Nella sala della Biblioteca del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Cosenza presso il Palazzo di Giustizia si è tenuta la presentazione del libro di Gianni Alemanno "L'Emergenza Negata" su iniziativa del Responsabile dell'Associazione "Giustizia Vera", l'avvocato Fabrizio Falvo.
( nella foto in apertura l'avvocato Fabrizio Falvo, il giornalista Gianfranco Bonofiglio e Gianni Alemanno, già Ministro e Sindaco di Roma )
In una sala gremita, qualificata e attenta si è snodato un ampio dibattito con interventi autorevoli ed estremamente interessanti.
Tra i tanti convenuti all'incontro anche il Senatore Francesco Bevilacqua, l'On. Domenico Giannetta, consigliere regionale della Calabria, l'On. Domenico Tallini, già assessore regionale, l'On Gianpaolo Chiappetta, già assessore regionale, l'On. Pasqualino Biafora, già deputato al Parlamento e il Presidente dell'Ordine dei Dottori commercialisti di Cosenza, dott. Nino Ventura, solo per citarne alcuni.
I lavori coordinati dal giornalista Gianfranco Bonofiglio, direttore de LaVoceRomana.it , sono stati aperti dal padrone di casa, l'Avvocato Claudio De Luca, Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Cosenza, che ha recato i saluti del Consiglio.
Il Presidente della Camera Penale di Cosenza, l'avvocato Roberto Le Pera, oltre a recare i saluti della Camera Penale, ha anche sottolineato l'indifferenza della classe politica sul dramma della disumanità carceraria.
Molto seguito l'intervento del promotore dell'incontro, l'avvocato Fabrizio Falvo,responsabile dell'associazione "Giustizia Vera" che ha ringraziato tutti i presenti.

L'avvocato Fabrizio Falvo, responsabile dell'Associazione "Giustizia Vera" e promotore dell'incontro durante il suo intervento
L'avvocato Fabrizio Falvo, nel rimarcare la profondità del libro "L'Emergenza Negata - Il collasso delle carceri italiane" scritto a quattro mani da Gianni Alemanno e da Fabio Falbo, lo "scrivano di Rebibbia" di origini calabresi e recluso da 16 anni e divenuto, dopo essersi laureato in Giurisprudenza all'interno del Penitenziario, punto di riferimento dei detenuti ha voluto anche porre in giusto risalto la valenza e la storia del Foro di Cosenza citando i tanti maestri e cultori del diritto di livello nazionale che ne hanno fatto la storia.

La sala Convegni della Biblioteca del Consiglio dell'Ordine degli Avvocato di Cosenza - Palazzo di Giustizia
Gianni Alemanno, politico di lungo corso, deputato per più legislature, Ministro e Sindaco di Roma, ha illustrato il suo libro e ha raccontato i momenti salienti della sua esperienza carceraria caratterizzata anche dall'impegno attraverso la divulgazione del diario di cella e del libro di far conoscere le tante criticità del mondo delle carceri con l'obiettivo e la speranza che la politica sollecitata dall'opinione pubblica possa affrontare il tema con maggiore decisionismo e con una riforma strutturale non più procrastinabile.
Il volume di oltre 200 pagine, con la prefazione di Rita Bernardini , Presidente dell'Associazione "Nessuno tocchi Caino" e da sempre impegnata sul tema da radicale e allieva di Marco Pannella,è diviso in tre parti.
La prima parte a cura di Gianni Alemanno "La Politica che non vuole vedere" affronta il tema del rapporto fra politica, giustizia e difficoltà della politica stessa nell'intervenire concretamente, la seconda parte a cura di Fabio Falbo su "Carceri Italiane al collasso" con cifre e analisi sul dramma delle pene carcerarie che invece di essere rieducative finiscono per essere palestre del crimine e moltiplicatori dei fenomeni criminali e la terza parte a cura di autori vari su "Il lavoro che non arriva", cioè sulla mancanza di una filiera lavorativa che possa condurre il recluso, una volta scontata la pena, verso il lavoro e verso l'abbandono della vita criminale.
Un dato che ha suscitato grande riflessione è quello di oltre 24.000 detenuti in attesa di un giudizio definitivo su oltre 66.000 reclusi con un sovraffollamento del 148% essendo non più di 46.000 la reale capienza dei penitenziari italiani con un sovraffollamento da incubo con tutte le conseguenze che ne determinano.
24.000 detenuti in attesa di giudizio che poi, magari assolti, avranno comunque vissuto da innocenti esperienze devastanti che lasciano segni indelebili per tutta la vita.
Una vera e propria aberrazione giuridica.
Molto apprezzata la presenza nel dibattito seguito all'intervento di Gianni Alemanno del Procuratore Capo della Repubblica di Cosenza, dott. Vincenzo Capomolla, che intervenendo ha ribadito con una vera e propria "lectio magistralis" sul senso della pena e sul tema da sempre dibattuto sulla necessità di una pena giusta e necessaria.

Il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Cosenza, dott. Vincenzo Capomolla, durante il suo apprezzato intervento
E' intervenuto nel dibattito anche l'avvocato Pietro Perugini, già presidente della camera penale cosentina, che ha rimarcato come sia sempre più urgente rivisitare il concetto primario di pena, con particolare riferimento al rafforzamento delle pene quali misure alternative alla detenzione e solo in extrema ratio al ricorso della detenzione carceraria anche in ossequio all'art. 27 della Costituzione che pone in risalto che le pene stesse "devono tendere alla rieducazione del condannato".
L’avvocato Luigi Leonetti, ha sottolineato di come la Magistratura di Sorveglianza rivesta un ruolo fondamentale nella vita dei detenuti e che la eccessiva burocratizzazione finisce col privare i detenuti del loro diritto all’accesso alle misure alternative alla detenzione.
Mentre l'avvocato Antonio Ciacco ha con forza ribadito l'aberrazione dei tanti detenuti in attesa di giudizio ed in merito a tale assurdità ha voluto menzionare e ricordare il pensiero del prof. avv. Luigi Gullo sulla carcerazione preventiva.
Mentre l'avvocato Antonio Ciacco ha con forza ribadito l'aberrazione dei tanti detenuti in attesa di giudizio ed in merito a tale assurdità ha voluto menzionare e ricordare il pensiero del prof. avv. Luigi Gullo sulla carcerazione preventiva.
“Il mio maestro, anzi il maestro di tutti i penalisti italiani sosteneva che il carcere - ha affermato l'avvocato Antonio Ciacco - è il volto reale della democrazia e che, quindi, una democrazia che incarcera un cittadino senza averlo processato è una democrazia in fortissima crisi".
Redazione
