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Lo scorso 16 dicembre la proposta di legge di iniziativa popolare sul voto fuorisede è stata ufficialmente assegnata alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.


La Commissione doveva avviare la discussione del disegno di legge entro un mese dall’assegnazione e così è stato.

L’appuntamento è stato fissato per domani 7 gennaio 2026  e non siamo gli unici ad avere i fari puntati sulla notizia: molti giornali ( fra i quali anche lavoceromana.it  ) ne stanno parlando data l’eccezionalità dell'occasione.

Da anni ed anni è in atto una sacrosanta battaglia di civiltà e democrazia che è quella di consentire a chi vive da "fuorisede" rispetto alla propria regione di residenza di poter esercitare il fondamentale diritto al voto.

Si calcola che siano da 4 a 5.000.000 i cittadini elettori che per motivi di studio, di lavoro, di salute e tanti altri siano impossibilitati ad esercitare il vero ed unico strumento sul quale si basa ogni democrazia, il diritto al voto.

E mentre in Parlamento, esattamente nei cassetti del Senato, giace dal 4 luglio 2023 una legge approvata alla Camera per il voto ai fuorisede, il che ha palesemente confermato la chiara non volontà del Parlamento di risolvere la questione essendo i voti dei "fuorisede" difficilmente condizionati dal solito clientelismo elettorale e dal voto di scambio, molte associazioni hanno pensato bene di presentare una legge di iniziativa popolare. 

Le leggi di iniziativa popolare vanno presentate presso la Corte di Cassazione e devono essere corredate da almeno 50.000 firme di cittadini.

E finalmente "The Good Lobby" e "IoVotoFuoriSede", oltre alla Rete di "Rete Voto Fuorisede" hanno potuto annunciare nei mesi scorsi di aver raggiunto in soli 112 giorni le 50.000 firme necessarie.

E in occasione del raggiungimento del numero necessario delle firme in una nota di "The Good Lobby" si affermò che "Questo risultato non è solo un numero: è la dimostrazione tangibile che siamo in grado di mobilitarci per difendere un diritto fondamentale e di sfruttare gli strumenti di democrazia partecipativa che abbiamo a disposizione per far sentire la nostra voce forte e chiara.

Vogliamo ringraziare di cuore chi ha firmato, chi ha condiviso l'appello con amici e parenti, chi ha dedicato il suo tempo ai banchetti, chi ci ha sostenuto con un incoraggiamento o con una donazione.

E adesso?

Quando depositeremo la proposta di legge in Senato, le Commissioni competenti avranno l’obbligo di avviare la discussione entro un mese e completarlo entro tre mesi.

Dopodiché la discussione sarà calendarizzata in Aula.

La campagna dunque è tutt’altro che finita! Saremo auditi dalla Commissione e sarà nostro compito lavorare insieme ai rappresentanti istituzionali non solo per far capire l’urgenza della questione, ma anche per trovare le soluzioni più efficaci. 

È il nostro momento per garantire questo diritto a tutte e tutti".

E per come si era auspicato allora la proposta di legge è stata depositata il 16 dicembre, per come già detto, e il 7 gennaio la Commissione Affari Costituzionali discuterà della proposta.

Discussione che dovrà essere completata entro tre mesi.

Continua, quindi, la difficilissima ma sacrosanta battaglia per il diritto al voto.

E lavoceromana.it continuerà a seguirne l'iter e ad informare con costanza i suoi lettori con la speranza che il lunghissimo percorso per concedere ai "fuorisede" il diritto al voto, un giorno, potrà essere conquistato.

Redazione

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