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La Croce di Pauciuri: un tesoro medievale tra storia, mistero e identità.

( nella foto in apertura la copertina del libro "La Croce di Pauciuri, l'Ombra dell'Ordine di Sion e dei Templari in Calabria" - Academ Editore - a cura di Giovanni Cristofalo )

La Croce di Pauciuri, uno dei reperti più affascinanti e discussi della Calabria medievale, continua a suscitare crescente interesse nel panorama culturale e storico nazionale grazie all’ultimo saggio del Prof. Giovanni Cristofalo.

Rinvenuta nel territorio di Malvito (CS), nella valle dell’Esaro, la croce-reliquiario rappresenta un raro esempio di arte sacra dell’XI secolo, sicuramente realizzata in Terrasanta, in territorio siro-palistinese, e legata anche alle vicende delle Crociate.

Secondo gli studi più recenti la Croce di Pauciuri,   non è soltanto un oggetto di devozione, ma un simbolo del ruolo attivo che la Calabria ebbe nei movimenti monastici e cavallereschi dell’epoca quale l’Ordine dei Templari. 

Le ricerche del Prof. Giovanni Cristofalo – tradotto in varie lingue e presentate in diverse sedi culturali in Calabria e in altre regioni italiane – hanno riportato l’attenzione sulla figura dell’abate basiliano Ursus, monaco calabrese per tanto tempo relegato alla leggenda, che invece, secondo alcune ricostruzioni dello storico calabrese, avrebbe avuto un ruolo nella nascita o nello sviluppo del cosiddetto Ordine di Sion, intrecciato nella tradizione con i Custodi del Tempio sorti in Terrasanta  a seguito della prima Crociata nel 1099.
 
Il territorio di Malvito, già documentato nel X secolo come centro fortificato e sede di Gastaldato longobardo oltre che antica sede di Diocesi e Contea normanna, appare infatti al centro di una rete di scambi religiosi e politici che collegavano già anticamente la Calabria ai grandi movimenti europei dell’XI secolo.
 
Il Prof. Giovanni Cristofalo in uno dei suoi tanti incontri sulla sua opera di ricerca sulla Croce di Pauciuri e sue ricostruzione storiche
 
La Croce reliquario di Pauciuri, rinvenuta in una tomba monumentale e che probabilmente custodiva una piccola reliquia di legno della Vera Croce si inserisce in questo contesto come testimonianza materiale di un passato ricco di relazioni, pellegrinaggi e influenze culturali che pongono la Calabria come ponte multietnico e crocevia di tante civiltà.
 
Il libro “La croce di Pauciuri” è oggi al centro di presentazioni, studi e pubblicazioni che ne approfondiscono il valore storico, archeologico e simbolico. 
 
Gli incontri culturali dedicati al tema  stanno contribuendo a diffondere la conoscenza di questo straordinario reperto per lungo tempo sconosciuto, alimentando un rinnovato interesse per la storia medievale calabrese e per le sue connessioni soprattutto con le Crociate e gli ordini cavallereschi che hanno interessato il Vecchio Continente.
 
La Croce di Pauciuri si conferma così non solo un oggetto di pregio artistico, ma un potente emblema identitario, capace di raccontare una Calabria protagonista di vicende europee e custode di un prezioso patrimonio ancora in parte da esplorare e valorizzare.
 
Chi è Giovanni Cristofalo
 
Nato a malvito ( Cs), laureato in Storia con indirizzo archeologico è apprezzato docente di Materie letterarie.
Ha scritto su varie testate giornalistiche, tra cui "Il Quotidiano di Calabria".
Dal 1988 al 1992 è stato responsabile delle pagine culturali del periodico di politica e cultura locale "Il malvitano".
Ha dato alle stampe quattro saggi tradotti in varie lingue.
 
Il nuovo testo
 
Il libro, caratterizzato da una sorta di intervista al passato, fornisce le risposte e ssenziali e dirette su vicende realmente accadute e delinea personaggi reali, fra i quali spicca la figura enegmatica dell'Abate Ursus.
L'analisi approfondita del reperto e del suo contesto storico - geografico individua luoghi e personalità - proprio come Ursus - ritenuto insieme ad altri monaci calabresi, padre fondatore dell'Ordine più misterioso di tutti i tempi: Il Priorato di Sion.
 
Redazione
 
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