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Farmaci, la vera riforma è nella dose: personalizzare e contingentare per ridurre gli sprechi.

( nella foto in apertura il Prof. Ettore Piero Valente,  CEO della Divisione Europea World Academy of Medical Sciences )

La polemica sulla spesa farmaceutica rischia di fermarsi alla superficie: tetti sforati, payback, sconti automatici, scontri tra ministero e Aifa.

Ma il nodo strutturale è un altro e riguarda il modo in cui i farmaci vengono prescritti, confezionati e rimborsati.

Se l’obiettivo è ridurre la spesa senza comprimere l’accesso alle cure, la strada maestra è una: personalizzare le posologie e contingentare le forniture, sul modello di quanto avviene negli Stati Uniti e in altri sistemi sanitari avanzati.

Il problema invisibile: sprechi da sovradosaggio e confezioni standard

In Italia la maggior parte dei farmaci viene erogata in confezioni standard, spesso scollegate dalla reale durata della terapia.

Questo genera: scorte inutilizzate a domicilio, interruzioni precoci di terapia con confezioni già rimborsate, dosaggi non ottimizzati rispetto a peso, funzione renale, età, comorbilità,

utilizzo eccessivo di molecole ad alto costo anche quando dosi inferiori sarebbero clinicamente efficaci.

Il risultato è una spesa che cresce non solo per l’innovazione, ma anche per inefficienze strutturali.

Il modello americano: dose su misura e refill controllati

Negli Stati Uniti — pur in un sistema molto diverso dal nostro — sono diffusi meccanismi che riducono lo spreco:

Prescrizioni con durata limitata (30 giorni) per molte terapie croniche, con rinnovo subordinato a verifica clinica.

Titolazione progressiva della dose, soprattutto per farmaci innovativi o ad alto costo.

Formati flessibili e frazionabili, che permettono aggiustamenti personalizzati.

Monitoraggio assicurativo stringente: le coperture sono legate a criteri di appropriatezza e risultati clinici.

Non si tratta di importare un modello assicurativo, ma di adottare strumenti organizzativi intelligenti.

Personalizzare conviene anche al Servizio sanitario nazionale

L’invecchiamento della popolazione e l’arrivo di farmaci oncologici, biologici e antidiabetici ad alto costo rendono inevitabile una riflessione. Ma la sostenibilità non si ottiene solo negoziando prezzi: si ottiene usando meglio ciò che si compra.

Personalizzare la posologia significa: adattare il dosaggio a caratteristiche cliniche individuali, rivalutare periodicamente efficacia e tollerabilità, ridurre sovratrattamenti ed evitare accumuli inutili.

Studi internazionali mostrano che una quota non trascurabile della spesa farmaceutica è legata a aderenza incompleta e terapie non ottimizzate.

Contingentare non significa razionare

Il termine può spaventare, ma qui non si parla di limitare l’accesso. Si tratta di: erogare quantità coerenti con il fabbisogno reale, vincolare i rinnovi a monitoraggi clinici e legare il rimborso pieno a criteri di appropriatezza.

Per i farmaci innovativi si potrebbe introdurre un sistema più stringente di valutazione periodica dell’efficacia reale (real world evidence), con prosecuzione della rimborsabilità solo in presenza di benefici documentati.

Il ruolo dell’Aifa e dell’HTA

Se il ministro chiede più controllo sulla spesa, la risposta non può essere solo contabile. L’Health Technology Assessment dovrebbe evolvere verso: protocolli di utilizzo più dettagliati,

linee guida dinamiche di dosaggio e sistemi digitali di monitoraggio prescrittivo.

Una governance moderna del farmaco non si limita a decidere “se” un medicinale è rimborsabile, ma come e in quali condizioni deve essere usato.

Una scelta culturale prima che tecnica

L’Italia ha storicamente privilegiato l’universalismo dell’accesso, giustamente. Ma oggi la sfida è un’altra: garantire universalità senza sprechi.

Questo richiede un salto culturale: meno automatismi, più medicina di precisione, più responsabilità prescrittiva e più controllo sui risultati.

In un contesto in cui la spesa diretta ospedaliera supera ampiamente i tetti programmati, continuare a discutere solo di payback rischia di essere miope. La vera riforma non è punire chi sfora, ma impedire che lo sforamento si produca.

La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale passa anche da qui: dalla dose giusta, per il paziente giusto, per il tempo giusto.

Prof Ettore Piero Valente

CEO della Divisione Europea

World Academy of Medical Sciences

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