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Oramai il livello di dittatura imposto da Salvini al suo partito che ritiene una sua proprietà privata e che gestisce da segretario oramai da 13 anni non ha più limiti.
 
( nella foto in apertura l'eterno segretario della Lega Matteo Salvini con il Ministro Giancarlo Giorgetti )
 
Ovviamente a parole sostiene di essere contentissimo che vi sia l'annuncio di una candidatura a segretario oltre, la sua, quella del Senatore Massimo Garavaglia.
 
Nei fatti, invece, sembra che tale candidatura abbia molto innervosito il padre - padrone della Lega.
 
Infatti sembra anche che i suoi fedelissimi abbiano dato ordine ai 700 delegati ( 400 letti dai territori e 300 aventi diritto per incarichi ricoperti) che poi gli stessi che votarono all'unanimità Matteo Salvini nel Congresso di Firenze dell'aprile 2025 di non firmare per la candidatura di Massimo Garavaglia che per essere effettiva deve raccogliere la firma di almeno 80 delegati.
 
E' ovvio che sarà molto difficile giungere a tale cifra considerando che chi firma è ben consapevole che sarà fuori dalla Lega e sarà fuori da qualsiasi candidatura nel partito.
 
In perfetto stile del Partito Comunista russo o quello Cinese, se non sei con il "Capo", in questo caso il "Capitano" sei fuori.
 
Certamente la Lega si conferma, e aveva ragione Roberto Maroni, il partito più antidemocratico della storia di tutti i partiti dalla nascita della Repubblica ad oggi.
 
E le 80 firme per la candidatura di Massimo garavaglia devono provenire da almeno 4 regioni diverse, per come prevede lo statuto.
 
Ovviamente nessuno afferma chiaramente che chi firma non verrà più candidato ma la voce sottobanco e sussurrata nell'orecchio cammina veloce per bocca in bocca.
 
Ci saranno 80 coraggiosi pronti a rischiare tutto per amore di un minimo di democrazia all'interno di un partito stalinista?
 
Ci sarà chi è pronto a scomparire nella Lega e andarsene poi magari a rifondare un nuovo partito del Nord?
 
I fedelissimi più attivi nel sminare il pericolo Garavaglia sembrano essere i giovani Andrea Crippa e Luca Toccalini.
 
Il candidato Massimo Garavaglia è da tempo vicino a Giancarlo Giorgetti e i fedelissimi di Salvini sostengono che Giorgetti non poteva non sapere.
 
E quindi anche per Giancarlo Giorgetti, nonostante il suo peso nel Governo, sembra profilarsi la scure della vendetta per aver leso sua Maestà Salvini.
 
Vendetta che potrebbe materializzarsi, ovviamente, con la non ricandidatura che è la vera forza dei segretari eterni della Seconda Repubblica.
 
Aver creati "modelli di caserma" chiamati impropriamente partiti e che di partito e di democrazia  interna non hanno nulla e che invece sono solo sistemi di ricatto dei segretari onnipotenti che decidono a loro scelta la candidatura o non candidatura.
 
Il risultato terribile, deprimete e umiliante è aver un parlamento pieno solo di adulatori e chiavi che fanno a gara per chi deve essere il più maggiordomo fra i maggiordomi.
 
Un modello impressionante che ha molto contribuito allo sfacelo della politica, alla sparizione della politica e al degrado del Paese.
 
Sarà interessante vedere come andrà a finire.
 
Se Garavaglia riuscirà a candidarsi e se risponde al vero che numerosi deputati e senatori della Lega che non sono più nella grazie di Salvini e sono consapevoli di non essere più ricandidati siano pronti ad aderire al gruppo misto per poi nell'anno che manca per le elezioni creare un nuovo partito.
 
Certamente le guerre della Lega, la cupidigia politica di Salvini che non vuole mollare la poltrona a nessun costo porterà la Lega al 4% e la Lega sarà anche il punto debole dell'intera coalizione che per esclusivo "merito" di Salvini rischia di perdere.
 
Ma anche se dovesse accadere ciò e anche se la Lega dovesse scendere allo 0.000001% una sola cosa è certa, anzi, certissima.
 
Quella che Matteo Salvini non lascerà mai e poi mai la poltrona di segretario che detiene dal 2013 e che manterrà a vita sempre sperando che la Lega con l'effetto distruttivo di Salvini esisterà ancora negli anni a venire.
Redazione
 
 
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