Il palese fallimento dell'annuale incontro a Pontida della Lega con il pratone ridotto ad un pratino delimitato dai gazebo e dalle transenne con una partecipazione di meno della metà degli anni passati è la dimostrazione palese del declino della leadership di Matteo Salvini.
( nella foto in apertura una delle edizioni di Pontida degli anni scorsi - fonte post facebook di Luca Paolini )

Pontida 2026, con un piccolo pratino delimitato da gazebo e transenne e con meno della metà di presenze degli anni passati (Fonte foto post Facebook di Luca Paolini )
Del resto ogni leader ha la sua stagione e il vero campione è quello che appende i guantoni al chiodo quando, ancora vincente, riesce a comprendere che il suo tempo volge alla fine.
Ma per fare ciò si deve essere un vero leader, e Matteo Salvini negli ultimi tempi ha dimostrato e continua a dimostrarlo di non essere un vero leader ma un politico molto fortunato e fortemente sopravvalutato.
Continuando di questo passo porterà al Lega al 2 - 3% e saranno gli elettori a punirlo severamente.
Il Cerchio magico che lo circonda per non perdere le poltrone non ha il coraggio di dirgli la verità rimanendo maggiordomi che ogni giorno dimostrano di essere.
Il coraggio è una virtù innata. O la si ha o non la si inventa.
L'uscita estemporanea di Matteo Salvini che ha concluso il suo intervento a Pontida chiedendo il Congresso straordinario ad ottobre è chiaramente una farsa.
Chi potrà candidarsi in così poco tempo, chi potrà tentare di scalzare Salvini dalla poltrona di segretario della Lega alla quale è inchiodato dal 15 dicembre del 2013, cioè da quando aveva 40 anni.
Oggi ne ha 53 e dopo 13 anni non vuole mollare.
Mai visto un attaccamento così feroce alla poltrona.
Nonostante il partito veleggi oggi intorno la 5 - 6% che rappresenta una percentuale terrificante se si tiene conto del numero di Ministri, sottosegretari, deputati, senatori, presidenti di Regione, assessori e consiglieri regionali, 540 sindaci e migliaia di consiglieri comunali.
Un 5% che è il frutto della presenza capillare di amministratori e delle loro famiglie.
Altro che voto d'opinione e di partito.
Una crisi devastante dovuta unicamente ad un modello dittatoriale praticato da Matteo Salvini da anni.
O adulatore del "Capitano" o fuori nei fatti dal partito.
Ora si assisterà al solito congresso alla Putin con un solo candidato, cioè lo stesso Salvini, e poi seguirà l'epurazione di chi oserà dissentire.
Altro che democrazia, altro che libertà di espressione.
La Lega con la sua storia e con il fatto di essere il partito più longevo dell'attuale sistema di partiti di oggi, essendo nata come Lega Nord alla fine degli anni '80 e come Lega Autonomista lombarda su iniziativa di Umberto Bossi addirittura nel lontano 12 aprile 1984, si avvia oggi a scrivere la sua pagina più buia e più antidemocratica solo perché un Segretario che dalla politica ha avuto tutto e che detiene la poltrona da 13 anni non la vuole lasciare per nessun motivo ponendo a rischio la stessa sopravvivenza del partito.
E oggi coloro che lo circondano sono ancora convinti di tornare in Parlamento.
Ma quando, dopo le elezioni, in gran parte perderanno la loro poltrona allora si renderanno conto che il non aver avuto coraggio per il cambiamento ha determinato la loro mancata rielezione.
Ma sarà troppo tardi.
Come già detto ed è il caso di ripeterlo, il coraggio è una dote innata e non tutti ne sono provvisti.
Redazione
