Negli ultimi giorni, alcuni rumors hanno preso piede: il figlio del Cavaliere, defilato, riservato, impeccabile amministratore di Mediaset, sarebbe pronto a scendere in campo.
Ma è davvero così?
( nella foto in apertura Pier Silvio Berlusconi, Amministratore delegato Mediaset )
Nessuna ambizione politica, nessun piano segreto, nessuna lista civica con la musica di “Meno male che Pier Silvio c’è”.
Anzi, a dirla tutta, pare che lui stesso si sia fatto una risata leggendo certe ipotesi.
La sua agenda parla il linguaggio delle aziende, non delle urne, che sia chiaro.
E il suo campo preferito è quello dell’audience, non quello da gioco politico.
Come nasce allora questa intenzione ?Probabilmente da una serie di letture forzate di dichiarazioni pubbliche, qualche gesto interpretato come “segnale”, e, ammettiamolo, anche da un pizzico di nostalgia per la figura paterna.
Ma i tempi cambiano, e anche le dinastie, soprattutto quelle mediatiche hanno imparato che non sempre i figli devono ricalcare le orme dei padri.
Soprattutto se quelle orme sono passate per Palazzo Chigi.

Silvio Berlusconi
E proprio qui si svela il colpo di scena: pare che persino i più fedeli e storici consiglieri di Silvio Berlusconi abbiano sempre caldeggiato l’idea che i figli rimanessero fuori dalla mischia politica.
Più che un consiglio, una regola d’oro, sacrosanta oserei dire.
Un conto è fare televisione, un conto è fare il premier", avrebbe detto uno di loro, con tono tra il paterno e il pragmatico, in un pranzo ad Arcore di qualche anno fa, anche in presenza di Silvio, un ricordo alla memoria.
Del resto, chi conosce Pier Silvio lo sa: è allergico ai riflettori politici.
Parla poco, lavora molto, e preferisce un CDA al talk show.
Le sue priorità sono lo sviluppo del gruppo Mediaset, l’innovazione tecnologica, e la competizione con le piattaforme globali.
Non certo la politica, che a parole sue, è una cosa seria, non un mestiere che si improvvisa.
Certo, mai dire mai.
Nella vita, e soprattutto in politica, anche i più risoluti "no" possono diventare clamorosi "perché no?". Ma per ora, Pier Silvio resta dove sta. Più che a Montecitorio, lo troverete in sala riunioni.
Magari con una cartellina sotto braccio… e non è il programma elettorale.
Carlo Maria Mazzei
