Oramai la Lega con la sciagurata guida di Matteo Salvini che oramai colleziona errori su errori è destinata a ridursi ad un partitino del 2 - 3% e si evidenzia sempre più il fallimento palese della trasformazione di un partito nato per il Nord e poi trasformato in un partito nazionale con lo sbarco del leghismo al Sud.
( nella foto in apertura l'Aula di Montecitorio )
Già oggi un partito di Governo che detiene Ministeri importanti, sottosegretari, Presidenti di Regione, centinaia di deputati, senatori, assessori e consiglieri regionali, oltre ad una miriade di sindaci e di consiglieri comunali e che orbita al 5% è una clamorosa ammissione dell'inesistenza del voto d'opinione e di un 5% frutto di una capillare ma certamente non pervasiva presenza di amministratori a tutti i livelli.
E nonostante tutto ciò continua il dualismo e la contraddizione anche sul piano politico.
Infatti la Lega ricattando Fratelli d'Italia non voterà la tanto caldeggiata legge elettorale fortemente voluta dalle sorelle Giorgia e Arianna Meloni, le titolari di Fratelli d'Italia se prima non passerà in Aula il voto sulle Pre - Intese per l'Autonomia Differenziata.
In pratica il voto dovrebbe essere quasi in contemporanea.
Lunedì ci saranno le audizioni del ministro della Salute, Orazio Schillaci e del ministro della Protezione civile, Nello Musumeci.
Poi martedì la maggioranza presenterà le 4 risoluzioni sulle quattro pre-intese in Commissione Affari costituzionali in Senato.
E si dovrebbe a tal punto giungere in Aula.
Le pre - intese coinvolgono quattro regioni del Nord, Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.
Pre - Intese al fine di ottenere la tanto sospirata autonomia sulla sanita, protezione civile, professioni (ovvero un albo professionale per professioni che non hanno albi nazionali) e previdenza complementare.
Un chiaro tentativo di un Matteo Salvini in forte crisi nelle regioni del Nord per tentare di recuperare il consenso perduto.
In tutto questo i parlamentari della Lega eletti nelle Regioni del Sud continuano a non fiatare rimanendo ben attenti a non contraddire in alcun modo il segretario padre - padrone del partito, Matteo Salvini, segretario dal 15 dicembre 2013 e intenzionato a rimanere segretario a vita nella migliore tradizione russa emulando l'amico di sempre, Vladimir Putin.
Un silenzio necessario per poter poi essere ricandidati. Un solo dissenso e verrebbero eliminati immediatamente dall'elenco dei nominati.
Anche se con il calo di voti che inesorabilmente la Lega subirà nelle elezioni politiche del 2027 non è detto che i deputati uscenti della Lega saranno rieletti.
E il loro silenzio potrebbe essere anche del tutto inutile.
Redazione
