"È veramente sconvolgente e irricevibile la pseudo riforma pensata, nientemeno, anche con i rappresentanti delle Università e financo della CRUI.
( nella foto in apertura l'Università "La Sapienza" di Roma )
Per come saranno i nuovi disciplinari, nessun giovane medico - affermano Giuseppe Polinari della FGU GILDA UNAMS - Dip. Università e Alessandro Pierucci dello SNALS - CONFSAL Docenti Università - sarà così stolto da intraprendere la CARRIERA universitaria con oltre il 30% in meno di base stipendiale, rispetto al cugino ospedaliero, mentre gli "anziani" che rimarranno in servizio come direttori di UOC (primari) prenderanno il 15% in meno rispetto all'omologo ospedaliero.
Dal punto di vista sindacale, i Medici universitari strutturati potranno essere rappresentati dai soli sindacati firmatari del CCNL del comparto sanità".
"L' iter per bandire un posto (cattedra), dovrà avere l'assenso della azienda ospedaliero -universitaria, mentre dovrebbe essere liberamente decisa dall'università che persegue lo sviluppo della scienza e dello sviluppo di nuove tecnologie (gli ospedali sono ormai succursali del pronto soccorso-DEA, i grandi ospedali sono ormai piccoli ospedali).
Una disfatta totale e quel che è peggio la categoria intera ( non sa, non capisce? ) ancora non reagisce. Dovrebbe essere - continuano i due sindacalisti - come la medicina militare. Se all' Ospedale del Celio manca un "primario", il posto va a concorso tra i medici militari e non può concorrere nessun altro (men che meno un ospedaliero)".
"Non parliamo poi del personale universitario tutto, che non si sa precisamente che fine farà. L' onore di appartenenza - concludono Giuseppe Polinari e Alessandro Pierucci - che contraddistingue tutti coloro che operano nelle AOU dovrebbe fare riflettere molti dei proponenti di questa riforma che a nostro avviso produrrà solo un IBRIDO e un miscuglio di carriere diverse, comparti diversificati,etc.
In questi casi viene sempre in soccorso la saggezza popolare: Il giorno dell’ultima partita di Francesco Totti un tifoso ha esposto un cartello SPERAVAMO DE MORI PRIMA!
E’ la stessa cosa. E’ la fine della medicina Universitaria che abbiamo conosciuto".
Redazione
