Una vecchia e abbandonata area in disuso di ben 2.400 metri quadrati sarà recuperata e dalla stessa verranno ricavati 40 appartamenti da destinare ad anziani anziani, famiglie in difficoltà e senza fissa dimora l'obiettivo principale di favorire l'integrazione e la socialità tra vicini.
( nella foto in apertura il momento della firma del protocollo d'intesa con Leonardo Maria del Vecchio e Marco Impagliazzo per il progetto "Finalmente Casa" )
Che è, poi, il fine ultimo del "cohousing", ( coabitazione ), modello abitativo collaborativo nato in Danimarca negli anni '60 composto da alloggi privati uniti ad ampi spazi comuni e servizi condivisi come orti, lavanderie, spazi giochi per bimbi e tutto ciò che favorisce la socialità.
Il progetto denominato “Finalmente Casa!” nasce dalla collaborazione tra l'imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio e la Comunità di Sant'Egidio.
A finanziare i lavori nell'area industriale dismessa dell'ex grissinificio Lambertucci sarà l'imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio che nella sede romana della Comunità di Sant'Egidio ha firmato con il presidente della comunità, Marco Impagliazzo, un protocollo d'intesa.
Il progetto mira a creare le condizioni per costruire occasioni di relazioni in grado di sviluppare nuove opportunità e percorsi di inclusione.
“Ho voluto promuovere questo progetto nella periferia Est di Roma perché credo che, ancor più nei territori con una forte storia produttiva e un tessuto sociale diversificato come Tor Sapienza - ha affermato Leonardo Maria Del Vecchio - possano nascere nuovi modelli di convivenza e integrazione. L’incontro con la Comunità di Sant’Egidio, che da anni è presente in questo contesto con un impegno quotidiano accanto alle persone più fragili, mi ha aiutato a trasformare un desiderio in un progetto concreto".
"Non si tratta soltanto di recuperare uno spazio urbano - ha continuato l'imprenditore - ma di dare vita a un luogo in cui abitare significhi anche costruire relazioni, opportunità e percorsi di riscatto.
Quando la filantropia diventa concreta e responsabile può contribuire a generare modelli in grado di unire accoglienza, dignità e futuro.
L’ambizione è semplice: creare un luogo in cui la comunità cresca e nessuno resti indietro”.
“Questo nuovo progetto di cohousing sociale che sarà un’importante risorsa non solo per Tor Sapienza ma per tutta la città di Roma - ha aggiunto il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo - Casa significa anche e soprattutto spazio di condivisione con gli altri.
Lo hanno sperimentato famiglie che fuggono dalle guerre, ma anche anziani che scelgono di restare in una casa per non finire in uno dei tanti istituti a loro riservati.
Case non isole, perché c’è bisogno di comunicare, sviluppare rapporti, amicizie, relazioni con il quartiere”.
