Era il 26 gennaio 1994 quando Silvio Berlusconi, attraverso l'oramai famoso e storico messaggio televisivo, annunciava la sua discesa in campo per il bene dell'Italia e degli Italiani, anche se in molti sono convinti che tale scelta venne effettuata ancor più per il suo bene e i suoi beni.
( Nella foto in apertura Antonio Tajani a Milano nella Kermesse dei 32 anni di Forza Italia )
Sono trascorsi da allora 32 anni e non vi è alcun dubbio che nel bene e nel male la figura politica di Silvio Berlusconi ha segnato la storia del nostro Paese e la storia della cosiddetta Seconda Repubblica.
Silvio Berlusconi lasciò la sua vita terrena il 12 giugno 2023 ed in molti pensarono che la sua creatura, "Forza Italia", senza la sua guida fosse destinata a scomparire, invece, non è stato così.
Ed oggi a celebrare i 32 anni di storia di Forza Italia, a Milano, un partito vivo e vegeto che ha segnato anche un notevole aumento di tesserati.
Nella sola Lombardia si è passati da 25.000 iscritti del 2024 ai 43.000 del 2025.
Un partito che si avvia a celebrare i congressi regionali a maggio - giugno ed il Congresso nazionale nei primi mesi del 2027.
Nella kermesse ha avuto grande accoglienza ed ampio risalto l'intervento del segretario nazionale di "Azione", l'ex Ministro Carlo Calenda.
In merito alla presenza di Carlo Calenda il VicePremier Antonio Tajani ha affermato la volontà di aprire il "confronto anche con forze diverse, l'abbiamo fatto con il partito Radicale sulla giustizia e oggi lo facciamo con Calenda sull'economia sociale di mercato, cioè sul libero mercato", ipotizzando anche possibili alleanze.
Ed in tal senso Antonio Tajani ha sostenuto che a " Milano si può ripetere l'esperimento che abbiamo fatto in Basilicata, dove Azione è stata alleata al centrodestra per sostenere il candidato presidente di Forza Italia Bardi. Io credo che con un candidato civico di area moderata Azione possa sostenere un accordo e sostenere questo candidato".
Molto seguito anche l'intervento del Governatore della Calabria, On. Roberto Occhiuto, che nonostante abbia smentito categoricamente qualsiasi sua intenzione di candidarsi a segretario per il prossimo congresso nazionale deludendo un gruppo di parlamentari azzurri che avevano intravisto nel giovane Occhiuto con i suoi 56 anni rispetto ai 72 di Tajani, un modo per svecchiare e rivitalizzare il partito, non ha lesinato nel continuare ad affermare che Forza Italia può raggiungere il 20% dando spazio ai liberali e ai riformisti senza casa.
A stretto giro la risposta di Antonio Tajani che ha dichiarato di "non essere uno che sta con le braccia conserte, e mi pare che i risultati elettorali lo dimostrino".
Continua, quindi, nonostante le smentite e le dichiarazioni in perfetto politichese, la disputa interna fra il Governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, e il segretario Antonio Tajani, indubbiamente più forte all'interno del partito ma espressione anche anagrafica di un partito che giunto a ben 32 anni di età necessita in effetti di un ricambio generazionale che Antonio Tajani non consentirà mai e poi mai.
Del resto nella Seconda Repubblica il potere si è sempre concentrato in poche mani ed è sempre stato inamovibile.
Lo dimostra la storia di Forza Italia, il partito azienda e padronale per eccellenza, lo dimostra la Lega con Matteo Salvini inchiodato alla poltrona di segretario fin dal 15 dicembre 2013, quando a soli 40 anni venne eletto segretario e lo dimostra Giorgia Meloni, fondatrice nel 2012 di Fratelli d'Italia, a soli 35 anni.
Sarà interessante seguire come andrà a finire l'inevitabile scontro fra il Governatore Occhiuto e Antonio Tajani, nonostante tutte le dichiarazioni benevoli che in politica assumono sempre il significato contrario di quello che si afferma.
Redazione
