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Le 2 sentenze di primo grado ammontano a 4 milioni e 225 mila € però le aziende ospedaliere hanno fatto ricorso, ottenendo la sospensiva parziale dalla Corte d’Appello

( nella foto in apertura il Policlinico Universitario Umberto I° di Roma )

Continuano i maxi-risarcimenti milionari per responsabilità mediche a carico degli ospedali romani.

Ora sono stati deliberati altri 2 risarcimenti per complessivi 2 milioni di euro dopo una quasi analoga cifra erogata per altre 2 sentenze nel mese scorso.

Gli eredi di un degente morto nel 2022 all’ospedale Sant’Andrea “hanno adito il Tribunale Civile di Roma al fine di ottenere l’accertamento della presunta erronea condotta professionale dei sanitari che ebbero in cura il de cuius”, ha scritto l’azienda ospedaliera.

La quale, dopo il deposito della relazione del Consulente Tecnico d’Ufficio (Ctu) nominato dal giudice, “che rilevava profili di censurabilità nell’operato del personale medico”, si è vista condannare in primo grado “al pagamento dell’importo complessivo, a titolo di risarcimento danni, di € 1.876.374,44 oltre interessi e spese di lite”.

Però l’ospedale di Via Grottarossa ha presentato ricorso “avverso la sentenza, ritenuta manifestamente erronea in punto di accertamento del nesso causale materiale”.

E la Corte d’Appello di Roma ha emanato “l’ordinanza istruttoria, con la quale, accogliendo integralmente le istanze formulate dal Legale dell’Azienda, ha disposto la rinnovazione integrale della C.T.U. medico-legale, finalizzata a riesaminare l’an ed il quantum del contenzioso con rispetto delle linee guida e dei criteri probabilistici del nesso causale”.

Mentre, con un’ordinanza sospensiva, “effettuando un bilanciamento del periculum in mora connesso alla natura pubblica del denaro erogato, ha sospeso l’efficacia esecutiva della sentenza limitatamente alle somme eccedenti circa la metà della condanna principale”.

Quindi il Sant’Andrea deve ora “procedere al pagamento in favore degli eredi e del legale di controparte dell’importo complessivo di € 1.001.205”.

UMBERTO I°, UN MILIONE PER UNA BAMBINA DI 9 ANNI 

Un analogo importo per un caso simile è stato ora erogato anche dal policlinico Umberto I° insieme alla sua compagnia assicurativa “per i danni lamentati a seguito delle cure neonatali prestate alla minore, nonché alla madre durante la degenza presso le strutture del nosocomio”.

Perché, 9 anni dopo il parto il nosocomio è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Roma al maxi-risarcimento di 2 milioni e 349 mila euro.

L’azienda ospedaliera ha però fatto ricorso e la Corte d’Appello ha accolto la richiesta di sospensiva parziale della sentenza di primo grado, ma “limitatamente alle somme eccedenti € 1.000.000”.

Quindi ora un milione di euro verrà erogato alla minore dalla compagnia assicurativa insieme al policlinico (che verserà la somma di 350 mila euro in favore della minore, come previsto dalla franchigia indicata nel contratto con la compagnia assicuratrice, cui spetterà il versamento dei restanti 650 mila euro alla ragazza).

L’Umberto I° lo scorso anno ha triplicato i risarcimenti, passando dai 5 milioni e 122 mila euro del 2024 ai 15 milioni e 77 mila euro del 2025.

Ma tutte le 8 aziende ospedaliere romane hanno dovuto erogare complessivamente 154 milioni di euro negli ultimi 6 anni.

Maglia nera il San Camillo con la somma più alta di risarcimenti nell’ultimo quinquennio: 34 milioni e 111 mila euro (ma nel 2025 l’importo è calato a 7 milioni e 307 mila euro dopo i 10 milioni e 166 mila euro sborsati nel 2024).

Ed è proprio nel 2025 che c’è stato un boom di risarcimenti liquidati (ma relativi a casi di diversi anni), che sono aumentati del +40,7%.

Si è passati, infatti, dai 22 milioni e 650 mila euro erogati nel 2024 ai 31 milioni e 877 mila euro dello scorso anno.

SAN CAMILLO, 2 DEGENTI MORTE

Anche il mese scorso sono stati erogati 2 risarcimenti per quasi 2 milioni di euro nel giro di una settimana a carico dell’ospedale San Camillo (nel secondo caso in solido con il policlinico Gemelli).

Per il caso di una donna morta nel 2023 l’importo riconosciuto è stato di un milione e 91 mila euro: “la CTU medica definitiva disposta dal Tribunale di Roma, ha ravvisato la responsabilità dei nostri sanitari nel determinismo del decesso della paziente”, ha scritto l’azienda ospedaliera.

Il cui Comitato Valutazione Sinistri ha “ravvisato, all’unanimità dei suoi componenti, l’opportunità “di intraprendere un tentativo di definizione stragiudiziale”, in considerazione del tenore delle conclusioni rassegnate dalla C.T.U. medico legale disposta dal Tribunale Ordinario di Roma”.

E ha chiesto di fornire i nominativi dei “sanitari che hanno prestato assistenza alla Signora”.

Nell’altro caso, invece, il marito e la figlia di una donna morta nel 2022 hanno chiesto “all’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini e alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCS – Università Cattolica del Sacro Cuore, il risarcimento dei danni per responsabilità professionale medica”.

E la sentenza del Tribunale di Roma “ha accolto la domanda risarcitoria proposta dagli attori per ottenere il risarcimento dei danni patiti per il decesso della loro congiunta, dichiarando “la responsabilità dell’A.O. San Camillo Forlanini e della Fondazione Universitaria Policlinico Agostino Gemelli in ordine alle condotte iatrogene censurate” per un totale di 825 mila euro a carico delle 2 aziende ospedaliere, che hanno presentato appello contro la sentenza.

Ma intanto il San Camillo ha deliberato di “prendere atto della Sentenza emessa dal Tribunale Ordinario di Roma e liquidare la somma complessiva di € 474.566”.

Fonte: https://refert.substack.com

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