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Maglia nera al S. Camillo (-147 milioni), sorpasso sull'Umberto I (-146 milioni). Incremento più alto al S. Giovanni (-94 milioni, 24 in più del 2024) e picco percentuale all'Ifo (-64 milioni: +46,8%)

( nella foto in apertura il Policlinico Universitario Umberto I° che ha accumulato nel 2025 perdite per 146 milioni di euro )


Bilanci da “codice rosso” per le 8 aziende ospedaliere del Lazio, che nel 2025 hanno accumulato perdite per ben 656 milioni e 827 mila euro.

Un’impennata (pari al +13,5% rispetto al 2024) che ha fatto segnare il livello più alto mai raggiunto dal profondo rosso registrato negli ultimi 5 anni dalle 7 sorelle ospedaliere più l’Ares 118, ora arrivato complessivamente a quasi -3 miliardi nel quinquennio (per essere precisi -2 miliardi e 904 milioni) con una media di 580 milioni perduti ogni anno dal 2021 ad oggi.

Però lo scorso anno il disavanzo è aumentato complessivamente di 78 milioni e 200 mila euro rispetto al 2024, quando si era fermato a -578 milioni e 628 mila euro.

Nel 2025 l’incremento più alto del deficit è stato registrato al San Giovanni-Addolorata, con oltre un terzo di rosso in più (+24 milioni di euro, pari al +34,5%), passando dai 70 milioni e 64 mila euro del 2024 ai 94 milioni e 255 mila euro del 2025.

Mentre l’impennata percentuale più consistente del disavanzo c’è stata nel bilancio dell’Ifo-Regina Elena, che ha chiuso il consuntivo con un aumento del +46,8% (pari a 20 milioni e mezzo di euro di perdite in più: è passato dai -43 milioni e 850 mila euro del 2024 ai -64 milioni e 413 mila euro del 2025).

Ma già lo scorso anno l’Ifo aveva aumentato il rosso del +43,2%.

Cospicuo anche l’aumento delle perdite (17 milioni e 298 mila euro in più rispetto allo scorso anno: +36%) per il policlinico Tor Vergata, che ha chiuso con -65 milioni e 971 mila euro.

Però il rosso più profondo è stato toccato dal San Camillo-Forlanini, che ha raggiunto il record di -147 milioni e 815 mila euro, con un aumento delle perdite di 12 milioni e 823 mila euro rispetto al 2024, quando il disavanzo si era fermato a -134 milioni e 922 mila euro.

Questo scatto del +9,5% ha portato al “sorpasso” del San Camillo sull’Umberto I, che ha perso il record negativo pur avendo accumulato perdite per ben 146 milioni e 96 mila euro (lo scorso anno aveva ottenuto la maglia nera con un disavanzo di -144 milioni e 205 mila euro).

Anche al Sant’Andrea di Via Grottarossa il rosso è aumentato del 15%, passando dai -56 milioni e 893 mila euro del 2024 ai -65 milioni e 469 mila euro del 2025 (8 milioni e mezzo di deficit in più).

Pressoché “stazionarie”, invece, le perdite dello Spallanzani: -44 milioni e 908 mila euro (nel 2024 erano state di -43 milioni e 791 mila euro).

L’unica azienda che ha diminuito le perdite (-23%) è stata l’Ares 118, passata dai -36 milioni e 158 mila euro del 2024 (quando, invece, avevano toccato il record del +50% rispetto al 2023) ai -27 milioni e 900 mila euro del 2025.

Ma per il direttore generale dell’Umberto I°, Fabrizio d’Alba, “la “perdita di esercizio” non può essere utilizzata come parametro con il quale misurare l’efficienza aziendale”, così ha scritto nella relazione sulla gestione, ricordando “l’’incremento del costo del personale per oltre 14 milioni, dell’acquisto dei beni per quasi 12 milioni”.

Mentre “sui ricavi ha inciso in maniera significativa la riduzione dei contributi regionali per circa 11,5 milioni di Euro”.

Anche il dg del San Camillo, Angelo Aliquò, ha sottolineato che “il peggioramento del risultato di esercizio 2025, rispetto al 2024, è imputabile all’effetto congiunto di una serie di fattori”.

Spiegati così dal Sant’Andrea: il “peggioramento è in parte dovuto al mancato contributo regionale del Giubileo 2025 che non ha ristorato i costi affrontati per l’evento giubilare per circa 5 mln di euro relativi al costo del personale”.

(da “Il Tempo” del 04/05/2026)

Fonte: refert.substack.com

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