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Nella Prima Repubblica i partiti erano la somma di più idee, di più posizioni, vi erano le sezioni, le componenti e il dialogo, a volte acceso, con scontri di potere, ma, almeno conservavano all'interno un minimo di confronto.

( nella foto in apertura Matteo Salvini, Ministro, VicePremier e segretario della Lega dal 2013 )


Poi dopo la caduta del muro di Berlino, la fine della guerra fredda e del fattore "K", l'avvento della Seconda Repubblica, con la nascita dei partiti dall'uomo solo al comando.

Il primo fu Forza italia, nato nel 1994 su intuizione del suo fondatore, Silvio Berlusconi, e nacque il Berlusconismo.

L'uomo forte, ricco, piacente, potente al punto tale che anche oggi dopo tanti anni e dopo la morte dello stesso Silvio Berlusconi rimane in piedi Forza Italia gestito nei fatti da Marina Berlusconi in qualità di erede del Fondatore Silvio.

Unico caso nella storia d'Italia e del Pianeta di un partito lasciato in eredità come un bene immobile.

Poi seguì la Lega che, dopo la caduta del fondatore Umberto Bossi, passò nelle mani di Matteo Salvini, oramai segretario dal lontano 2013. 

E poi venne Giorgia Meloni, fondatrice di Fratelli d'Italia che ha inserito la fidata sorella Arianna a gestirne le sorti.

Un partito che sarebbe più opportuno chiamare "Sorelle d'Italia".

In tale contesto di partiti monolitici con una sola guida suprema al comando è il caso riflettere su cosa possano significare i partiti dall'uomo solo al comando.

E per illustrarne la naturale e inevitabile crisi è opportuno sottolineare il momento drammatico che vive la Lega con Matteo Salvini, oramai sul viale del tramonto, che non ha alcuna intenzione di dimettersi da segretario e che, da uomo solo al comando, arriverà ad essere uomo solo senza più alcun comando estinguendo il partito.

E sull'evoluzione della Lega è il caso di menzionare un post pubblicato sul profilo Facebook  a firma di Paolo Grimoldi, già parlamentare della Lega dal 2006 al 2022 per ben quattro legislature, già segretario della Lega in Lombardia dal 21 novembre 2015 al 16 febbraio 2021 ed oggi dal 15 novembre 2025  segretario federale di "Patto per il Nord".

"SALVINI, IL PROBLEMA NON È COME SEI STATO RIELETTO. IL PROBLEMA È CHI NON C’ERA PIÙ A FIRENZE"

"In questi giorni qualcuno, per difendere Matteo Salvini dalle critiche che ormai arrivano apertamente anche dall’interno della Lega, ricorda che appena lo scorso anno il Congresso federale di Firenze lo ha rieletto segretario. È vero.
Il 6 aprile 2025 Matteo Salvini è stato rieletto, per acclamazione e senza sfidanti, segretario della Lega per Salvini Premier.
Ma proprio qui sta il punto.
Matteo, hai mai provato a chiederti perché non avevi uno sfidante?
Conosco la differenza tra un partito vivo e un partito nel quale il dissenso progressivamente scompare.
La Lega che ho conosciuto io aveva sezioni, militanti, discussioni infinite, congressi veri. Aveva persone che magari non occupavano una poltrona, ma dedicavano il sabato e la domenica al movimento. Persone che montavano gazebo, distribuivano volantini, organizzavano feste, attaccavano manifesti e passavano serate intere nelle sezioni.
Si diventava militanti dopo un percorso.
La tessera non era un gadget.
Era il punto di arrivo di un cammino fatto di presenza, sacrificio, partecipazione e appartenenza.
Negli anni della tua segreteria, invece, troppe sezioni del Nord si sono progressivamente svuotate. Tantissime hanno chiuso, altre hanno perso militanti, altre ancora hanno vissuto commissariamenti e conflitti interni.
Hai soppresso il dissenso commissariando tutto e tutti! Hai fatto torto persino ai militanti della Liga Veneta e della Lega Lombarda commissariando entrambe e vietando un congresso democratico - che avrebbe rieletto i Segretari da te commissariati - per anni e anni. Roba da Nord Korea!
Un movimento “autonomista” che vieta ai militanti veneti e lombardi di scegliere i propri rappresentanti e persino di esprimersi.
E quando un partito perde i luoghi nei quali si forma il dissenso, diventa inevitabilmente più semplice ottenere l'unanimità.
Non hai sconfitto politicamente una grande opposizione interna.
Hai progressivamente contribuito a rendere quella opposizione sempre più difficile da esprimere.
Poi c'è una vicenda che rappresenta plasticamente tutto ciò che è accaduto.
Roberto Vannacci.
A tanti di noi che cercavano di riportare al centro federalismo, autonomia e questione settentrionale veniva spiegato che non c'era spazio per organizzazioni parallele e sensibilità autonome rispetto alla linea del partito.
Patto per il Nord - nato come semplice associazione - veniva considerato incompatibile con la Lega Salvini Premier. E l’associazione di Vannacci?
Al Congresso di Firenze, il 6 aprile 2025, sei stato tu personalmente a consegnare a Vannacci la tessera della Lega. Vannacci era stato eletto al Parlamento europeo da indipendente e solo quel giorno diventò formalmente iscritto al partito.
Poche settimane dopo sarebbe diventato uno dei tuoi vicesegretari.
E meno di un anno dopo ha lasciato la Lega e ha fondato Futuro Nazionale.
Matteo, questa disfatta politica porta la tua firma.
E c'è un'altra immagine di Firenze che personalmente non ho dimenticato.
Attilio Fontana.
Oggi qualcuno rimprovera al Presidente della Lombardia di parlare soltanto adesso.
Fontana la domenica della tua proclamazione non era presente, non è stato complice della tua acclamazione. 
Oggi denuncia un malessere profondo nella Lega del Nord, parla della necessità di recuperare territori e federalismo e ricorda pubblicamente quanto sia stata politicamente devastante la parabola che ha portato il partito dal 34% del 2019 ai livelli attuali.
E qui voglio ricordarti anche un'altra cosa, Matteo.
Il 34% delle Europee del 2019 non l'hai costruito da solo.
Avevi intorno una squadra politica e una macchina di comunicazione straordinariamente efficace. Persone che conoscevano i social quando tanti altri partiti ancora li consideravano poco più di un passatempo. Persone che sapevano costruire un messaggio, interpretare un sentimento, organizzare una campagna.
E soprattutto persone capaci anche di dirti qualche volta: "Matteo, questo NO"
Negli anni molte di quelle professionalità sono state allontanate o hanno preso altre strade così come gli elettori che hanno iniziato a snobbarti. 
Hai persino cambiato il baricentro identitario di quella storia fino ad arrivare a un partito che porta formalmente il tuo nome: Lega per Salvini Premier.
Matteo, hai fallito.
Puoi continuare a circondarti di chi ti dice che va tutto bene.
Puoi contare gli applausi di dirigenti, parlamentari, collaboratori e persone che devono alla tua leadership una posizione economica.
Ma gli applausi degli apparati non sostituiscono quelli dei militanti.
E soprattutto non sostituiscono i voti.
Prima o poi gli incarichi finiscono, le legislature finiscono, le segreterie finiscono ed è in quel momento rimane soltanto il giudizio delle persone che hai incontrato durante il viaggio.
I partiti cambiano nome.
Le percentuali salgono e scendono.
Il Nord resta".

Paolo Grimoldi
Segretario federale di Patto per il Nord 

Redazione

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