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Ha destato ampio clamore mediatico l'avvio dei lavori di scavo per individuare l'ingresso di quella che sono considerate delle antiche Catacombe che si snodano nei sotterranei di Villa Osio, oggi la Casa del Jazz, che fu la Reggia ostentata da Enrico Nicoletti, per gli inquirenti il cassiere della Banda della Magliana.

( nella foto in apertura  Enrico Nicoletti, per gli inquirenti il cassiere della Banda della Magliana )


Quella Banda della Magliana che segnò la storia della criminalità romana dalla fine degli anni '70 agli inizi degli anni '90.

E gli scavi avviati giovedì 13 scorso sino a sabato 15 riprenderanno lunedì 17 nella mattinata con l'obiettivo di validare o meno il sospetto che nelle catacombe sia stato nascosto il corpo del magistrato Paolo Adinolfi, scomparso nel nulla il 2 luglio 1994.

L'ex giudice Guglielmo Muntoni, presidente dell'Osservatorio sulle politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio di Roma, ha sostenuto che l'ipotesi che vi si possano trovare dei resti di corpi umani possa essere considerata una "ipotesi realistica”.

Durante gli scavi ha presenziato anche l'avvocato Lorenzo Adinolfi, figlio del magistrato Paolo Adinolfi.

La Casa del Jazz, un tempo Villa Osio, la Reggia di Enrico Nicoletti

Enrico Nicoletti, deceduto il 3 dicembre 2020 all'età di 84 anni,  è stato un personaggio importante nel panorama di quegli anni molto turbolenti per la Capitale d'Italia.

Per il magistrato Otello Lupacchini che sbaragliò con le sue indagini la Banda della Magliana Enrico Nicoletti era " il collettore di più mondi criminali, con collegamenti indubbi con la politica e la pubblica amministrazione. 

Un personaggio da "Romanzo Criminale" che ostentava la ricchezza e che più volte ha subito condanne e carcerazioni.

E fra la sua ostentazione di ricchezza anche l'acquisto di Villa Osio, immersa nel verde, rinnovata con marmi, stucchi, vasche da idromassaggio e rubinetti d'oro.
Uno stile che anticipò un "modus operandi" tipico della Camorra napoletana.

Enrico Nicoletti fu anche molto amico e legatissimo con Enrico De Pedis, detto Renatino, senza dubbio il personaggio più famoso e più emblematico nella storia della Banda della Magliana, freddato in Via del Pellegrino nei pressi di Campo dei Fiori nel febbraio 1990, a soli 35 anni.

L'omicidio di Renatino De Pedis il 2 febbraio 1990 in Via del Pellegrino

Divenuto oramai leggenda sia per i suoi rapporti con esponenti del Vaticano e sia perchè quando morì venne sepolto nella Chiesa di Sant'Apollanaire con un permesso speciale di alti esponenti del Vaticano.

E, inoltre, Renatino De Pedis è stato anche oggetto di indagini per le quali si ipotizza che potesse essere implicato nella sparizione di Emanuela Orlandi, la giovane mai più ritrovata.

E si bisbiglia che anche i resti del corpo di Emanuele Orlandi potrebbe giacere nelle catacombe di Villa Osio.

E infatti anche il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, che da decenni combatte per scoprire la verità sulla sorte della giovane, ha dimostrato grande interesse per gli esiti degli scavi in corso.

Villa Osio, la Villa dei Misteri, la Reggia del Cassiere Enrico Nicoletti.

"Con lui - ha affermato il Magistrato Otello Lupacchini quando venne chiamato a commentare la morte di Enrico Nicoletti - muoiono i segreti che si porterà dietro per le attività che ha compiuto, a partire dall'intervento che ebbe nell'ambito del sequestro Cirillo per il pagamento del famoso riscatto. 

Il magistrato Otello Lupacchini che indagò sulla Banda della Magliana

E tanto altro. Aveva rapporti  con la 'ndrangheta, con i napoletani, con la Banda della Magliana e con i servizi segreti. 

Una volta riuscì nell'impresa di mettere intorno ad un tavolo i capi di camorra, mafia, 'ndrangheta e Magliana.

L'ho interrogato diverse volte. Un tipo arrogante. Un giorno, nel corso di un interrogatorio pretese che gli venisse offerto un tè e si lamentò della scarsa qualità dei pasticcini".

ed in  merito agli scavi in corso nei giardini di Villa Osio è intervenuto un sacerdote che si è presentato dinanzi al cancello della villa con dei documenti in mano.

Per come pubblicato da "Repubblica" il padre è Domenico Celano, economo dell’ordine degli Oblati della Madonna-Opera San Francesco Saverio Oddasso, la congregazione da cui la Cofim di Enrico Nicoletti nel 1983 ha acquistato l’immobile per poco più di un miliardo di lire.

Padre Domenico asserisce di conoscere il tunnel per aver vissuto in quella casa.

"Non devono scavare nel giardino. Io quel tunnel lo conosco, perché ho vissuto qui. L’ingresso era dentro la casa: una porticina con la scala. Bisogna bucare - afferma Padre Domenico -sotto la vecchia costruzione. Posso indicare il punto esatto. Bisogna partire dalla sala di incisione"

Sala di incisione che venne allocata quando Villa Osio da bene confiscato venne destinata per iniziativa dell'allora Sindaco di Roma, Walter Veltroni, a "Casa del Jazz".

Il sacerdote ha ricostruito il punto esatto partendo dalla vecchie piantine della costruzione antecedenti ai lavori poi fatti eseguire da Enrico Nicoletti.

Piantine consegnate da Padre Domenico Celano a Lorenzo Adinolfi, figlio del giudice scomparso oramai ben 31 anni fa.

Sarà interessante se chi ha avviato gli scavi darà credito alle piantine consegnate da Padre Domenico Celano e avvierà degli appositi scavi.

Una vicenda densa di colpi di scena per come lo sono state tutte le storie che hanno interessato esponenti della Banda della Magliana, ancora oggi, dopo tanti anni.

Redazione

 

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