Le notizie riservate che hanno sempre trovato spazio sull’Osservatore Politico, creazione giornalistica di Mino Pecorelli, hanno anche riguardato Craxi e la sua ascesa all’interno del PSI.
( nella foto in apertura il giornalista, fondatore e Direttore di OP - Osservatorio Politico - Mino Pecorelli )
l giornalista molisano osservava il Partito del garofano molto attentamente. E arrivò così a capire con grande anticipo che il PSI craxiano sarebbe diventato l’ago della bilancia della politica italiana. Il direttore di OP prima identificò in Craxi il leader designato a riportare il PSI in orbita democristiana con lo scopo di sventare il compromesso storico di morotea ispirazione e rassicurare i potenti alleati d’oltreoceano.
Poi capì, con netto anticipo, la futura sistemazione del panorama politico italiano, basato sull’alleanza tra Democrazia Cristiana e socialisti riformati da Craxi. Ma come fece a comprendere tutto ciò? Le sue fonti e il suo fiuto politico furono gli elementi fondamentali. Fonti che Pecorelli sapeva maneggiare scorgendo i preamboli di un cambiamento importante e per questo possibile solo dopo un’attenta preparazione. Le tracce lasciate da questa fase interlocutoria furono messe in ordine sulle colonne di OP con rara lucidità.
“PER CHI VINCERÀ C’È UN PREMIO: LA CUCCAGNA, CHE FA RIMA CON MAGNA, MAGNA, MAGNA…”
Craxi divenne segretario del PSI il 16 luglio 1976 dopo le dimissioni di Francesco De Martino dovute alla débâcle elettorale del 20 giugno. I socialisti erano passati dal quindici per cento del 1968 al nove del 1976. Il partito era spaccato da correnti che facevano fatica a trovare una quadra su chi eleggere segretario. Si decise così di convergere sul nome di Bettino Craxi. Considerato il “pupillo di Nenni”, avrebbe dovuto essere un segretario di transizione e invece, nell’arco di due anni, finì per cannibalizzare l’opposizione interna divenendo dominus incontrastato del PSI.

L'omicidio di Mino Pecorelli ucciso il 20 marzo 1979 nel centralissimo quartiere Prati a pochi metri dalla sua redazione, omicidio rimasto impunito
Il 19/7/1975 Pecorelli, con quasi un anno d’anticipo sull’effettiva decisione di fare Craxi segretario, pubblicò una nota dal titolo “Sarà Craxi il nostro Soares?”.
Il direttore di OP scriveva: “Panico borghese in via del Corso. L’operazione di risocialistizzare il PSI la stanno conducendo proprio i nenniani d’antica data e con Bettino Craxi in prima fila. E i risultati non dovrebbero tardare troppo. Tra l’altro col congresso d’ottobre è previsto un ricambio alla segreteria De Martino. Con una soluzione che, transitoria in Giovanni Mosca, diventerà poco dopo definitiva proprio con Craxi.”
Le fonti di Pecorelli sanno già che Craxi sarà tra i protagonisti della fase congressuale socialista e che trionferà da lì a poco. Qualche giorno dopo, il 24/07/1975 in una nota dal titolo “Duello Bettino-Gigi” Pecorelli, con il suo tipico stile sibillino, scrive: “È in corso un duello all’ultimo sangue tra Bettino e Gigi per stabilire tra i due chi è più americano. Per chi vincerà c’è un premio: la cuccagna, che fa rima con magna, magna, magna…” Il direttore di OP, lo scriverà anche in seguito, sottolinea il carattere spiccatamente filoamericano del PSI riformato da Craxi. Un partito che, una volta arrivato al governo sostenuto dagli USA, potrà mettere mano sui lucrosi affari, spesso opachi, che si connetteranno nebulosamente con la politica.
I DUE CAPISALDI DEL PSI CRAXIANO: IL FILOAMERICANISMO E L’ANTICOMUNISMO
L’ascesa del futuro segretario socialista prosegue imperterrita, ma sotterranea, sotto l’occhio attento di Pecorelli. Il 2/10/1975 compare un articolo dal titolo “Craxi sempre Craxi fortissimamente Craxi” in cui si legge: “In via del Corso, ormai sempre più chiaramente, la linea emergente è di nuovo quella del confronto con la DC.
Anche la battaglia precongressuale ha espresso questa direttrice. Il suo primo vincitore, Bettino Craxi, almeno per ora, pare ci sia riuscito. Sarà il futuro segretario politico dei socialisti. […] Con Craxi segretario quindi rientrano nel partito del solnascente autonomia e anticomunismo e il rapporto preferenziale e di reciproco rispetto sarà solo quello con Piazza Sturzo”.
Il PSI craxiano avrà due capisaldi: il filoamericanismo e l’anticomunismo. Con queste caratteristiche si apriranno le porte del governo con la DC su posizioni e rapporti di forza completamente diversi rispetto a quelli del centrosinistra degli anni Sessanta. Infine, Pecorelli prevede la scelta di Craxi come segretario con quasi dieci mesi d’anticipo, quando ancora i socialisti erano un partito in preda a dilanianti tensioni interne. Si legga infatti l’articolo del 18/10/1975 dal titolo “Socialisti e buone intenzioni: saremo autonomi e tecnocratici”: “Ormai l’accordo è stato raggiunto: il nuovo segretario sarà Bettino Craxi.
Sulla linea di una duplice autonomia: né subalterni alla DC, né tanto meno fratelli poveri di via delle Botteghe. Craxi piuttosto intende porsi come punto di riferimento a PRI e PSDI e, una volta raggiunto un completo accordo con le forze laiche su una piattaforma globale, andare da posizioni di forza a quelle trattative con una DC di cui frattanto ci si auspica la rifondazione. Solo a questo punto, dai 4 partiti potrà, finalmente, uscire un patto di ferro e un governo di legislatura.”.
Di fatto si parla già di quello che verrà definito Pentapartito e che sarà realtà da lì a poco meno di un decennio. Da sottolineare il concetto, ripetutamente espresso dal giornalista molisano, della DC come partito da rifondare su basi diverse. Un leitmotiv che si nota in altri articoli di Pecorelli che vedeva la Balena bianca come caposaldo imprescindibile per l’Italia, ma anche enorme meccanismo affaristico e politico da purificare.
Pecorelli scrive, però, la più interessante opinione sul PSI il 25/10/1975 con l’articolo “La grande virata della barca socialista”: “… a Washington s’è deciso: il nuovo potere in Italia sarà assicurato da una santa alleanza, anticomunista ma riformatrice, tra un PSI e una DC tutti rinnovati. Che magari potranno giovarsi dell’estemporaneo appoggio esterno di un PCI che vorrà far confluire su qualche disegno di legge anche i suoi voti. Ma che resterà rigorosamente escluso dall’area del governo. Pena la nascita, coll’appoggio degli USA, di nuove formazioni politiche, gemelle e parallele a DC e PSI”.
Due sono gli elementi da sottolineare con più attenzione. Il primo è il fatto che il nuovo governo DC-PSI craxiano nascerà perché negli USA vogliono che nasca. È il modo con cui a Washington si assicurano che verrà strettamente rispettata la conventio ad excludendum contro il PCI berlingueriano in ascesa.
Il secondo spunto che emerge dal breve scritto di Pecorelli è la punizione che gli USA adotteranno qualora il PCI venga coinvolto nel governo. Con i soldi statunitensi si finanzieranno infatti partiti rivali della DC e del PSI. Una vera e propria minaccia quella riferita dal direttore di OP, ben inserito negli ambienti atlantici che contano e quindi molto ben informato sui sentimenti di Washington.
Articolo scritto da Tommaso Miniotti
Estratto dall'Articolo " Il giornalista molisano osservava il Partito del Garofano molto attentamente, arrivando così a capire con grande anticipo che il PSI craxiano sarebbe diventato l'ago della bilancia della politica italiana"
pubblicato sul sito "Spazio70.com" ( il più interessante, completo ed eccezionale sito sugli anni '70)
