Dalla firma del contratto siglata da Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed, Aaroi-Emac, Fvm, Cisl Medici, Fassid e Uil Fpl ( l'unica sigla non firmataria la Cgil Medici ) e celebrata dalla Cisl Medici come “un passo importante verso il pieno riconoscimento del valore della dirigenza sanitaria”, si passa - secondo molte voci del comparto sanitario - ad alcune scelte e conseguenti decisioni decisioni che vanificano qualche risultato raggiunto e rischiano di produrre effetti opposti sul campo.
Come nel caso della palese ingiustizia e inspiegabile discriminazione subita dal personale della Radioprotezione.
Radioprotezione: da categoria A a B, tra tagli e malumori
Al centro delle critiche vi è il declassamento di parte del personale della radioprotezione dalla categoria A alla categoria B, con la conseguente perdita delle indennità mensili e delle cosiddette ferie radiologiche.
Radioprotezione: da categoria A a B, tra tagli e malumori
Al centro delle critiche vi è il declassamento di parte del personale della radioprotezione dalla categoria A alla categoria B, con la conseguente perdita delle indennità mensili e delle cosiddette ferie radiologiche.
Una scelta che, secondo diversi professionisti coinvolti, comporta non solo un danno economico, ma anche un arretramento simbolico nel riconoscimento del rischio e delle responsabilità connesse alle attività svolte.
La classificazione del personale esposto a radiazioni ionizzanti non è un dettaglio burocratico: incide sulle tutele, sulle misure di sorveglianza sanitaria e sugli istituti compensativi previsti proprio in ragione dell’esposizione professionale.
La classificazione del personale esposto a radiazioni ionizzanti non è un dettaglio burocratico: incide sulle tutele, sulle misure di sorveglianza sanitaria e sugli istituti compensativi previsti proprio in ragione dell’esposizione professionale.
Per questo il passaggio dalla categoria A alla B viene percepito come uno “sfregio” da chi, negli anni, ha operato in contesti ad alta complessità e rischio.
Il nodo del riconoscimento dopo il COVID
La contestazione assume un valore ancora più forte alla luce dell’esperienza pandemica.
Il nodo del riconoscimento dopo il COVID
La contestazione assume un valore ancora più forte alla luce dell’esperienza pandemica.
Molti degli operatori oggi interessati dai provvedimenti sono stati in prima linea durante l’emergenza COVID-19, garantendo continuità assistenziale in condizioni straordinarie.

La sanità "eroica" ai tempi del Covid
In quel periodo si è parlato di “eroi”, di centralità del personale sanitario e della necessità di investire strutturalmente sulle competenze.
In quel periodo si è parlato di “eroi”, di centralità del personale sanitario e della necessità di investire strutturalmente sulle competenze.
Oggi, denunciano alcuni addetti ai lavori, il rischio è che a quelle parole non seguano scelte coerenti, alimentando frustrazione e senso di mortificazione professionale.
Incentivi per le sedi periferiche: promessa mancata?
Altro punto critico riguarda i bonus per incentivare il personale a lavorare negli ospedali fuori dal Grande Raccordo Anulare e nelle strutture provinciali.
Incentivi per le sedi periferiche: promessa mancata?
Altro punto critico riguarda i bonus per incentivare il personale a lavorare negli ospedali fuori dal Grande Raccordo Anulare e nelle strutture provinciali.
L’idea di riconoscere un incentivo a chi accetta incarichi in sedi meno centrali era stata accolta come un possibile strumento per riequilibrare la distribuzione delle risorse umane.
Tuttavia, secondo alcune ricostruzioni interne, tali misure non avrebbero trovato piena attuazione o sarebbero state ridimensionate.
Tuttavia, secondo alcune ricostruzioni interne, tali misure non avrebbero trovato piena attuazione o sarebbero state ridimensionate.
Il risultato, denunciano i professionisti, è un ulteriore divario tra chi opera nei grandi poli urbani e chi garantisce servizi essenziali nei territori periferici.
Clima organizzativo e rapporto con la Regione
Le critiche si concentrano anche sulle modalità decisionali attribuite alla Regione, definite da alcuni operatori come eccessivamente centralistiche.
Clima organizzativo e rapporto con la Regione
Le critiche si concentrano anche sulle modalità decisionali attribuite alla Regione, definite da alcuni operatori come eccessivamente centralistiche.
In questo contesto, si parla di un crescente scollamento tra vertici amministrativi e professionisti sanitari, con il timore che le scelte organizzative vengano percepite come calate dall’alto.
Il rischio, avvertono diverse voci del comparto, è quello di alimentare tensioni interne e di accentuare le differenze tra categorie e profili professionali, in un momento in cui il sistema sanitario avrebbe invece bisogno di coesione e visione condivisa.
Una questione di equilibrio
Il tema, in definitiva, non riguarda solo indennità o classificazioni formali, ma il delicato equilibrio tra sostenibilità economica, tutela della salute dei lavoratori e valorizzazione delle competenze.
Se da un lato si rivendica un contratto che punta a rafforzare la dirigenza sanitaria, dall’altro emergono segnali di malessere in segmenti specifici del personale.
Il rischio, avvertono diverse voci del comparto, è quello di alimentare tensioni interne e di accentuare le differenze tra categorie e profili professionali, in un momento in cui il sistema sanitario avrebbe invece bisogno di coesione e visione condivisa.
Una questione di equilibrio
Il tema, in definitiva, non riguarda solo indennità o classificazioni formali, ma il delicato equilibrio tra sostenibilità economica, tutela della salute dei lavoratori e valorizzazione delle competenze.
Se da un lato si rivendica un contratto che punta a rafforzare la dirigenza sanitaria, dall’altro emergono segnali di malessere in segmenti specifici del personale.
La sfida, per le istituzioni e per le organizzazioni sindacali, sarà quella di evitare che interventi percepiti come penalizzanti compromettano motivazione, fiducia e senso di appartenenza di chi ogni giorno garantisce il funzionamento del servizio sanitario pubblico.
Redazione
