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Nella nuova "Sala Matteotti" della Camera dei Deputati si è tenuto, con grandissima partecipazione, il convegno su "Saragat, Stati Uniti d’Europa e Scelta Atlantista".

( nella foto in apertura la locandina dell'evento con il prestigioso parterre degli interventi

La  sala Matteotti ha ospitato molti relatori che oggi compongono l’ossatura del Campo liberale, coordinati dal moderatore Claudio Melchiorre.

Al tavolo della Presidenza Claudio Melchiorre che ha moderato l'incontro e Pino Bicchielli

Tutti hanno convenuto che l’ex Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, ha con lucidità capito prima di tanti altri la scelta giusta tra Occidente libero e dittatura.

A delineare il campo del dibattito, il Presidente della Fondazione Saragat, Umberto Costi, che ha spiegato immediatamente come "Saragat sia stato uomo d’Europa. 

Parlava tedesco e francese, fu ministro e diplomatico a Parigi, mediatore cruciale in più di una crisi internazionale.

E soprattutto, tra i primi a pensare agli Stati Uniti d’Europa.”

Parole che hanno trovato conforto negli interventi di Giorgio Benvenuto, presidente della Fondazione Buozzi, che ha esortato all’azione e non solo al pensiero, Valdo Spini, presidente della Fondazione Rosselli, che ha ricordato come Saragat abbia capito molto prima dei socialisti la posizione politica in favore della libertà e del liberalismo, insieme a Carlo Rosselli.

Giorgio Benvenuto, 88 anni, storico leader della UIL

Giorgio Benvenuto ha anche ricordato che Saragat volle festeggiare il Primo Maggio con mille famiglie di lavoratori al Quirinale, ogni anno.

Gli interventi di Luigi Marattin del Pld, Ettore Rosato del Pd, Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo e del gruppo Renew Europe hanno sottolineato la necessità di seguire il solco dell’ex Presidente Saragat nella costruzione di un’Europa che sia libera, democratica e attenta ai diritti dei lavoratori.

Pino Bicchielli, ultimo segretario dei Giovani Socialdemocratici e ora deputato di Forza Italia, ha sottolineato come fosse facile per un ragazzo della prima Repubblica coniugare libertà e socialdemocrazia, nonostante i tentativi di emarginazione a sinistra.

Sala Matteotti, con la presenza di numerosi deputati e senatori

Federico Fornaro del Pd, deputato e autore di una pregevole biografia di Saragat: “Se leggiamo molti degli scritti, scopriamo un Saragat marxista e rivoluzionario.

Nella politica repubblicana il pensiero e l’azione del Presidente si trasformano in un gradualismo efficace e capace di trascinare l’Italia nell’area dei Paesi liberi e attenti ai diritti dei lavoratori. Cosa non scontata, nel 1945.

Massimo Mota presidente dell’Associazione delle Cooperative Italiane ha legato la figura dell’unico presidente socialdemocratico allo sviluppo economico mutualistico e la grande attenzione verso diritti dei lavoratori e imprenditorialità sociale.

Al dibattito ha partecipato anche Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia, con un messaggio di continuità tra la visione di Saragat, quella di Craxi e le necessità future dell’Italia e dell’Europa.

Fabrizio Cicchitto ha spiegato come si svolse il rapporto tra Nenni e Saragat, ammettendo che tra i due il socialdemocratico non ebbe bisogno di cambiare continuamente posizione, come fu invece costretto a fare più volte il leader del Psi.

L'On. Fabrizio Cicchitto, 85 anni, politico di lungo corso

Piercamillo Falasca ha collegato l’impegno dell’associazione degli Europeisti e l’opera di Saragat.

Un messaggio di saluto da parte del sindaco di Roma Roberto Gualtieri è stato portato dall’on. Consigliere Yuri Trombetti.

Un saluto dalla Camera dei Deputati è stato indirizzato anche dall’on. Annarita Patriarca.

Le conclusioni di Umberto Costi hanno sottolineato come la modernità del pensiero e delle azioni di Saragat sono tali che richiedono impegno anche futuro, “a cominciare da una nuova iniziativa per gli Stati Uniti d’Europa che parta dalle Fondazioni culturali italiane e riunisca per questo obiettivo il mondo liberale e socialdemocratico italiano e internazionale.”

Redazione

 

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