di essere al potere per anni ed anni.
 
( nella foto in apertura il segretario della Lega, Matteo Salvini, con Luca Zaia )
 
Infatti Matteo Salvini, 53 anni, segretario della Lega dal lontanissimo 15 dicembre 2013 non solo non vuole rendersi conto della crisi fortissima che attraversa la sua leadership ma addirittura rilancia con affermazioni che rasentano l'incredibile.
 
Dal palco di "NexUs", la festa dei giovani leghisti a Milano Marittima, il segretario arriva a pronosticare il suo ritorno al Viminale dopo la vittoria del centrodestra ( quello attuale, senza Roberto Vannacci) nelle elezioni politiche del 2027 e giunge addirittura ad affermare che la Lega prenderà alle politiche la doppia cifra, quindi almeno il 10%, mentre nei sondaggi di tutti sondaggisti possibili e immaginabili la Lega orbita dal 5,5 al 6,5%.
 
Una sola affermazione è matematicamente certa, quella che non avrà mai alcuna intenzione di dimettersi da segretario e che in tale veste confezionerà le liste della Lega alle politiche per il 2027.
 
Matteo Salvini intervistato da Giuseppe Cruciani alla Festa dei giovani leghisti
 
Quindi un chiaro avvertimento per i parlamentari uscenti della Lega, quello di mantenere un rapporto servile verso il "Capitano" senza proferire alcuna critica.
 
Altrimenti fuori dalle liste.
 
E coloro i quali verranno eliminati sul sospetto fondato o meno di critiche politiche verso il "Capitano" saranno in tanti, anzi tantissimi.
 
I più furbi non avranno altra scelta che traslocare in "Futuro Nazionale" destinato a surclassare di molto la Lega, per gli altri un mesto ritorno a casa.
 
Nell'ambito di una seguita intervista con la "zanzara", Giuseppe Cruciani, il segretario della Lega è stato molto esplicito: "Sarò segretario ancora per tre anni, l'anno scorso mi hanno confermato".
 
Ma è giusto ricordare che non poteva essere altrimenti essendo l'unico candidato, in perfetto stile sovietico, alla Putin per intenderci. 
 
Un chiaro avvertimento per il Fronte del Nord. Basta con le polemiche, nella Lega non si consentono critiche di alcun tipo.
 
Un chiaro avvertimento per Zaia, Fedriga e Fontana.
 
E per la ventilata ipotesi di una eventuale candidatura di Matteo Salvini a Sindaco di Milano, lo stesso ribadisce ancora una volta di voler tornare a guidare il Ministero degli Interni.
 
Sempre da segretario della Lega, possibilmente a vita, in perfetto stile sovietico.
 
E' ovvio che per chi spera in una riflessione reale sullo stato della Lega da parte di Matteo Salvini non vi è speranza alcuna.
 
Si dovrà attendere l'esito elettorale della Lega nel 2027 che continuando di questo passo si attesterà sul 3 - 4 % e, forse e sottolineiamo forse, allora i leghisti troveranno il coraggio e il cuor di leone che hanno smarrito da anni, di chiedere un congresso straordinario per invertire la marcia.
 
E se non lo faranno la fine della leadership di Matteo Salvini combacerà con la fine politica della Lega.
 
Ipotesi molto più probabile e credibile rispetto ad una ribellione nei confronti del segretario Salvini.
 
Del resto in politica come nella vita ogni stagione ha un suo inizio, una sua apoteosi ed una fine.
 
L'unico a non rendersene conto è solo Matteo Salvini.
 
Redazione


 

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