Forza Italia, il partito fondato da Silvio Berlusconi, e che ha vissuto esclusivamente sulla strabordante personalità del fondatore, è oggi un partito dilaniato da un Segretario, Antonio Tajani, che non vuole lasciare il suo ruolo di segretario e che vuole tutelare i suoi fedelissimi da un lato e dall'esigenza della vera "segretaria" del partito, marina Berlusconi, che ha ereditato il partito dal padre Silvio che vuole svecchiare il partito stesso e far approdare in Parlamento fedelissimi provenienti dai quadri dirigenti di Fininvest e Mediaset.
( nella foto in apertura Antonio Tajani, segretario di FI, Vicepremier e Ministro con Roberto Occhiuto, vicesegretario FI e Governatore in Calabria )
Del resto Forza Italia è nato come partito - Azienda e lo è ancora oggi.
Le guerre interne sono tutte finalizzate al controllo delle candidature alla Camera e al Senato per le elezioni del 2027, che, per come ha recentemente sottolineato la Premier Giorgia Meloni, si terranno alla fine naturale della legislatura, quindi a novembre 2027, cioè fra ben un anno e due mesi.
E quello che conta è il tavolo delle candidature dove saranno seduti il segretario e i vicesegretari, fra i quali anche il Governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, che sembra sia in pole position per la candidatura a segretario sponsorizzato da Marina Berlusconi e ovviamente oggi non più in buoni rapporti con Antonio Tajani che vorrebbe rimanere alla guida del partito, almeno sulla carta.
E Tajani non molla neanche nella scelta delle candidature. Si vocifera che ambirebbe a nominarne un terzo, ma sarà molto difficile che da Arcore gli consentiranno tutto ciò.
Qualche candidatura, fra quattro o cinque al massimo gli verrà concessa, ma nulla di più.
Fra l'altro che le guerre interne e con un partito oramai spento non è detto che Forza Italia alle elezioni vada oltre un 4 -5% ad essere ottimisti.
Di conseguenza saranno tantissimi degli attuali 52 deputati e 20 senatori ( ben 72 parlamentari per un partito che oggi vanta uno scarno 6,5% rappresenta un sovradimensionamento enorme ) che non saranno rieletti oltre a quelli che non saranno neanche ricandidati.
Ne ritorneranno in Parlamento meno della metà. E per chi non vi ritorna la sofferenza è enorme sapendo quanti privilegi, e non solo economici, si vanificano perdendo l'amatissima e desideratissima poltrona.
Ma Antonio Tajani ha ben compreso tutte le manovre che tendono a farlo fuori come le cene organizzate da Francesca Pascale, una delle tante ex di Silvio Berlusconi che oggi si muove da portatrice del verbo berlusconiano e della famiglia di eredi di Arcore.
Sembra che Francesca Pascale abbia dialogato anche con alcuni parlamentari della Campania dove il partito è l'un contro l'altro armato, ed è solita organizzare cene e pranzi con deputati e senatori a Roma.
E su questo la stessa Francesca Pascale intervistata dal "Fatto quotidiano" ha candidamente e sinceramente ammesso di organizzare cene quasi giornalmente.
“Parlo con molti parlamentari che vogliono continuare a stare dentro Forza Italia - afferma Francesca Pascale - o aspirano, come me, a rientrarci ma che sono amareggiati dalla linea politica di Tajani.
Amministratori e parlamentari che si chiedono come si possa passare dall’obiettivo del 20% al 6%. Io non mi candido al congresso, ma perché Tajani non fa un congresso aperto? Perché non sfida Mulè, Occhiuto o qualcuno della società civile?”.
E Francesca Pascale che può vantare i suoi trascorsi affettivi con Silvio Berlusconi in vita sempre sensibile al fascino femminile è anche troppo ottimista parlando di un 6%.
Che senso può avere oggi Forza Italia, un partito azienda legato al fondatore e che viene gestito dagli eredi come se il partito fosse un immobile.
Se ne vedranno delle belle, nessuno vuole mollare e intanto gli eredi scalpitano per piazzare fedelissimi Mediaset e Fininvest sulla falsariga di come nacque Forza Italia nel 1994.
Ma difficilmente la storia si ripete e non vi è dubbio che di Silvio Berlusconi ve ne è stato uno solo e che le imitazioni rimangono solo imitazioni.
Redazione
