A ben riflettere, il disagio che avvertiamo dentro ha buone ragioni.
Siamo innanzitutto ancora lontani dall’accertamento completo delle responsabilità, soprattutto della componente collusiva presente nelle istituzioni e nei vari poteri, dagli apparati deviati a quelli più o meno occulti e massonici.
Non è per niente da escludere il coinvolgimento di soggetti della destra eversiva, come in altri stragi che hanno straziato e segnato la nostra democrazia.
Depistaggi, strategie minimaliste e negazioniste trovano nuovo alimento.

On. Giuseppe Lumia, già Presidente Commissione Parlamentare Antimafia
Si rischia di allontanarsi dalla realtà che, per quanto terribile e complessa, ci indica uno scenario: le stragi sono sempre il concentrato di diverse concause.
Vanno tutte ricercate, sviscerate e indagate a costo di trovarci di fronte alle più amare e terribili verità.
La legislazione antimafia, che sintetizziamo nella definizione di “doppio binario”, rischia di essere demolita, tassello dopo tassello, senza comprendere che il “vincolo mafioso” è in grado di piegare e strumentalizzare anche le buone ragioni di recupero e reinserimento dei detenuti.
Tutti i boss scarcerati sono in piena attività e costringeranno ad un impegno dispendioso da parte delle Forze dell’ordine e della magistratura, che così saranno allontanate dai colpi più risolutivi sulle collusioni e sul riciclaggio.
È possibile cambiare passo?
Altroché! Non c’è aspetto della forza delle mafie su cui non siamo in grado di sferrare strategie risolutive ed efficaci, tanto sul versante sociale e culturale, quanto su quello economico e finanziario, così pure su quello politico-istituzionale, sia locale sia globale.
Allora, niente retorica né resa, ma consapevolezza, progettualità e impegno motivante e liberante.
In questo modo possiamo costruire una solida memoria e non scadere nella retorica e in sterili divisioni.
