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È di questi giorni il disegno di legge (DDL) proposto dall’On. Ylenia Lucaselli (Fratelli d’Italia), che mira a riformare la disciplina dell’intramoenia, cioè l’attività libero-professionale dei medici svolta all’interno del SSN.

Qualcuno nel governo ha la memoria corta, da eroi di qualche anno fa, siamo passati ai disonesti della società.

L'intramoenia era nata per compensare gli stipendi bassi dei professionisti per i quali lo Stato non era ed è a tutt’oggi non in grado di assicurare.

Attualmente bisogna scindere i due sistemi le liste di attesa a parer dello scrivente e no solo di un falso problema legato a diverse variabili, che portano ad inflazionare circa il 50% delle visite richieste, prive di appropriatezza o di reale necessità.

Nell’intramoenia è la o il paziente che preferisce essere trattato da un dato professionista di cui ha fiducia e ne ha tutto il diritto, e pertanto vuole accedere alla prestazione anche se e’ a pagamento anche se si svolge in un ambiente solvente Ospedaliero, pertanto la maggior parte dei pazienti fanno parte del portafolio del professionista e non dei pazienti delle Lista di attesa.

Questi pazienti fiduciari sono un di più e con le loro parcelle contribuiscono alla crescita economica Aziendale.

Ma e’ talmente difficile da capire questa semplice regola?

Se dovesse passare il Ddl, la maggior parte dei medici uscirà dal rapporto di esclusività dal Ssn e si dedicheranno alla attività extramoenia o privato, privando le Aziende degli introiti summenzionati.

Questa strada non è percorribile.

Il Governo si deve impegnare a far si che non esistano 21 SSR e far si di riportare la Sanità al controllo Nazionale, per offrire garanzie di innovazione, snellimento burocratico e tutela di svolgere la professione con la migliore tecnologia a disposizione.

Il tutto per dare un sevizio di alta qualità ai cittadini ovunque essi dimorano .

Questo provvedimento rischia di "punire" i medici in rapporto di esclusiva col SSN – quelli tipicamente fedeli al servizio pubblico – favorendo di fatto chi invece orienta la propria carriera verso il privato.

Questi mezzucci propagandistici politici porteranno ad una incrinazione del rapporto Medici/Governo.

Le novità proposte nel DDL

 

Il DDL introduce novità sull’accesso all’intramoenia:

1 ) Revisione dei limiti temporali e strutturali – viene ridefinita la possibilità di svolgere prestazioni intramoenia oltre l’orario ordinario, con spazi anche esterni all’ospedale (soluzioni “allargate” o “extra-moenia”).

2) Differenziazione tra medici con rapporto esclusivo e part-time – si pone maggiore attenzione su chi ha contratto in esclusiva SSN, limitando (o imponendo regole più rigide) l’attività presso strutture private accreditate.

3) Nuovo sistema sanzionatorio – sono previste penalità più severe (es. sanzioni pecuniarie, limitazioni all’attività professionale) per chi non rispetta tetti orari o conflitti di interesse.

Un DDL in contrasto con la giurisprudenza

 

Va ricordato che già nel luglio 2024 la Corte Costituzionale ha bocciato una norma regionale (Liguria) che permetteva ai medici in esclusiva SSN di operare in intramoenia presso strutture private accreditate, definendolo "incostituzionale".

La stessa sentenza ha ribadito che i medici in esclusiva possono prestare solo intramoenia all’interno delle strutture pubbliche, non in cliniche o strutture convenzionate oppure in Cliniche completamente Private laddove l’Organizzazione Aziendale non ha spazi adeguate a tale attività (tale opzione va sempre a discapito del Professionista perché deve pagare la percentuale sia alla ASL a cui è legato e all’amministrazione della Clinica Privata, vedendosi così ridotta del 50% la sua parcella al lordo).

Chi verrà penalizzato?

Medici con rapporto esclusivo SSN: il DDL impone loro limiti più stretti, ostacolando il ricorso a spazi esterni e introducendo vincoli sanzionatori più robusti; vengono messi a svantaggio rispetto a chi ha posizioni ibride. Ma questo è dovuto alla mancanza degli spazi idonei da parte delle aziende.

Il SSN stesso: la preoccupazione è che queste regole possano incentivare i professionisti migliori a optare per carriere fuori dall’esclusiva, depauperando il sistema pubblico e contraddicendo lo spirito di efficienza della sanità pubblica .

Chi è favorito?

Medici part-time o con contratto libero professionale: al contrario, potranno trovare più semplificazioni nell’uso dell’intramoenia extra-moenia, beneficiando di spazi e tutele meno restrittive.

Reazioni dei medici e delle istituzioni

Associazioni come Anaao Assomed e Cimo Fesmed, CISL, hanno già contestato misure simili contro i medici, definendole offese alla professionalità e inutilmente nella pratica, si rischia inoltre di generare un sistema a “due velocità”: medici e pazienti separati tra sanità pubblica e privata.

Una dinamica già denunciata anche nei dibattiti parlamentari sul decreto liste d’attesa.

Conflitti di interesse e liste d’attesa

Si segnala come l’intramoenia “allargata” sia spesso accusata di generare conflitti d’interesse reali: i medici potrebbero essere incentivati a mantenere liste d’attesa nel pubblico per spostare i pazienti al privato, più remunerativo, non tenendo conto di quanto enunciato prima, il paziente sceglie il professionista e ne ha diritto.

Il DDL Lucaselli sembra voler reagire a queste criticità – ma alcuni lo giudicano sproporzionato e discriminatorio e fa capire che chi lo ha proposto non conosce i meccanismi sociali che portano a determinate scelte.

Conclusione: equilibrio fragile

Il DDL Lucaselli privo di cognizione sociale e sanitario, ha voluto creare un nervo scoperto nel sistema sanitario italiano, per primo mancando di rispetto al lavoro di quegli Eroi ormai dimenticati e scombinare l’equilibrio tra sfruttare l’intramoenia come leva per attrarre e mantenere personale nel SSN, e il rischio di creare una sanità a due livelli.

Resta da capire se il risultato finale sarà una semplificazione utile, o una punizione ingiusta per chi ha scelto la via pubblica.

In ogni caso, il confronto giuridico e politico sarà serrato, alla luce di precedenti sentenze e analisi di impatto.

Esiste la necessità immediata di potersi confrontarsi seduti ad un tavolo, portando al ragionamento che modificando l’intramoenia che è un’opportunità di gratificazione professionale non vada smantellata.

Bisogna capire che vale la legge del diritto personale dell'Io paziente "voglio” quel professionista.

Inoltre è fondamentale far capire ai legislatori che vanno scinti l’intramoenia, dal fenomeno del l’abbattimento delle liste d’attesa legate a tutt’altra serie di problemi .

Dr. Ettore Piero Valente

Specialista in Ortopedia e Traumatologia

Presidente CEO Europeo WAMS (World Academy of Medical Sciences)

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