Sono trascorsi quasi due decenni da quando, nell'aprile del 2007, venne organizzato a Rogliano ( CS) un convegno su "Società Civile e Cultura per la Legalità" dall'UNPLI in collaborazione con l'Osservatorio sulla Legalità della Provincia di Cosenza, il Comune di Rogliano e la Pro - Loco.
( nella foto in apertura si riconoscono, fra gli altri, l'allora sottosegretario alla Giustizia, Avv. Luigi Li Gotti, e il Prof. Pino Arlacchi, già Vicesegretario ONU )
Oggi sarebbe impossibile proporre un dibattito ed un incontro di riflessione su tale argomento.
La lotta alle mafie, alla corruzione e al rapporto, sempre più stretto, fra potere politico e potere criminale non è più di moda.
Sono argomenti superati ai quali la stragrande maggioranza del popolo italico, oramai caratterizzato da una profonda e radicata cultura dell'illegalità diffusa e ambientale è oramai assuefatto.
Eppure in quel tempo si riuscì ad organizzare un parterre di presenze di altissimo livello.
Infatti al dibattito che venne moderato dal giornalista Gianfranco Bonofiglio anche per il ruolo di coordinatore dell'Osservatorio sulla Legalità della Provincia di Cosenza, parteciparono personaggi di caratura nazionale e internazionale.

Il giornalista Gianfranco Bonofiglio, il giornalista Michele Cucuzza, e il Prof. Pino Arlacchi, già Vice Segretario ONU e più volte parlamentare
Dall'allora sottosegretario alla Giustizia ( nel Governo Prodi in rappresentanza del partito di Antonio Di Pietro, Italia dei Valori ) Luigi Li Gotti, notissimo avvocato di numerosi collaboratori di giustizia come Tommaso Buscetta, Totuccio Contorno, Giovanni Brusca, Francesco Marino Mannoia e Gaspare Mutolo, al Giudice Luigi Riello.
Dal docente universitario e già Vicesegretario ONU, Prof. Pino Arlacchi, collaboratore di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e fra i più grandi studiosi del fenomeno criminale, al giornalista Michele Cucuzza che in quel periodo dedicò un suo libro ai Ragazzi di Locri, fautori del Movimento "Ammazzateci Tutti".
Dall'allora Commissario di pubblica sicurezza, dott. Manfredi Borsellino, figlio di Paolo Borsellino, ucciso barbaramente dalla mafia con l'intreccio ancora tutto da scoprire, ( se un giorno lo si scoprirà) di parti deviate e corrotte dello Stato, all'allora Dirigente di pubblica sicurezza al dott. Renato Cortese, che negli anni successivi ricoprirà incarichi prestigiosissimi sul piano nazionale nella Polizia di Stato.

Il dott. Manfredi Borsellino, figlio di Paolo Borsellino, alto dirigente della Polizia di Stato
E all'iniziativa che comprendeva anche un incontro presso l’Istituto Unico d’Istruzione Secondaria ‘Antonio Guarasci’ partecipò anche l'allora Presidente della Commissione Antimafia, Francesco Forgione.
Quando la Commissione Parlamentare Antimafia aveva senso di esistere e svolgeva un ruolo prezioso di conoscenza e anche di indagine sui fenomeni di corruzione del Paese.
Certamente non paragonabile a quella attuale che ha smarrito ogni reale funzione se non quella celebrativa.
Erano altri tempi,vi era chi ancora credeva che un giorno la legalità potesse trionfare, ancora credeva che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non fossero morti invano.
Vi era chi ancora credeva nella Giustizia e nella Verità.
Si illudevano e la drammatica realtà dell'oggi, dopo due decenni, ne è la conferma.
Le mafie hanno vinto,
La corruzione è divenuta "Sistema", le parole Giustizia, Legalità, Moralità, Onestà sono divenute ridicole e inutili.
Il "Sonno della Ragione" ha prevalso.
Ma, nonostante tutto, vi è chi,ancora con nostalgia e un pizzico di follia, ricorda tempi nei quali si poteva parlare e discutere di legalità.
Redazione
