E' ovvio che il Senatore Massimiliano Romeo è perfettamente cosciente che verrà esautorato da capogruppo al senato, da segretario della Lega in Lombardia e che verrà espulso dal partito per lesa Maestà e per aver espresso dissenso verso Matteo Salvini, segretario e padre - padrone della Lega da ben 13 anni che non ha mai tollerato alcuna critica.
( nella foto in apertura il coraggioso senatore Massimiliano Romeo capogruppo Lega in Senato e Segretario regionale Lega in Lombardia )
Nessuno può consentirsi nella Lega di dissentire verso il "Capitano" e come in tutte le dittature si è espulsi.
Ma al Senatore Massimilano Romeo deve essere riconosciuto il coraggio della verità e il fatto di aver dimostrato di non essere un servo sciocco e un maggiordomo del capo come tutti quelli che omaggiano e adulano ogni giorno il "Capitano" che, in realtà, sta conducendo la Lega alla sua ingloriosa fine.
Del resto ogni uomo di potere quando detiene il potere per anni e anni si convince di essere insostituibile e di essere baciato da una volontà divina.
Matteo Salvini che nella vita ha fatto solo il politico di professione già a soli 20 anni, nel 1993, era consigliere comunale a Milano e da allora ad oggi, all'età di 53 anni, per ben 30 anni è stato di tutto e di più.
Una carriera politica folgorante baciata da una fortuna immensa.
Ha detto bene nell'intervista rilasciata al giornalista Fabrizio Roncone e pubblicata su "La Repubblica" il senatore Massimiliano Romeo.
"Matteo Salvini può farselo da solo il congresso straordinario - afferma Romeo - della Lega. È un trappolone. Io non ci casco".
Nell'intervista il senatore leghista precisa anche che nessuno chiede le dimissioni di Salvini da segretario e in merito afferma che "Nessuno gli ha mai avanzato la richiesta di farsi da parte.
Non è una sfida personale. La questione è solo politica".
"Il partito è in caduta libera. Il trend fa spavento. Perdiamo uno 0,2% al mese. Questo significa che, se si dovesse votare a maggio, rischiamo di arrivarci intorno, se non addirittura sotto al 4%.
Vannacci prima ce lo siamo accollato per recuperare un po’ di voti, sebbene lui facesse discorsi spesso scarsamente condivisibili, poi se ne è andato e i suoi voti se li è portati via.
Siamo in difficoltà, e non dobbiamo nascondercelo.
A Varese, Bergamo, Brescia, a Monza e in Brianza, n Valtellina, ma anche in Liguria, in Piemonte, c’è un’insofferenza forte e diffusa"
"Salvini resti pure segretario, ma costituiamo una sorta di “comitato elettorale”, una squadra che abbia poteri reali... per raddrizzare, con urgenza, la linea politica del partito.
Noi non dobbiamo più inseguire Vannacci sul suo terreno, non ha senso giocare a chi la dice più grossa".
"Dobbiamo tornare a parlare di fisco, burocrazia, federalismo. Guardi che il federalismo non è un concetto del passato.
Noi dobbiamo essere il sindacato dei territori, valorizzarli. E poi, soprattutto, va ritrovato l’antico spirito leghista, che metteva la comunità davanti alle ambizioni personali".
