“Il trasferimento di proprietà allo Stato dell’immobile denominato ex Ospedale Carlo Forlanini risponde alla primaria esigenza che il bene non resti in uno stato di degrado, ma venga rigenerato e valorizzato e, in questa prospettiva, il trasferimento al patrimonio dello Stato potrà facilitare il raggiungimento di tale obiettivo”, ha dichiarato a Montecitorio il 7 dicembre scorso la sottosegretaria all’Economia, Lucia Albano, illustrando l’emendamento al Dl Economia (cosiddetto Dl Anticipi) che dispone il trasferimento del patrimonio immobiliare del Forlanini dalla Regione Lazio allo Stato.
( nella foto in apertura una veduta dall'alto dell'enorme struttura del Forlanini )
Dallo “stato di degrado”, quindi, allo “Stato”.
Ma quale Stato: italiano o Vaticano? “Vi chiedo di continuare a firmare per far di che questo Ospedale continui ad essere dei cittadini e non venga ceduto ad uno Stato Estero- ha infatti scritto il professor Massimo Martelli, già primario di Chirurgia Toracica proprio al Forlanini- Con la vostra firma potremmo evitare questo scempio che i politici stanno facendo sulle spalle di noi tutti cittadini. Vi chiedo quindi di darmi una mano firmando ( non si paga niente) e soprattutto invitando a farlo ai vostri contatti.
Più saremo e più difficile sarà per i politici fare il loro porco comodo. Un grazie a nome mio e soprattutto dei cittadini che potranno avere una Sanità Pubblica come hanno diritto”.
Le firme raccolte dalla petizione online (raggiungibile cliccando sul seguente link: https://c.org/bF2KqkRRPY ) al momento sono 119.384 contro il maxi-scambio di ospedali, con l’Umberto I alla Regione in cambio del Forlanini allo Stato italiano che, attraverso l’Inail, lo ristrutturerà e lo affitterà all’ospedale pediatrico “Bambino Gesù”, di proprietà vaticana.
L’area dell’ex Forlanini è di 18 ettari, che equivalgono “quasi alla metà della Città del Vaticano, che è di 44 ettari. Il governo italiano ha il diritto di vendere un pezzo dello Stato italiano a un altro Stato?”, chiede il Comitato Roma XII per i Beni Comuni.
Sotto l’ex ospedale c’è anche un’enorme cava di tufo e un lago.
All’interno, invece, ci sono due chiese e due teatri.
LA DICHIARAZIONE D’INTENTI
La Dichiarazione di Intenti firmata 23 mesi fa dal segretario di Stato del Vaticano, cardinale Pietro Parolin, e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, prevede l’acquisto da parte vaticana, però sarà l’Inail a trasformare l’immobile (che poi verrà assegnato in affitto alla Santa Sede) nel nuovo ospedale pediatrico.
In cui sono previsti spazi, ha quantificato Mantovano “almeno quattro volte superiori a quelli attuali entro il 2030”.
Però, incredibilmente, il prezzo dell’acquisito è ancora “da stabilirsi”, così come quello dell’affitto.
Solo successivamente, infatti, ci sarà la concessione da parte della Santa Sede a Inail del diritto di superficie, “per un periodo e un valore da concordarsi tra le parti”.
Poi partirà “la realizzazione da parte di Inail del nuovo ospedale”.
Che verrà affittato al Bambino Gesù con il “corrispettivo di un canone che remuneri l’investimento di Inail”, assicura l’accordo.
Però senza quantificare nessuna cifra.
LA “INQUILINA” REGIONE
L’ultima volta che il Forlanini è stato concesso in affitto è stata una partita di giro contabile tra l’azienda San Camillo e la Regione.
La quale, infatti, per la “locazione-Affitto dei Padiglioni S, T, A, C, G, e H dell’ex Ospedale Forlanini” ha versato all’azienda ospedaliera un milione e 371 mila euro dal 07/08/2015 al 31/12/2020”.
In questo periodo lungo 64 mesi, prima del passaggio di proprietà del Forlanini dal San Camillo alla Regione, il canone annuo era dunque di 257.184 euro l’anno (pari ad un affitto mensile di 21.432 euro).
Questo fino a 6 anni fa: ora quanto costerebbe, con lo stesso metro di paragone, affittare tutti i padiglioni?
E quanto dovrebbe mai costare l’affitto al Vaticano dopo “la realizzazione da parte di Inail del nuovo ospedale”?
La Dichiarazione di intenti assicura che verrà affittato al Bambino Gesù con il “corrispettivo di un canone che remuneri l’investimento di Inail”.
Però, se prima non viene fissato il canone d’affitto, come potrà mai sapere se è remunerativo o no questo investimento l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, che gestisce i fondi dei lavoratori italiani?
Eppure altri tipi di calcoli tra Regione e Bambino Gesù sono continui.
Per i rimborsi relativi ai ricoveri effettuati sia all’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” che all’Ospedale San Giovanni Battista, ad esempio, le 2 strutture extraterritoriali che hanno sede a Roma ma di proprietà vaticana, la Regione lo scorso anno ha erogato un totale di 201 milioni e 667 mila euro per le prestazioni rese ai residenti laziali nel 2024 nei 2 nosocomi.
Fonte: refert.substack.com