Una accorata Lettera Aperta indirizzata alla Presidente del Consiglio, On. Giorgia Meloni, è stata vergata a firma del responsabile della FGU GILDA UNMAS - Dipartimento Università, Giuseppe Polinari, sindacalista di lungo corso e a firma del Prof. Alessandro Pierucci, responsabile dello SNALS_CONFSAL Docenti Università sul tema sempre più attuale dei giovani, della scuola, dell'Università e del loro ingresso nel mondo del lavoro.
( nella foto in apertura l'Università "La Sapienza" - Roma )
E a tal proposito, considerata l'importanza dei temi trattati, la "Lettera Aperta" indirizzata alla Presidente del Consiglio la pubblichiamo integralmente:
"Con il referendum si sono svelati e accavallati numerosi problemi .
A noi, OO.SS. del comparto istruzione, dovrebbero interessare le questioni inerenti la politica sindacale, senza altre dietrologie.
A questo proposito abbiamo discusso molto sul segnale dato dai giovani che si sono recati in gran numero a votare, ma non è del voto espresso che vogliamo parlare, vogliamo parlare dei problemi cardine della loro età : la scuola, l'università e l'ingresso al lavoro.
Non se ne parla mai abbastanza; nella scuola il problema degli abbandoni non è secondario, così come la cultura che dovrebbe essere trasmessa a ciascun singolo studente (prove invalsi).
Il dato attuale che, per esempio, molti hanno preferito il liceo scientifico al canonico classico, va studiato e approfondito.
Le lezioni frontali sembra che stiano perdendo fascino e accoglimento.
Un dato estremamente grave, è, poi, quello che quasi il 50% di coloro che scelgono l'estero per lavorare, sono laureati: così si arriva al depauperamento della classe dirigente futura e alla vanificazione di tanti fondi pubblici impiegati per l’istruzione.
Grande "rivoluzione" era stata affidata al semestre guida, per iscriversi alla facoltà di medicina.
Il merito che invocava la riforma, è stato sufficientemente maltrattato, si è preferito andare a studiare all’estero….. Ultima novità di questi giorni, è che, per coloro che hanno ricorso, i giudici stanno dando torto ai ricorrenti (è stato "un vero esame universitario").
Altro spigolo, la questione dei Policlinici Universitari
È dai tempi della legge Bindi che si prova a trasferire le facoltà di medicina alla Sanità, distraendo la mission degli universitari.
Oggi ci si sta riprovando, tramite un modello unico di protocollo d'intesa che prevede di tutto e di più, tra cui Ospedali d'insegnamento con docenti i dirigenti medici e la riduzione dei Policlinici a gestione diretta, a meri grandi pronto soccorso, considerato che i finanziamenti passano attraverso le Regioni.
Noi abbiamo proposto che questo potrebbe riguardare solo coloro che hanno acquisito l'idoneità nazionale a professore di I e II fascia e non ci risulta che siano pochi, questi dirigenti medici della sanità ad averla conseguita.
Vedremo. Noi continuiamo a perorare una medicina universitaria e non regionale.
Al Policlinico Umberto I di Roma si è persino ricorsi alla "fretta" per avviare la "riforma", ancor prima dell'approvazione del Protocollo Unico, con il pieno appoggio delle OO.SS. ospedaliere, anche nazionali del comparto sanità.
La legge Bindi prevedeva, dopo 4 anni di sperimentazione, una legge ad hoc.
Di lustri ne sono passati parecchi, senza che nulla si muovesse e che la politica ci lavorasse.
Oggi si punta sulla riforma della L.240/2010, soprattutto tenendo conto dei cambiamenti intervenuti nelle università e, soprattutto, nel mondo della ricerca scientifica.
A questi cambiamenti, oltre alle istituzioni preposte, dovrebbero essere sentite e coinvolte le categorie tutte: non si può prescindere dai professori universitari facenti parte delle OO.SS. del Comparto Istruzione; è strettamente necessario, per competenza e vita vissuta.
Siamo favorevoli a un riammodernamento sia della scuola sia delle università, però si deve tener conto della mission (stato giuridico) per esempio, dei medici Universitari con Didattica, Ricerca e Assistenza e dei dirigenti medici del SSR con compito " unico" e cioè l'assistenza.
Bisogna cercare di invertire il trend di migrare all'estero per lavorare, evidenziando che lo stipendio potrà essere più alto , ma lo sarà anche il costo della vita nel paese di migrazione.
Nell’interesse dei giovani, dobbiamo essere tutti uniti : scuola e università".
FGU GILDA UNAMS Dip. Università
Giuseppe Polinari
SNALS-CONFSAL Docenti Università
Prof. Alesandro Pierucci
