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Come sempre dopo le tragedie si assiste alle squallide passerelle di Ministri, Sindacalisti, politici di varie taratura tutti pronti a piangere, a pontificare, a promettere grandi stravolgimenti e grandi cambiamenti, per poi, dopo pochi giorni e terminato l'effetto mediatico, osservare che tutto rimane come prima, che nulla cambia.

( nella foto in apertura la fantasmagorica Cittadella Regionale della Regione Calabria, che vanta gli stessi mq. della Reggia di Versailles )

Da grandi emuli e appassionati de "Il Gattopardo", romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che racconta di come, soprattutto nelle regione del meridione d'Italia, "tutto cambia affinchè nulla cambi" si assiste alle solite parate dove si  pontifica contro il Caporalato in seguito la orribile morte dei quattro giovani migranti che ha inorridito l'Italia Intera.

E molto di quelli che oggi pontificano sono gli stessi che hanno mantenuto chiusa in un cassetto una  proposta di legge sul caporalato.

Sono gli stessi che hanno chiuso il Tribunale di Rossano e che non hanno mai mosso un dito per potenziare l'azione dello Stato in un territorio vastissimo con una Procura, quella di Castrovillari, sottodimensionata e insufficiente per il controllo di un territorio storicamente controllato dalle mafie.

Basti solo ricordare che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari ha competenza su  ben 59 comuni con oltre 300.000 abitanti.
 
Il territorio di riferimento si estende dall'area del Pollino fino alla fascia costiera ionica, con comuni popolosi come Corigliano-Rossano che con 74.375 è il comune più popoloso della Provincia di Cosenza ( lo stesso capoluogo di Provincia, Cosenza, ne conta 63.393 ), Castrovillari, Cassano all'Ionio, Cariati e Trebisacce.
 
A guidare la Procura di Castrovillari il Procuratore Capo Dott. Alessandro D'Alessio coadiuvato da solo dieci sostituti Procuratori.

E a dimostrazione  del menefreghismo nei fatti che contraddice le solite false parole e i soliti falsi proclami nei cassetti della Regione, i soliti cassetti senza fondo e sempre introvabili, giace dal maggio 20124, quindi da più di due anni, la proposta di legge regionale calabrese "Interventi per contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento in agricoltura".

Depositato nel maggio 2024, ( lo ripetiamo perchè è giusto ripeterlo ) la proposta di testo normativo giacente prevede misure concrete per:

Istituire una rete di trasporto pubblico e dedicata per i lavoratori agricoli;

Riqualificare alloggi dignitosi per i lavoratori stagionali;

Garantire servizi sanitari e di assistenza mirati. 

Attualmente, la gestione del fenomeno si affida principalmente al Tavolo Regionale di Contrasto al Caporalato, che non sembra aver prodotto dei risultati apprezzabili.
 
La solita solfa, tante parole, tante buone intenzioni e poi fatti zero.
 
Del resto è la storia stessa della Sibaritide, luogo che può vantare una lunga storia di mafia e di corruzione.
 
Fin dai tempi della colonizzazione da parte di esponenti della Camorra, come lo storico Cirillo che trapiantò un locale di Camorra nella fertile Piana di Sibari.
 
Ad onor del vero in quei tempi Sindaco di Cassano allo Ionio era il compianto senatore socialista Salvatore Frasca che ebbe il coraggio di sequestrare le aziende agricole al boss Giuseppe Cirillo e che fu il primo in Italia ad applicare la Legge Rognoni - La Torre sui beni confiscati alle mafie.
 
E lo fece a suo rischio e pericolo dato che, per come affermarono più pentiti, non furono in pochi coloro che chiesero di poter uccidere Salvatore Frasca.
 
Assenso che il gotha della 'ndrangheta degli anni '80 e '90 non concesse per quel patto di non uccidere politici, magistrati e giornalisti per non suscitare clamori nazionali e non ripetere gli errori fatti dalla mafia stragista di Totò Riina.
 
Chi non ricorda l'efferato omicidio del piccolo Cocò Campilongo e la venuta di Papa Francesco che scagliò il suo anatema verso le mafie.
 
Un territorio con decine e decine di morti, con guerre di mafia e con una presenza dello Stato a dir poco ridicola.
 
Una sola Procura, quella di Castrovillari, con un territorio immenso e con pochi magistrati, oltre ad una ridottissima presenza di forze dell'Ordine.
 
Basti ricordare come la politica romana decise di chiudere il Tribunale di Rossano senza mai più riaprirlo.
 
Una terra consegnata alle mafie che da sempre controllano, fra le varie attività criminali, anche quella del caporalato.
 
Nessuno può fare il "Caporale" senza il beneplacito dei locali di 'ndrangheta .
 
E in tale contesto il Consiglio Regionale dimentica in un cassetto una legge sul "caporalato".
 
La chiara dimostrazione della vera volontà di agire sul fenomeno.
 
E' sufficiente riflettere su tutto ciò.
 
Ogni altro commento o ogni altra parola è solo superflua.
 
Le parole le lasciamo ai tanti Gattopardi della politica calabra e ai tanti che piangono le famose lacrime da "coccodrillo".
 
Redazione
 
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