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Oramai si assiste a tutto e più di tutto in un Congresso Farsa dove 465 delegati su 614 hanno riconfermato Matteo Salvini alla segreteria che il "Capitano" detiene da ben 13 anni.

( nella foto in apertura Matteo Salvini al Congresso - farsa della Lega a Milano )

Rielezione scontata e prevedibile ma deve essere sottolineato che ben 146 delegati hanno votato per Garavaglia, il 25% dei 619 che hanno votato, ( in 3 le schede bianche e 5 le nulle).

Una percentuale che in qualsiasi partito democratico dovrebbe avere un peso, ma non certamente nella Lega.

Aveva ragione il compianto Roberto Maroni quando sosteneva che il vero e unico partito leninista in Italia è la Lega.

E in tutti i partiti leninisti e stalinisti i segretari sono eletti a vita.

Considerando che Matteo Salvini oggi ha 53 anni almeno per altri quattro decenni la sua segreteria sarà inviolabile.

Ma a parte l'inamovibilità di un partito oramai dittatoriale quello che deve essere sottolineato è il comportamento di Matteo Salvini nei confronti dei giornalisti che, come tutti i dittatori, ovviamente odia e disprezza.

Infatti ha pensato bene di sbattere fuori dal Congresso i giornalisti e ha pensato ancora meglio di giustificare ciò sostenendo che "tutti i giornalisti sono servi del potere".

E non vi è dubbio alcuno che Matteo Salvini sia molto esperto di sevi e servilismo essendo circondato solo da servi e yes - man da anni ed anni avendo sempre allontanato dal partito che ritiene essere una sua proprietà tutti coloro i quali hanno osato criticarne la conduzione politica.

Ed anche i 146 delegati che hanno votato per Garavaglia non avranno più spazio alcuno nel partito che non riconoscerà alcuna minoranza interna.

Il capo è solo Matteo Salvini e possono rimanere nella Lega solo i suoi maggiordomi.

Ovviamente Matteo Salvini sarà per sempre il segretario ma la resa dei conti arriverà alle prossime elezioni dove l'elettorato punirà tale arroganza con il voto.

E anche la categoria professionale dei giornalisti dovrebbe ritrovare un minimo di orgoglio e dignità e rispondere ad offese così gravi da parte di un VicePremier, Ministro e Segretario di partito che, avendo perso ogni credibilità, porterà inevitabilmente la Lega al minimo storico

Immediata la piccata replica del Presidente nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli: “Ci divide in servi e amici, come nell'Urss”.

Reazione anche da parte L’Associazione Stampa Parlamentare, “Espressioni gravemente ingiuriose”.

E pensare che Matteo Salvini è anche iscritto all'Ordine dei giornalisti come lo sono iscritti centinaia di politici che spesso non hanno mai scritto un rigo in vita loro.

Anche questo dimostra la fine ingloriosa di una professione un tempo dignitosa ed importante ed oggi dileggiata da personaggi come Matteo Salvini che, per come ha definito i giornalisti, dovrebbe per lo meno essere radiato dall'albo.

Una professione dileggiata da tutti, oramai svalutata dal fatto che i giornalisti servili hanno offuscato quei pochi che con coraggio e determinazione cercano di essere ancora veri giornalisti.

Di essere quei giornalisti che, come amava dire Indro Montanelli, assolvono la funzione di essere cani da guardia della democrazia e non cani scodinzolanti del potere.

Potere che non perde occasione per dileggiare gli stessi giornalisti - servi che, seppur ben pagati, rimangono sempre e solo dei servi mediocri e senza alcuna dignità.

Redazione        

 

 

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