Per come era prevedibile la sconsiderata e pesante offesa di Matteo Salvini, oramai annebbiato dal delirio di onnipotenza essendo da 13 anni segretario della Lega e oggi riconfermato per altri anni, rivolta ai giornalisti che ha definito "servi" non poteva che suscitare delle giuste e sacrosante reazioni.
( nella foto in apertura Paolo Grimoldi, Segretario federale di "Patto per il Nord e deputato per quattro legislature dal 2006 al 2022 )
Del resto Matteo Salvini da sempre circondato da servi e maggiordomi che puntualmente lo eleggono a vita a segretario del partito di servi se ne intende e pensa che tutti siano servi.
A rispondere a tale offesa Paolo Grimoldi, segretario federale di "Patto per il Nord".
“Esprimiamo totale solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti italiani - afferma Paolo Grimoldi - per le inqualificabili affermazioni offensive di Matteo Salvni contro di loro.
Forse Salvini pensa di essere in Corea del Nord, ma per sua sfortuna qui c’è libertà di stampa, anche gli altri hanno diritto di esprimere la propria opinione e non tutti gli editori sono deputati del suo partito”.
Chiaro riferimento all'editore Antonio Angelucci, re della sanità privata romana, deputato della Lega e editore de "Il Tempo", "Il Giornale " e "Libero".
Chissà cosa ne pensano i giornalisti alle dipendenze del deputato leghista su tale affermazione.
Ovviamente non potranno dire nulla.
E non solo Paolo Grimoldi ha reagito ma anche il Presidente Nazioanle dell'Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, "Ci divide in servi e amici, come nell'Urss", rimarcando il concetto comunista, stalinista e leninista che caratterizza il modello politico salviniano.
Anche L'associazione Stampa Parlamentare ( ASP ) ha reagito definendo le affermazioni di Matteo Salvini "espressioni gravemente ingiuriose".
Oramai non vi sono più limiti.
E' proprio vero che quando il potere si detiene a vita e per tanti anni si perde il limite della concezione democratica e si pensa di essere al centro del mondo non tollerando alcuna critica e disprezzando la professione del giornalismo da sempre storicamente inviso a chi vorrebbe imporre solo il suo pensiero e la sua maestà.
Redazione
