Matteo Salvini non molla, segretario del partito dal 15 dicembre 2013 dal pratone sacro di Pontida, che delimitato da gazebo e transenne è giusto chiamare oramai praticello, spiazza tutti non concedendo alcunchè a chi chiedeva una gestione collegiale ed una maggiore attenzione ai temi del Nord annunciando per ottobre il Congresso Straordinario della Lega.
( nella foto in apertura Matteo Salvini al raduno annuale della Lega a Pontida )
Congresso nel quale auspica l'unione di tutti.
E l'unione non sarà altro che l'ennesima alzata di mano per la sua rielezione a segretario per l'ennesima volta e come sempre con un solo candidato, cioè se stesso.
In perfetto stile dei congressi di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin o nello stile del Partito Comunista Cinese.
Quindi Salvini potà vantarsi della sua ennesima elezione a segretario e potrà continuare ad essere il padre - padrone della Lega.
Partito destinato ad estinguersi anche perchè se dovesse, per assurdo, giungere all'1% Matteo Salvini rimarrebbe ancorato alla sua poltrona di segretario pure con un partito allo 0.0001%.
Si consuma nella Lega il dramma dei partiti padronali, dei partiti legati in modo indissolubile al destino dei loro eterni leader.
Come è avvenuto con Forza Italia, oramai in calo dato che nessuno potrà mai sostituire il fondatore Silvio Berlusconi e men che meno una classe dirigente scelta dallo stesso Berlusconi quando selezionava la classe dirigente solo per una bella presenza femminile e per una innata capacità di essere solo maggiordomi e yes - man.
E come avverrà con Fratelli d'Itallia che sarebbe più giusto chiamare "Sorelle d'Italia" quando inizierà a calare il carisma delle due sorelle Giorgia e Arianna Meloni che dominano il partito e che non concedono nulla a chi non ha la somma e innata capacità di adularle e ripetere all'unisono le loro affermazioni da perfetti maggiordomi.
La selezione della classe dirigente con l'unico criterio della fedeltà e del servilismo, non essendo fedeltà ad una idea ma solo ad un personaggio potente, è il dramma dei partiti padronali che non hanno e non possono avere una classe dirigente capace e culturalmente attrezzata dato che l'intelligenza, la cultura e la padronanza di idee e proposte sono perfettamente inconciliabili con al virtù dell'essere servile, maggiordomo e possibilmente anche ignorante ( punto a favore per essere prescelto ).
Lo insegna la storia.
E' la caratteristica di ogni dittatura, di ogni leadership eterna.
Non per nulla l'Imperatore Caligola nell'antica Roma elesse senatore il proprio cavallo del quale poteva fidarsi ciecamente.
Purtroppo in Italia non è possibile altrimenti il Parlamento sarebbe stato stracolmo di cavalli, però, almeno vi sono tanti asini replicanti del loro padrone.
Sarà interessante assistere al Congresso della Lega ad ottobre.
L'ennesimo congresso farlocco dove i seguaci di Salvini per non perdere le loro poltrone lo esalteranno e lo rieleggeranno all'unanimità.
Ma fortunatamente queste sceneggiate faranno calare ancor più la Lega che giungerà alle elezioni al 3 - 4% e tanti fans e maggiordomi di Matteo Salvini andranno a casa.
Quando poi perderanno la poltrona saranno, come accade sempre nelle dittature che crollano, i più feroci nemici del segretario che oggi adulano e omaggiano.
Redazione
