La partita per il futuro di Forza Italia passa anche da un nodo apparentemente tecnico, ma in realtà decisivo: chi avrà l’ultima parola sulla composizione delle liste per le elezioni politiche del 2027.
( Nella foto in apertura il Ministro e VicePremier Antonio Tajani, non più nelle grazie della famiglia Berlusconi e marina Berlusconi, Presidente di Fininvest e Mondadori )
È su questo terreno che, secondo le ricostruzioni interne al partito, si starebbe consumando uno scontro tra l’area che fa capo ad Antonio Tajani e gli uomini più vicini alla famiglia Berlusconi.
L’obiettivo dei fedelissimi del segretario e vicepremier sarebbe quello di ridimensionare il ruolo di Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia e figura considerata vicina alla famiglia Berlusconi. ( e candidato per il centrodestranel collegio uninominale di Reggio Calabria alle elezioni supplitive del 27 e 28 settembre prossimi ).
Il suo ruolo, infatti, non sarebbe soltanto amministrativo: attraverso le regole interne del partito, il tesoriere può avere un peso determinante nella fase di certificazione e formalizzazione delle candidature.
Il punto politico è dunque molto più ampio.
La questione riguarda il rapporto tra la leadership di Tajani e l’influenza che Marina Berlusconi potrebbe continuare a esercitare sulle scelte del partito fondato dal padre Silvio.
La prospettiva che preoccupa l’area di Tajani è quella di arrivare alle prossime politiche con un gruppo parlamentare fortemente condizionato dalle indicazioni della famiglia.
Una situazione che, agli occhi dei dirigenti più vicini all’attuale segretario, potrebbe limitare l’autonomia politica della nuova Forza Italia e rendere più difficile il consolidamento della leadership di Tajani.
Da qui la necessità, secondo questa linea, di intervenire prima che inizi la vera partita sulle candidature.
Sostituire il tesoriere significherebbe infatti modificare gli equilibri interni prima del momento in cui la scelta dei candidati diventerà concreta e inevitabilmente conflittuale.
Non si tratterebbe, quindi, soltanto della sostituzione di un dirigente.
In ballo c’è il controllo della macchina organizzativa del partito e, soprattutto, la definizione degli equilibri parlamentari della prossima legislatura.
Tajani dovrà però muoversi con cautela.
Il nome di Berlusconi continua a rappresentare una componente identitaria essenziale per Forza Italia e un eventuale scontro frontale con la famiglia rischierebbe di aprire una frattura difficile da ricomporre.
Marina Berlusconi, pur non ricoprendo un incarico politico nel partito, mantiene infatti un peso evidente nel mondo berlusconiano.
La sfida è dunque tutta politica: costruire una Forza Italia sempre più autonoma dalla famiglia senza trasformare questa autonomia in una rottura con l’eredità del fondatore.
Il dossier del tesoriere diventa così il primo banco di prova.
Se Tajani riuscirà a modificarne il ruolo senza provocare una reazione della famiglia Berlusconi, avrà compiuto un passo importante verso il controllo pieno del partito.
Se invece l’operazione dovesse incontrare una forte resistenza, potrebbe emergere con chiarezza quanto sia ancora profondo il legame tra Forza Italia e la famiglia del suo fondatore.
E la vera posta in gioco, più che l’incarico di un singolo dirigente, saranno proprio le liste del 2027: cioè chi siederà in Parlamento a rappresentare la Forza Italia del dopo-Berlusconi.
Fonte: Post Facebook di "Insieme - idee e persone Tv "
