Rogne” di Kappa: la settimana dell’atteso picco influenzale col fattore K si è aperta oggi con oltre 2mila persone nei Pronto Soccorso laziali.
Ben 2.038 per l’esattezza, di cui 846 “in attesa di ricovero o trasferimento” (pari al 41,5%).
Sin dalle ore 8 e 30 del mattino i Ps più sovraffollati sono risultati il Gemelli, con 70 pazienti stazionati nelle astanterie su un totale di 129 presenti.
A seguire il Casilino (55 su 93), l’Umberto I (53 su 118), il San Camillo (48 su 71), Viterbo (45 su 79), il Pertini (44 su 78), San Giovanni (43 su 71), Latina (42 su 100) e Tor Vergata (42 su 92).
E il Ptv, secondo l’ultimo rapporto di valutazione delle performance delle aziende sanitarie e ospedaliere, stilato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), ha la maglia nera italiana delle attese con il 25,1% (quindi un paziente su 4) che ha passato più di 8 ore nelle astanterie in attesa di un posto letto.
Ma è proprio nel sud-est capitolino che vive il più numeroso popolo dei “senza-letto” con quasi la metà dei posti rispetto agli standard nazionali.
A denunciarlo non è il Tribunale per i diritti del malato, ma la stessa azienda ospedaliera-universitaria del policlinico di Tor Vergata (Ptv).
2 POSTI LETTO PER MILLE
Nel suo Piano annuale, infatti, è proprio il Ptv a chiedere l’assegnazione di più posti letto nel quadrante più popoloso di Roma, dove attualmente è disponibile circa la metà dei letti rispetto agli standard previsti: “Al PTV sono stati riconosciuti, con DCA N.257/2017, n. 575 posti letto complessivi tra ordinari e Day hospital, che, peraltro, non appaiono sufficienti, nel quadrante di riferimento ove è collocato, per soddisfare il rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti previsti dallo standard nazionale.
Nel territorio circostante il PTV, infatti, risiedono circa 850.000 abitanti e l’insieme dei posti letto presenti nelle altre strutture di ricovero non raggiunge i 1.500, con un rapporto pertanto inferiore a 2 posti letto per mille”.
“INSUFFICIENTE CAPACITÀ RECETTIVA”
Ma anche nel sud della provincia romana c’è una carenza di posti letto. E, anche in questo caso, a rimarcarlo è proprio la stessa Asl Roma 6.
Nei cui 4 ospedali c’è carenza di letti (500 posti per 541 mila abitanti nei suoi 21 Comuni): “La percentuale di pazienti che viene trasferita per mancanza di posti letto, e quindi per insufficiente capacità recettiva delle nostre strutture di ricovero, sale dal 57% al 59%”, quantifica l’azienda. Nel 2024 il pendolarismo sanitario verso altre Asl ha riguardato 49.163 residenti dei Castelli.
E anche l’Asl ammette che “sotto il profilo della mobilità passiva, il 2024 fa registrare un incremento, seppure contenuto (+3,5%), dei residenti che si rivolgono presso strutture esterne all’Azienda.
Le discipline maggiormente interessate dal fenomeno della mobilità passiva sono Ortopedia, Chirurgia Generale e Ostetricia e Ginecologia- ha scritto il direttore generale dell’Asl Roma 6 nel bilancio consuntivo- La numerosità dei residenti della ASL Roma 6 che si sono rivolti a strutture di ricovero esterne all’Azienda ha subito una flessione in corrispondenza del 2020, per poi risalire rapidamente negli anni successivi, superando i valori pre-pandemici.
Il fenomeno, osservato in una prospettiva di medio- lungo periodo, si presenta pertanto come un fenomeno strutturato”.
E anche nei 4 Pronto Soccorso il “dato relativo alla quota di abbandoni, che rappresenta il 12,3% di tutti gli accedenti, e che risulta aumentato del 15% rispetto al 2023.
Il dato ammonta a 12.734 cittadini, dei quali 8.810 abbandona il P.S. prima della presa in carico (69%)”. Anche perché, come ha scritto la stessa Asl dei Castelli, è risultato “elevato il tempo medio di stazionamento (boarding) dei pazienti nei Pronto Soccorso aziendali prima del ricovero, in particolare per i ricoveri in alcuni reparti come la Medicina Generale e l’Ortopedia”.
VELLETRI, I RIFIUTI SOTTO LA SCALA ANTINCENDIO
In uno dei 4 ospedali dell’Asl Roma 6, a Velletri, i pazienti hanno fotografato sacchi neri di rifiuti abbandonati proprio sotto la scala antincendio del nosocomio.
Dalle immagini si possono notare anche secchi di plastica vuoti e scarti di cantiere ammonticchiati tra il muro e la scala.
Sulla quale affaccia proprio una parte del Pronto Soccorso veliterno: quella delle sale visite.
L’8 dicembre del 2023 presero fuoco all’ospedale di Tivoli i rifiuti speciali stoccati 3 piani sotto i piani di degenza, proprio davanti a una centrale termica.
Quel rogo è costato la vita di 3 degenti e 9 milioni di euro di spese però, 2 anni dopo, non sembra aver insegnato proprio nulla…
Fonte: refert.substack.com
