“Ogni anno 700.000 euro di acqua” pagate nonostante la struttura chiusa, ha rivelato il San Camillo, quindi oltre 7 milioni di € di liquidità scialacquata: è la beffa oltre al danno dell'abbandono
( nella foto in apertura la locandina dell'incontro dei Comitati per il "Forlanini" in programma per domani 30 giugno, Teatro di Porta Portese, Via Portuense 102,ore 17.30 )
Domani, 30 giugno, l’ex ospedale Forlanini compirà i suoi primi 11 anni da struttura abbandonata e inutilizzata.
E sono passati 28 mesi dall’ultimo annuncio (l’accordo per nuova sede dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù), ma non è accaduto nulla finora, come per i precedenti 5 annunci fatti in 11 anni.
Che sono trascorsi proprio come acqua sulle pietre: “il Forlanini, posso dire con felicità, ce ne siamo liberati grazie all'intervento della Regione Lazio, anche dei costosissimi canoni dell'acqua che continuavamo a pagare noi e canoni della luce che continuavamo a pagare noi.
Noi pagavamo ogni anno 700.000 euro di acqua, stranamente pagavamo 700.000 euro di acqua per il Forlanini e 500.000 euro di acqua per il San Camillo”,
ha rivelato il 18 giugno il direttore generale del San Camillo-Forlanini, Angelo Aliquò, nel corso del convegno “Il Forlanini, una risorsa per/di Roma, dalla TBC a…”.
Una “risorsa”, però idrovora, che in 11 anni, dunque, è riuscita a scialacquare letteralmente una “liquidità” di oltre 7 milioni di euro, incredibilmente in un ospedale chiuso e inutilizzato, stando almeno alla spesa annuale rivelata dal dg Aliquò.
Un conto che sarebbe da girare alla Corte dei Conti: non si configura un potenziale danno erariale? Insieme a tutti i danni del mancato utilizzo di questa immensa struttura per ben 11 anni, peraltro: oltre 4mila giorni con 280 mila metri quadri di patrimonio pubblico chiuso e abbandonato.
“Recuperare il Forlanini e il suo patrimonio immobiliare e ambientale: rimettere al centro la sanità pubblica e territoriale” chiede il Comitato Insieme per il Forlanini, che per domani 30 giugno, alle ore 17 e 30, ha organizzato un dibattito al Teatro di Porta Portese, con la partecipazione di 14 fra comitati, reti e circoli.
L’APPELLO DEL COMITATO
Il Comitato Insieme per il Forlanini da tempo ha lanciato un appello ai cittadini: “Opponiamoci al degrado, fermiamo la svendita.
Oggi il Governo Meloni vuole “affidarlo” allo Stato del Vaticano, sottraendolo al Servizio Sanitario Pubblico”, ha denunciato il Comitato Insieme per il Forlanini, che “si batte perché rimanga pubblico e torni ad essere luogo di cura”.
E chiede che l’ex Forlanini ospiti “la Cittadella della salute territoriale: riallocare al suo interno tutti i servizi (CSM, DSM, DIP, prevenzione, casa di comunità) oggi in affitto per un costo di centinaia di migliaia di euro; Far sì che diventi una RSA pubblica al servizio del territorio”.
Il Comitato ha lanciato “6 proposte concrete e realizzabili: Realizzare un centro di riabilitazione pubblica, motoria e non, oggi ormai completamente privatizzata; Realizzare un polo pediatrico pubblico di eccellenza per supportare la pediatria territoriale con strutture, strumentazioni, idonei servizi, oggi inesistenti; Costruire una Casa del bambino, del genitore e dell’anziano per sostenere chi deve accompagnare il percorso di salute di un familiare, fermando chi lucra sul turismo sanitario.
Aprire alla cittadinanza i due teatri, il museo ed il grande parco”.
I 5 PROGETTI FALLITI
Dal 2015 però si sono alternati almeno 5 diversi progetti di trasformazione: più che “Forlanini”, Fregoli dovrebbe chiamarsi ormai.
Ma forse neppure il grande trasformista Leopoldo Fregoli riuscirebbe a cambiare così tanti volti lasciando, però, sempre lo stesso profilo dell’abbandono nella struttura dell’ex nosocomio.
Che è tuttora inutilizzato nonostante i vari annunci che si sono avvicendati: nel 2016 doveva diventare “cittadella della pubblica amministrazione”, nel 2018 “la cittadella delle organizzazioni internazionali”, nel 2020 la “città della salute con la sede dell’Agenzia europea della ricerca biomedica” e nel 2022 la sede del “Centro Operativo di Roma della Direzione Investigativa Antimafia (Dia)”.
Dall’anti-tubercolare all’antimafia, insomma, invece tutti i progetti sono naufragati, nonostante siano costati decine e decine di migliaia di euro di fondi regionali.
L’ULTIMO PROGETTO
L’ultimo progetto è stato annunciato 28 mesi fa: “Il Governo della Repubblica Italiana e la Santa Sede dichiarano di aver individuato nell’area dell’ex Ospedale Carlo Forlanini di Roma uno dei luoghi più idonei per la realizzazione della nuova sede del Bambino Gesù”, c’è scritto nella dichiarazione firmata l’8 febbraio 2024.
Oltre 2 anni dopo, però, non sono ancora stati resi noti i termini economico-finanziari dell’accordo tra i due Stati.
Il testo, infatti, specifica soltanto “i passaggi principali dell’operazione, ovvero l’acquisito - per un prezzo da stabilirsi - da parte della Santa Sede dell’area e dell’immobile denominato “complesso Forlanini” dalla Regione Lazio; la concessione da parte della Santa Sede a INAIL del diritto di superficie, per un periodo e un valore da concordarsi tra le parti; la realizzazione da parte di INAIL del nuovo ospedale; l’affitto da parte di INAIL del nuovo plesso dell’Ospedale, verso il corrispettivo di un canone che remuneri l’investimento di INAIL”.
28 MESI SENZA CIFRE
Tutto il contenuto è però incredibilmente indefinito, e per ben 3 punti cruciali dell’accordo: a cominciare dal “prezzo da stabilirsi”, per proseguire col “valore da concordarsi tra le parti” fino al corrispettivo finale di “un canone che remuneri l’investimento di INAIL” ma senza mai indicarlo.
Però, se prima non viene fissato il canone d’affitto, come mai potrà sapere se è remunerativo o no questo investimento l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, che peraltro gestisce i fondi dei lavoratori italiani?
257 MILA EURO L’ANNO
Eppure l’ultima volta che il Forlanini è stato concesso in affitto è stato subito formalizzato l’atto tra l’azienda San Camillo e la Regione.
La quale, infatti, per la “locazione-Affitto dei Padiglioni S, T, A, C, G, e H dell’ex Ospedale Forlanini” ha versato all’azienda ospedaliera un milione e 371 mila euro dal 07/08/2015 al 31/12/2020”.
In questo periodo lungo 64 mesi, prima del passaggio di proprietà del Forlanini dal San Camillo alla Regione, il canone annuo era dunque di 257.184 euro l’anno (pari ad un affitto mensile di 21.432 euro).
Questo fino a 6 anni fa: ora quanto costerebbe, con lo stesso metro di paragone, affittare tutti i padiglioni? E quanto dovrebbe mai costare l’affitto al Vaticano dopo “la realizzazione da parte di Inail del nuovo ospedale”? La petizione online (raggiungibile cliccando sul seguente link: https://c.org/bF2KqkRRPY) al momento registra “120.289 firme verificate”.
L’area dell’ex Forlanini è di 18 ettari, che equivalgono “quasi alla metà della Città del Vaticano, che è di 44 ettari. Il governo italiano ha il diritto di vendere un pezzo dello Stato italiano a un altro Stato?”, chiede da mesi il Comitato Roma XII per i Beni Comuni.
Fonte: refert.substack.com
