Con le clamorose dimissioni da Governatore dell'On. Roberto Occhiuto anche in Calabria si voterà probabilmente domenica 26 ottobre o domenica 9 novembre 2025.
( nella foto in apertura i tre leader del centrodestra, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani )
La Calabria si aggiunge alle sei regioni che andranno al voto, il Veneto, la Toscana, la Puglia e la Campania per le quali non è stata ancora decisa la data nella quale gli elettori dovranno recarsi alle urne, le Marche e la Valle d'Aosta per le quali la data delle elezioni è stata già fissata per il domenica 28 e lunedì 29 settembre.
Certamente non sarà facile per le tre forze politiche che compongono il centrodestra trovare la quadra con ben sette regioni al voto.
Soprattutto con il fatto che a fare la parte del leone non potrà che essere Fratelli d'Italia che con il suo 27 - 28% di consensi è ben al di sopra del risicato 8% sia di Forza Italia che della Lega.
Il partito di Giorgia Meloni sarà disposto a sacrificarsi per il bene della coalizione e affidare una gran parte dei candidati Presidenti a Forza Italia e Lega?
Sarà tutto da vedere in un'estate che si prefigura politicamente caldissima.
E non solo sul fronte della politica ma anche sul fronte della giustizia considerando le tante inchieste in corso che hanno riscaldato gli animi e che ripropongono con forza l'eterno duello fra politica e magistratura.
Ma ritornando alla new entry nelle regioni chiamate al voto, la Calabria, è il caso di chiedersi "Quando mai un presidente di una Regione, indagato, si dimette e riconvoca le elezioni? Non è mai accaduto nella storia d'Italia. Né a livello di Regioni, né di sindaci".
Una vera e propria mossa di sfida ma contro chi ? Non lo dice. Il video sui social nel quale ha annunciato le sue dimissioni è quanto mai contorto.
Prima afferma di non avercela con la magistratura, poi precisa che, "un avviso di garanzia non può fermare la politica".
Poi ancora se la prende con i "politici mediocri".
Ma la cosa più grave che ha detto è che "deciderà il popolo".
Su cosa può e deve decidere il popolo? Sul suo gradimento, certamente.
Ma il popolo attendeva che Occhiuto terminasse il suo mandato alla scadenza naturale dell'ottobre 2026, non quindici mesi prima.
Senza che nessuno glielo impedisse.
Grave sarebbe, invece, se pensasse al popolo come un tribunale.
Un concetto da Gesù e Barabba o da rivoluzione francese.
Il popolo non può decidere sulle inchieste.
Non è chiamato ad esprimersi sull'innocenza ( che ovviamente gli spetta di diritto in quanto semplicemente indagato) o sulla colpevolezza.
Il popolo non può assolverlo o condannarlo.
Ma poi perché Occhiuto si è dimesso? E' un mistero.
Misterioso ma non tanto che lo abbia annunciato il 31 luglio.
Cosi ha praticamente reso inutili i tre giorni degli "Stati Generali" di Forza Italia organizzati a Villa San Giovanni dal deputato Francesco Cannizzaro, l'uomo forte degli azzurri in Calabria, con Antonio Tajani.
Una vera e propria mossa di sfida ma contro chi ? Non lo dice. Il video sui social nel quale ha annunciato le sue dimissioni è quanto mai contorto.
Prima afferma di non avercela con la magistratura, poi precisa che, "un avviso di garanzia non può fermare la politica".
Poi ancora se la prende con i "politici mediocri".
Ma la cosa più grave che ha detto è che "deciderà il popolo".
Su cosa può e deve decidere il popolo? Sul suo gradimento, certamente.
Ma il popolo attendeva che Occhiuto terminasse il suo mandato alla scadenza naturale dell'ottobre 2026, non quindici mesi prima.
Senza che nessuno glielo impedisse.
Grave sarebbe, invece, se pensasse al popolo come un tribunale.
Un concetto da Gesù e Barabba o da rivoluzione francese.
Il popolo non può decidere sulle inchieste.
Non è chiamato ad esprimersi sull'innocenza ( che ovviamente gli spetta di diritto in quanto semplicemente indagato) o sulla colpevolezza.
Il popolo non può assolverlo o condannarlo.
Ma poi perché Occhiuto si è dimesso? E' un mistero.
Misterioso ma non tanto che lo abbia annunciato il 31 luglio.
Cosi ha praticamente reso inutili i tre giorni degli "Stati Generali" di Forza Italia organizzati a Villa San Giovanni dal deputato Francesco Cannizzaro, l'uomo forte degli azzurri in Calabria, con Antonio Tajani.

Il vicepremier Antonio Tajani con Roberto Occhiuto
Si parlerà sempre e solo di lui.
Ma il bilancio di questo quadriennio a guida Occhiuto è da ritenersi alquanto fallimentare.
Ha avuto pieni poteri su tutto. Sulla sanità dove è stato anche Commissario ad acta non ha realizzato alcun miglioramento concreto.
Persino alcuni medici cubani, tanto decantati e voluti dallo stesso Occhiuto, hanno preferito andarsene altrove.
Ha accentrato tutto, salvo poi affermare di non sapere nulla delle nomine effettuate nei vari enti.
Le domanda da porre ai vari esponenti politici del centrodestra, quali sono Francesco Cannizzaro, Katya Gentile, Simona Loizzo, Filippo Mancuso, Giuseppe Mangialavori, Wanda Ferro sono queste: "sopportereste altri cinque anni di monarchia assoluta? Senza contare niente com'è successo finora?"
Il segretario nazionale di "Azione", Carlo Calenda, si è smarcato.
Ed è probabile che darà vita a un polo riformista all'interno del centrosinistra.
Che per vincere deve dimostrare grande maturità con la capacità di non dividersi e di essere unito.
Con un candidato Presidente che non dovrà essere il padrone assoluto.
Deve, inoltre, saper coinvolgere i sindaci che in questi anni sono stati spesso mortificati dal governatore Occhiuto.
La democrazia, quella vera, non ha bisogno di accentratori del potere ma di amministratori realmente democratici.
Redazione
