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"Si racconta che alla presenza di un parlamentare di punta della Lega, il leader del partito fondato da Umberto Bossi, nonché vice-premier e ministro delle Infrastrutture, si sia talmente imbufalito all’ipotesi di disinnescare la questione Vannacci infilando nella nuova legge elettorale il ballottaggio (idea partorita dai capoccioni di Fratelli d’Italia), da digitare il numero di Giorgia Meloni e sbraitare: “Tolgo la fiducia al governo!”.

( nella foto in apertura la Premier Giorgia Meloni con i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani )

E questa è solo una delle tante “uscite” di Salvini che si sussurrano nei palazzi romani del potere.

Del resto, davanti allo spappolamento del Carroccio, diventato un cartoccio che raccatta a mala pena il 5%, sconquassato da una linea politica sovranista e populista in salsa trumputiniana, a cui si è sommato l'infausto arruolamento di Vannacci, tale condizione di alterazione psicologica va pure capita.

E diventa sempre più difficile per Salvini superare l’assedio dei governatori e dei dirigenti del Nord, capeggiati da Attilio Fontana e da Massimiliano Romeo, che hanno in mano il bacino elettorale lombardo-veneto.

Tra dieci giorni, occhi puntati sul pratone di Pontida, dove domenica 20 settembre potrebbe succedere di tutto, dato che di solito la kermesse vede in maggioranza la presenza dei leghisti del nord-est, i più incazzati con Salvini.

Tutto è appeso a un fattore: il fidanzato di Francesca Verdini riuscirà a trovare un accordo con Fontana e Romeo?

(Come per il Pd con la Schlein, sbattere fuori il segretario di un partito a pochi mesi dal voto politico sarebbe un suicidio).

Una situazione da allarme rosso che sta mandando in fibrillazione gli otoliti della fu “Giorgia del Due Mondi”.

Sarebbero avvenute interlocuzioni fra la premier e quello che resta del gotha salviniano, Durigon e Calderoli: “Parlate voi con i governatori, trovate un accordo o davvero rischia di cadere il governo…”.

Le angosce della Fiamma Magica di Palazzo Chigi hanno più di una ragione: subito dopo Pontida sbarcherà alla Camera la legge elettorale (l’inizio della discussione è calendarizzato per il 28 settembre) e la votazione si svolgerà a scrutinio segreto.

E come è già successo, con i tanti parlamentari che ormai sono certi che non verranno ricandidati, il rischio di andare sotto a causa dei franchi tiratori non è per niente da escludere.

Anche perché, allo stato di casino totale della Lega, si accompagna lo stato di guerriglia dell’altro alleato della maggioranza, Forza Italia.

Fatti fuori i suoi bracci esecutivi Barelli e Gasparri, il primo “maggiordomo di Giorgia”, Antonio Tajani, è finito nel tritacarne degli Occhiuto, Zangrillo, Mulè che, coltello fra i denti, stanno vivendo ore di tensione in attesa del voto dell’elezione supplettiva in Calabria, prevista per il weekend successivo a quello di Pontida, il 27-28 settembre.

Se il candidato azzurro viene fatto nero, anche qui, potrebbe succedere la qualsiasi.

I prossimi giorni saranno duri per l’Armata Branca-Meloni ma se, come al solito in Italia, tutto si arrangia e si risolve nel nome del santo potere ("'A Fra' che te serve?"), poi arriverà la discesa e quindi la pacchia.

Grazie a un forte gettito fiscale, l’Italia ha ottime probabilità di uscire dallo stato di infrazione del 3%. 

A quel punto, apportando nella finanziaria un opportuno spostamento di bilancio, Giorgia Meloni si travestirà da Befana e ci inonderà di balocchi e profumi…

Fonte: ( estratto da Dagospia.com )

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