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A confermare l'aumento esponenziale del consumo di cocaina in città, per come evidenziato in più articoli da  lavoceromana.it  giunge la pubblicazione della Relazione 2025 sul fenomeno delle dipendenze nel Lazio.
 
La relazione si riferisce ai dati relativi al 2024 e nella relazione vengono illustrati i dati raccolti dal Sistema Informativo Regionale per le Dipendenze (SIRD), a cui rispondono i servizi pubblici per le dipendenze (SerD), le comunità residenziali e semiresidenziali accreditate e i progetti attivi nelle diverse ASL in prosecuzione dell'ex Fondo Regionale Lotta alla Droga.
 
 
Una corposa relazione di ben 56 pagine molto utile agli addetti al settore e ben redatta dagli esperti in materia.
 
Dai dati illustrati si evince chiaramente un netto e considerevole aumento delle persone in carico ai servizi pubblici, sia per uso di sostanze illecite, sia per alcol, sia per gioco d’azzardo.

Il dato più interessante e nel contempo più preoccupante si riferisce ai nuovi accessi per disturbo uso di cocaina  che sono in continuo aumento.
 
Addirittura del 52% confrontando i dati del 2023 con quelli del 2024. 
 
maxisequestro di cocaina
 
Dati che confermano altri segnali fortemente indicativi del consumo sempre più alto della cocaina.
 
Nei mesi scorsi fece clamore la notizia dell'aver rinvenuto in alcuni quartieri romani addirittura presenza di tracce di cocaina nell'aria.
 
 
Era normale ritrovare tracce di cocaina nei reflui fognari ma ritrovarla anche nell'aria è una ulteriore conferma di un fenomeno che continua ad essere fortemente sottovalutato ma che ha assunto, invece, una dimensione oramai di massa.
 
Vi è addirittura chi azzarda nel quantificare la platea di consumatori di cocaina nell'area urbana di Roma intorno ai 400.000 assuntori quotidiani.
 
Circa il  9 - 10% della popolazione romana ( 3.000.000 i residenti e almeno 1.000.000  - 1.500.000 di non residenti che vivono comunque in città ).
 
Una cifra enorme con una percentuale crescente di assuntori sempre più giovani.
 
Si abbassa, anno dopo anno, l'età media della prima assunzione della sostanza che oggi si aggira sui 14 - 15 anni. 
 
E nei questionari anonimi svolti nelle scuole il 20% circa degli studenti affermano di aver avuto esperienze di assunzione di sostanze.
 
Uno scenario devastante nel quale i 20 SerD ( servizi Pubblici per le Dipendenze) che operano in città pur nell'encomiabile sforzo profuso dagli operatori sanitari, sono troppo pochi e fortemente insufficienti rispetto alle dimensioni del fenomeno.
 
Si dovrebbe fare molto di più e il ceto politico dovrebbe affrontare tale dramma con maggiore incisività e con azioni coordinate fra il pubblico, il privato, le scuole, i mezzi di informazione e tutto ciò che può contribuire ad arginare un fenomeno che cresce giorno dopo giorno.
 
Circa 15.000 gli utenti che si sono rivolti ai 56 SerD del Lazio  per problemi di assunzione di sostanze nel 2024.
 
 
E un dato che risulta essere non trascurabile è anche l'aumento dell'uso dell'eroina e del ritorno dell'uso delle siringhe per come accadeva negli anni '80.
 
Dati certamente non paragonabili all'uso della cocaina ma comunque un segnale dell'aggravamento della situazione complessiva.
 
Necessita una forte presa di coscienza collettiva ed una forte sinergia fra tutti gli attori sociali che possono contribuire ad una lotta efficace mirata soprattutto ai giovanissimi che assumendo in giovanissima età sostanze stupefacenti rischiano di compromettere la loro crescita soprattutto sul piano emotivo e psicologico.
 
E in una città dove è giunto anche il micidiale Fentanyl, la droga degli zombie che ha determinato in America nel solo 2024 oltre 170.000 morti, il silenzio e l'indifferenza non sono più tollerabili.
 
E' quanto mai necessario agire per invertire la crescita di consumo di stupefacenti degli ultimi anni.
 
Con l'impegno non solo delle Istituzioni ma anche e soprattutto della società civile.
 
Lo dobbiamo alle nuove generazioni che sono il futuro del nostro Paese.
 
Redazione
 
 
 
 
 
 
 
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