L'Armata Branca-Meloni è in totale fibrillazione per due eventi che, nell’arco di poche settimane, possono essere un punto di svolta in questa fase politicamente caotica, in cui nulla è scritto e nessuno sa cosa accadrà domani mattina.
( nella foto il Generale Roberto Vannacci e il candidato alla Camera a Reggio Calabria di Futuro Nazionale, Domenico Giannetta )
La prima polveriera è l’elezione suppletiva in Calabria del 27 e 28 settembre, per scegliere il deputato chiamato a sostituire Francesco Cannizzaro, eletto sindaco a Reggio Calabria.
La seconda polveriera pronta ad esplodere è il voto con scrutinio segreto alla Camera sulla pastrocchiata legge elettorale, in cui si è incartata la Premier meloni, atteso per la prima settimana di ottobre, dopo aver ottenuto il via libera del Senato: spunteranno di nuovo i franco tiratori che sanno che non saranno ricandidati nel 2027?
Cosa decideranno le donne di Forza Italia inviperite per la mancanza di alternanza di genere nella legge elettorale?
Il voto in Calabria non fa gran notizia sulle gazzette ma ha tutta la potenzialità per far sì che Giorgia Meloni si ritrovi, dopo l'inabissamento della Lega al 4,5%, con Matteo Salvini appeso a ciò che potrà accadere sul pratone di Pontida domenica prossima, anche con l'altro alleato della maggioranza, Forza Italia, ridotto a pezzi.
Se Domenico Giannetta, l'ex forzista passato con Futuro Nazionale, riuscirà a ottenere sufficiente consenso per spaccare il centrodestra e far vincere il candidato del Pd Frank Benedetto, si materializzerà una sconfitta che finirebbe soprattutto sul groppone del governatore calabrese, Roberto Occhiuto.
I fedelissimi di Tajani, che vedono in Occhiuto un avversario interno per la guida del partito, sperano solo in una sconfitta di Roscioli così da indebolire di fatto il rampante governatore e intestargli la disfatta.
Infatti, se oggi dovessero votare i gruppi parlamentari azzurri, Tajani finirebbe in minoranza.
Contro Tajani c’è anche Alberto Cirio, che controlla il 70% dei voti di Forza Italia in Piemonte.
Dalla sua Tajani può contare sulla Campania ritornata in mano al “peso massimo” Fulvio Martusciello, l’Abruzzo, il Lazio e un 20% delle truppe forziste in Toscana.
Ma in tutto ciò rimane il fatto che i consensi per Forza Italia sono in calo e che la spinta propulsiva del partito fondato da Silvio Berlusconi e passato nei fatti nelle mani di Marina Berlusconi per diritto ereditario sembra volgersi verso il tramonto.
