L’UAP, Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata sceglie il Teatro Brancaccio di Roma per la sua “manifestazione nazionale”.
( nella foto in apertura il qualificato tavolo della Presidenza durante l'intervento di Monsignor Vincenzo Paglia )
Al centro della mobiltazione la rivendicazione dell’Uap per una unificazione delle tariffe per le prestazioni sanitarie.
L’unione lamenta da tempo la differenza di trattamento nei confronti di sanità pubblica, privata e farmacie.
Oltre alle differenze di remunerazione per ogni Regione davanti alla stessa prestazione.
“Stesse cure. Stesse Regole” è lo slogan.
Alla mobilitazione tantissime sigle della sanità tra cui Anmed, Anisap, Confapi. Ugl Salute, Ansoc, Confesercenti, Confimprese e altri.
Come ribadito dalla Presidente dell'UAP, Mariastella Giorlandino: “Quella di oggi non è una manifestazione di categoria. È una manifestazione per difendere il Servizio sanitario nazionale.
Parliamo di uno dei pilastri della nostra democrazia, nato dall’articolo 32 della Costituzione, che afferma un principio semplice ma straordinario: la salute è un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse della collettività”.
“La sanità non va politicizzata, deve andare in contro al cittadini, con percorsi - ha continuato Mariastella Giorlandino - nello stesso orientamento senza scorciatoie.
Se ci sono 420 requisiti da rispettare chiunque mette una mano addosso a una persona per curarla anche solo per un elettrocardiogramma deve rispettarli.
E poi bisogna uscire dal feudalesimo, facciamo la Repubblica e facciamo una sanità nazionale a livello umano.
E la sanità non è un’economia di scala, come vogliono farci credere le multinazionali”.
L'iniziativa mira alla mobilitazione civile a difesa del Servizio sanitario nazionale.
Mobilitazione che vuole porre in evidenza tre situazioni da affrontare: tariffe del nomenclatore nazionale inferiori ai costi reali delle prestazioni; regole diverse per prestazioni sanitarie identiche nella cosiddetta farmacia dei servizi; riordino della rete dei laboratori e concentrazione dell'offerta sanitaria che rischiano di ridurre la sanità di prossimità.
All'assemblea è intervenuto telefonicamente il giornalista e conduttore di 'Report', Sigfrido Ranucci.
"La sanità nel nostro Paese è a pezzi, gli ospedali sono fatiscenti e i reparti che vengono chiusi per mancanza di personale e tutto questo mentre le liste d'attesa si allungano. Questa è la fotografia di 30 anni di tagli alla sanità che hanno lasciato un segno indelebile.
Alcune realtà private anche eclatanti hanno utilizzato i soldi del Fondo sanitario pubblico come un bancomat per portare soldi all'estero", e sulla formazione Sigfrido Ranucci ha anche affermato che il team di Report che affronterà con le sue inchieste il tema sempre più scottante della malasanità ha "documentato come una qualsiasi persona può superare gli esami di Medicina creando dei danni anche ai pazienti"
Molto seguito dall'attento uditorio riunitosi al Teatro Brancaccio l'intervento di Monsignor Vincenzo Paglia, Arcivescovo e Presidente emerito Pontificia Accademia per la Vita: “La salute è un bene primario per tutti, nessuno escluso e difendere il Ssn è un dovere primario. La battaglia dell’Uap va sostenuta e se c’è bisogno di gridare facciamolo insieme.
Anche da parte dei milioni di anziani scartati dalla società, nel 2026. C’è bisogno che tutta la società, a partire dalla politica, faccia crescere la coscienza che il bene della salute è importante per tutti”.
Ospite con un videomessaggio registrato il cantante Al Bano. “Il settore più importante per l’umanità è quello sanitario, perché è una certezza nel bisogno e una sicurezza per noi. Il Ssn va difeso e la salute non deve essere un privilegio, la sanità è un bene prezioso. Quindi è giusto richiamare l’attenzione sui fattori che indeboliscono il Ssn e in questo caso le tariffe, che non permettono di lavorare in serenità. Il Ssn deve rimanere forte e vicino a chi soffre”.
Altro ospite che è intervenuto con un videomessaggio è stato Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità: "I cittadini sentono come profondamente odiose le liste d’attesa.
C’è un problema rete territoriale, di rete ambulatoriale e di prossimità.
C’è la necessità di integrazione pubblico-privato perché il cittadino deve essere aiutato dove vive.
Una buona sanità deve essere di qualità ma anche accessibile. C’è bisogno di coraggio, di rivedere il sistema: dalle regole, dai decreti e dalle tariffe.
Ma tutto deve essere in funzione delle persone”.
Anche Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale italiana dei medici chirurghi e odontoiatri) ha mandato un suo videomessaggio: "La manifestazione Uap a Roma “è un evento importante perché sottolinea l’importanza del Ssn e la vocazione universalistica dove voi svolgete un ruolo essenziale e di questo ringrazio gli operatori, i medici sopratutto, perché garantite la qualità, le competenze e la professionalità".
Per Antonio Magiesidente dell'Ordine di medici chirurghi e odontoiatri di Roma e provincia "Oggi si sta puntando sulla medicina di prossimità ma c’è un problema con le liste d’attesa. Come si risolve? Cercando i prescrittori per le Case di comunità, ma io ho già firmato 1093 permessi a medici iscritti all’Ordine per lavorare all’estero.
Quindi il futuro del Ssn, della nostra salute, dipende da quanti professionisti rimarranno in Italia. Rischiamo di avere strutture senza medici”.
Redazione
