Sempre tanti i “pendolari sanitari” nel Lazio, che figura tra le 5 Regioni con il peggiore saldo per la mobilità passiva, ossia i rimborsi dovuti alle altre Regioni (o altri Stati, come il Vaticano) per le cure prestate ai residenti laziali oltre-confine.
( Nella foto in apertura il "Bambino Gesù", Ospedale Pediatrico e immobile extraterritoriale del Vaticano )
E’ quanto emerge dall’ultima tabella (stilata sui dati relativi al 2024) del riparto del Fondo sanitario: dopo la maglia nera Calabria (con -304,1 milioni di euro) seguono la Campania (-281,6) la Sicilia (-220,9), la Puglia (-210,3) e, al 5° posto, il Lazio con -170,8 milioni da restituire alle altre Regioni per le cure prestate ai residenti laziali in trasferta.
Il Lazio, infatti, vanta crediti per 399 milioni e 245 mila euro a fronte di debiti per 570 milioni e 56 mila euro: la differenza negativa da coprire, appunto, è di oltre 170 milioni di euro, che escono dunque dal circuito della sanità laziale.

RIMBORSI AL VATICANO
Rimborsi in special modo per ricoveri e prestazioni effettuati all’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” e all’Ospedale San Giovanni Battista, le 2 strutture che hanno sede nel Lazio, ma che però sono “immobili extraterritoriali del Vaticano”.
Alla quale la Regione deve rimborsare, quindi, un totale di 201 milioni e 667 mila euro per le prestazioni rese ai residenti laziali nel 2024 nei 2 nosocomi.
Con le altre Regioni, invece, il Lazio vanta più crediti che debiti, ma su quest’ultimi pesano soprattutto le cure rese ai laziali dagli ospedali di Toscana, Abruzzo, Campania e Molise (proprio la Regione che, secondo l’adagio popolare “non esiste”, è invece quella che vanta il maggior saldo a credito verso il Lazio: deve incassare 8 milioni di euro per la differenza fra le prestazioni erogate e quelle ricevute dai suoi residenti nelle strutture laziali).
PIANO DI MIGLIORAMENTO
Per questi motivi la Regione Lazio ha dovuto stilare un apposito “Piano di miglioramento della mobilità sanitaria”.
Perché, “considerando le prestazioni erogate dal Bambino Gesù e dell’Ospedale San Giovanni Battista (di proprietà vaticana, ndr) ai residenti del Lazio, il saldo di mobilità regionale presenta negli anni un valore negativo”.
Nel 2024 sono infatti saliti i costi dei rimborsi all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, che sono stati pari a 165 milioni e 939 mila euro (6 milioni in più rispetto al 2023).
Mentre i rimborsi per le prestazioni rese ai residenti laziali dal presidio dell’Ordine dei Cavalieri di Malta sono calati a 35 milioni e 728 mila euro (2 milioni in meno rispetto allo scorso anno).
“Nel 2024 si rileva un saldo positivo per i flussi relativi alla medicina generale, alla specialistica ambulatoriale e Pronto soccorso, alla farmaceutica ed alla somministrazione diretta di farmaci ed un saldo negativo per il flusso dei ricoveri ospedalieri, delle cure termali e dei trasporti con ambulanza ed elisoccorso”, ha sottolineato la Regione.
Nelle strutture del Lazio, infatti, sono arrivati pazienti e degenti per farsi curare da altre Regioni, ma anche i residenti laziali hanno fatto pendolarismo sanitario oltreconfine: “Nel 2024 le principali Regioni di “attrazione” nella mobilità attiva del Lazio sono Campania, Calabria, Abruzzo, Puglia e Umbria, mentre le principali Regioni di “fuga” nella mobilità passiva del Lazio sono Toscana, Abruzzo, Campania, Emilia Romagna e Umbria”.
Sul podio dei crediti “le 3 Regioni in cui si registra il maggior saldo a favore della Regione Lazio sono la Regione Calabria (8 milioni), Campania (6) e Puglia (5)”.
Mentre in quello dei debiti “le 3 Regioni dove si registra il maggior saldo negativo per la Regione Lazio sono il Molise (8 milioni), la Toscana (4) e la Lombardia (3)”.
-2,9 MILIARDI IN 15 ANNI
Ma il problema del pendolarismo sanitario e della “mobilità passiva” si trascina nel Lazio da almeno 15 anni, con un totale di quasi 3 miliardi di rimborsi: 2 miliardi e 900 milioni la somma dal 2011.
E già nel 2023 il Lazio figurava nella top-5 dei saldi passivi più alti: allora ammontava a 161 milioni di euro, infatti, la somma da restituire alle altre Regioni per degenze, operazioni chirurgiche, visite ed esami ai pazienti laziali in trasferta nel corso del 2022. Tanta era stata la differenza fra i 356 milioni e 772 mila euro di crediti vantati dalle strutture sanitarie laziali per le prestazioni rese ai residenti nelle altre Regioni e i 518 milioni e 667 mila euro di debiti maturati nel resto d’Italia (e Vaticano) per le cure rese ai pazienti laziali.
Alle quali, nell’arco del decennio, il Lazio ha dovuto rimborsare queste prestazioni extra-confine per complessivi 2 miliardi e 195 milioni di euro.
Passando dai saldi negativi di 118 milioni e 979 mila euro, registrati nel 2011, ai 230 milioni e 710 mila euro del 2020.
Poi nel 2021 la Regione Lazio si era confermata “con l’indice più alto di fuga dell’utenza verso altre realtà con un pesante saldo negativo del Lazio fra mobilità attiva e passiva, pari a -220 milioni di euro per il 2021”, aveva scritto la Corte dei Conti.
Con quasi i tre quarti di questi rimborsi finiti sempre nelle 2 strutture extraterritoriali della Città del Vaticano. Perché “la mobilità interregionale per ciascun anno include i flussi connessi alla produzione dei servizi sanitari dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù (OPBG) e dell’Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta (San Giovanni Battista ACISMOM)”, spiegarono i magistrati contabili.
Fonte: refert.substack.com
