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Che la Città Eterna, la "Grande Bellezza" stia vivendo una delle stagioni più infelici è oramai opinione comune.
 
I segnali di degrado, i sulk, gli accampamenti abusivi, l'insicurezza e la paura crescente ed alcune zone oramai divenute delle vere e proprie Favelas incontrollate dove la violenza, la barbarie e l'illegalità è l'unica legge possibile sono oramai anche difficili da menzionare.
 
Ultimo e non per questo meno significativo esempio del degrado romano è l'articolo in prima pagina del "Corriere della Sera- Edizione Roma", a firma del giornalista Andrea Arzilli.
 
In prima pagina campeggia una foto (a cura della Reflex digitale di Claudio Guaitoli) dove si vede chiaramente che un giovane a Ponte Vittorio Emanuele, in pieno centro, con le tende sulle banchine, getta nel Tevere il contenuto di un grosso sacco di immondizia prelevato dal deposito di rifiuti collocato sotto la scalinata.
 
(foto di apertura: fonte: "Corriere della Sera - Edizione Roma del 19.05.2024).
 
Una distesa di rifiuti galleggianti sul Tevere, un vero e "autentico monumento al degrado" per come ha giustamente scritto Andrea Arzilli.
 
Uno spettacolo indecente e indecoroso in una Roma che si prepara a milioni e milioni di turisti per il prossimo Giubileo.
 
Uno spettacolo, quello dei rifiuti galleggianti sul Tevere, che si accompagna alla crescita costante e senza alcun freno di accampamenti improvvisati, di tende, di giacigli di cartone che accolgono alla meno peggio l'esercito sempre più numerosi di "senza tetto", di disperati, di immigrati irregolari e di "ultimi" in un mondo sempre più crudele e corrotto.
 
E l'immagine del fiume più famoso al Mondo, del fiume che ha attraversato la Storia, utilizzato da discarica non può che suscitare tristezza ed amarezza.
 
"La Grande Bellezza" eterna e sublime, sempre più in pericolo per l'incuria dell'uomo in una tragica epoca di decadenza ed inciviltà.
 
Redazione
 
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