Nell'ultimo sondaggio a cura di Nando Pagnoncelli, stimatissimo sondaggista, per il Corriere della Sera si delinea una sostanziale stabilità del partito della Premier, Fratelli d'Italia, con il 26.4%, una discreta tenuta di Forza Italia con il 7,3% ma si conferma, ancora una volta, il crollo verticale della Lega con il 4,7%.
Dato che si contrappone alla crescita senza sosta di Futuro Nazionale, giunto in pochi mesi all'8,8% fondato dal Generale Roberto Vannacci.
E' chiaro che molti elettori che un tempo votavano Lega ora sono pronti a votare Roberto Vannacci.
E il colpevole di tale migrazione elettorale ha un nome e cognome: Matteo Salvini che giunto oramai al capolinea ostinatamente non vuole lasciare la guida della Lega che detiene oramai dal 15 dicembre 2013, cioè da quando aveva 40 anni e ancora oggi, a 53 anni, non ha alcuna intenzione di mollare.
Semplicemente ridicola l'iniziativa di chiedere durante il comizio di chiusura della più fallimentare Pontida di sempre, un congresso straordinario per ottobre sapendo perfettamente che sarà ovviamente rieletto essendo probabilmente il candidato unico in perfetto stile Russia Unita guidata da Vladimir Putin o, se vi sarà un competitor, lo stesso non avrà speranza alcuna essendo i dirigenti legati solo alla poltrona e timorosi di non essere ricandidati.
E il fatto che i segretari dei partiti siano coloro i quali compilano le liste decidendo la sorte dei candidati rende i segretari dei partiti inamovibili e potentissimi.
Il dramma dei partiti padronali, dei partiti con l'uomo solo al comando.
Il capitano e poi tutti i maggiordomi al seguito scelti solo per le uniche capacità che in politica hanno un peso. quella di essere più servo fra i servi.
Il motivo reale del decadimento culturale, etico e morale dell'attuale Parlamento, senza dubbio il più squalificato e mediocre, con qualche dovuta eccezione, della storia della Repubblica.
Oramai la Lega è una zavorra per il centrodestra e sarà il partito che rischia di far perdere l'intera coalizione.
E in tanti fra i 56 deputati e i 29 senatori della Lega, preoccupati solo di perdere l'ambitissima poltrona, pensano di trasmigrare in Futuro Nazionale o sperano che con Futuro nazionale si possa giungere ad un accordo per poter vincere con tranquillità.
Nel frattempo i tanti deputati e senatori della Lega che non saranno più rieletti non hanno il coraggio di proferire una sola parola sulla crisi irreversibile della Lega per non turbare il loro "Capitano" con la speranza di essere nuovamente in lista.
Ma la loro codardia sarà punita dagli elettori.
Saranno gli elettori che manderanno a casa almeno due terzi dei parlamentari leghisti ed il loro silenzio sarà stato comunque inutile.
La politica un tempo era anche coraggio quando la classe politica aveva un valore.
Oggi ritrovare momenti di coraggio in chi nasce servo è impossibile.
Il coraggio è innato e chi nasce servo non lo conosce e non può neanche inventare.
Redazione
