( nella foto in apertura la locandina dell'incontro )
Il prossimo 30 giugno l’ex Ospedale Forlanini compirà i suoi primi 11 anni da struttura inutilizzata.
Oltre 4mila giorni con 280 mila metri quadri di patrimonio pubblico abbandonato.
Giovedì 14 maggio alle ore 16.30, nella sede di Italia Nostra in viale Liegi 33 a Roma, si terrà il convegno “Forlanini: eredità e prospettive tra etica, tecnica e contesto”, promosso dalla sezione romana di Italia Nostra, che considera l’ex nosocomio “un patrimonio da tutelare e valorizzare”.
Italia Nostra è critica sull’operazione che vede “il Forlanini quale possibile, futura sede del Bambino Gesù, che trasferirebbe in quell’immobile i suoi reparti di Pediatria del Gianicolo, previa una complessa ristrutturazione, finanziata dall’Inail con un considerevole investimento, pari più o meno a 600 milioni.
Una manovra realizzata quasi in sordina, sebbene da anni se ne parli, che si fonda sulla possibilità consentita dalla fine degli anni Novanta, di alienare il patrimonio pubblico per realizzare profitti risanando le casse statali perennemente in rosso.
È un artifizio giuridico per consentire la trattativa tra due Stati, superando il vincolo d’inalienabilità del bene, stabilito nel documento di “Classificazione degli immobili regionali”, redatto nel 2014 e prodotto dal tavolo di lavoro Regione Lazio-Agenzia del Demanio.
Un documento destinato a razionalizzare il patrimonio regionale, composto da circa 15mila unità immobiliari pari a un valore di 1,4 miliardi, da “valorizzare con la messa a reddito, finalizzando le entrate per ridurre il debito e alleggerire il carico fiscale dei residenti nel Lazio”.
L’APPELLO DEL COMITATO
Anche il Comitato Insieme per il Forlanini lancia un appello ai cittadini: “Opponiamoci al degrado, fermiamo la svendita. Oggi il Governo Meloni vuole “affidarlo” allo Stato del Vaticano, sottraendolo al Servizio Sanitario Pubblico”, denuncia il Comitato Insieme per il Forlanini, che “si batte perché rimanga pubblico e torni ad essere luogo di cura”.
E chiede che l’ex Forlanini ospiti “la Cittadella della salute territoriale: riallocare al suo interno tutti i servizi (CSM, DSM, DIP, prevenzione, casa di comunità) oggi in affitto per un costo di centinaia di migliaia di euro; Far sì che diventi una RSA pubblica al servizio del territorio”.
Il Comitato lancia “6 proposte concrete e realizzabili: Realizzare un centro di riabilitazione pubblica, motoria e non, oggi ormai completamente privatizzata; Realizzare un polo pediatrico pubblico di eccellenza per supportare la pediatria territoriale con strutture, strumentazioni, idonei servizi, oggi inesistenti; Costruire una Casa del bambino, del genitore e dell’anziano per sostenere chi deve accompagnare il percorso di salute di un familiare, fermando chi lucra sul turismo sanitario.
Aprire alla cittadinanza i due teatri, il museo ed il grande parco”.

L'immensa area del Forlanini di ben 18 ettari, quasi la metà dell'intero Stato del Vaticano
I 5 PROGETTI FALLITI
Dal 2015 si sono alternati almeno 5 diversi progetti di trasformazione: più che “Forlanini”, Fregoli dovrebbe chiamarsi ormai.
Ma forse neppure il grande trasformista Leopoldo Fregoli riuscirebbe a cambiare così tanti volti lasciando, però, sempre lo stesso profilo dell’abbandono nella struttura dell’ex nosocomio.
Che è tuttora inutilizzato nonostante i vari annunci che si sono avvicendati: nel 2016 doveva diventare “cittadella della pubblica amministrazione”, nel 2018 “la cittadella delle organizzazioni internazionali”, nel 2020 la “città della salute con la sede dell’Agenzia europea della ricerca biomedica” e nel 2022 la sede del “Centro Operativo di Roma della Direzione Investigativa Antimafia (Dia)”.
Dall’anti-tubercolare all’antimafia… Tutti progetti naufragati, nonostante siano costati decine e decine di migliaia di euro di fondi regionali.
L’ULTIMO PROGETTO
L’ultimo progetto è stato annunciato 27 mesi fa: “Il Governo della Repubblica Italiana e la Santa Sede dichiarano di aver individuato nell’area dell’ex Ospedale Carlo Forlanini di Roma “uno dei luoghi più idonei per la realizzazione della nuova sede” del Bambino Gesù”, c’è scritto nella dichiarazione firmata l’8 febbraio 2024.
Oltre 2 anni dopo, però, non sono ancora stati resi noti i termini economico-finanziari dell’accordo tra i due Stati.
Il testo, infatti, specifica soltanto “i passaggi principali dell’operazione, ovvero l’acquisito - per un prezzo da stabilirsi - da parte della Santa Sede dell’area e dell’immobile denominato “complesso Forlanini” dalla Regione Lazio; la concessione da parte della Santa Sede a INAIL del diritto di superficie, per un periodo e un valore da concordarsi tra le parti; la realizzazione da parte di INAIL del nuovo ospedale; l’affitto da parte di INAIL del nuovo plesso dell’Ospedale, verso il corrispettivo di un canone che remuneri l’investimento di INAIL”.
27 MESI SENZA CIFRE
Tutto il contenuto è però incredibilmente indefinito, e per ben 3 punti cruciali dell’accordo: a cominciare dal “prezzo da stabilirsi”, per proseguire col “valore da concordarsi tra le parti” fino al corrispettivo finale di “un canone che remuneri l’investimento di INAIL” ma senza mai indicarlo.
Però, se prima non viene fissato il canone d’affitto, come mai potrà sapere se è remunerativo o no questo investimento l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, che peraltro gestisce i fondi dei lavoratori italiani?
257 MILA EURO L’ANNO
Eppure l’ultima volta che il Forlanini è stato concesso in affitto è stato subito formalizzato l’atto tra l’azienda San Camillo e la Regione.
La quale, infatti, per la “locazione-Affitto dei Padiglioni S, T, A, C, G, e H dell’ex Ospedale Forlanini” ha versato all’azienda ospedaliera un milione e 371 mila euro dal 07/08/2015 al 31/12/2020”.
In questo periodo lungo 64 mesi, prima del passaggio di proprietà del Forlanini dal San Camillo alla Regione, il canone annuo era dunque di 257.184 euro l’anno (pari ad un affitto mensile di 21.432 euro).
Questo fino a 6 anni fa: ora quanto costerebbe, con lo stesso metro di paragone, affittare tutti i padiglioni? E quanto dovrebbe mai costare l’affitto al Vaticano dopo “la realizzazione da parte di Inail del nuovo ospedale”? La petizione online (raggiungibile cliccando sul seguente link: https://c.org/bF2KqkRRPY) al momento registra 120.292 firme verificate.
L’area dell’ex Forlanini è di 18 ettari, che equivalgono “quasi alla metà della Città del Vaticano, che è di 44 ettari.
Il governo italiano ha il diritto di vendere un pezzo dello Stato italiano a un altro Stato?”, chiede il Comitato Roma XII per i Beni Comuni.
Fonte: refert.substack.com
