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ROMA – Da fenomeno mediatico a protagonista della partita politica della destra italiana. Roberto Vannacci accelera la costruzione di Futuro Nazionale e punta apertamente a diventare il principale polo di attrazione per gli scontenti del centrodestra.

L'obiettivo non è più nascosto: erodere consenso alla Lega di Matteo Salvini e conquistare uno spazio autonomo in vista delle elezioni politiche del 2027.

Le ultime settimane hanno confermato la crescita organizzativa del movimento fondato dall'ex generale dopo la rottura con il Carroccio avvenuta a febbraio.

Alla rete dei comitati territoriali e degli amministratori locali si aggiungono ora nuovi ingressi parlamentari destinati a rafforzare la presenza di Futuro Nazionale alla Camera.

Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, entro pochi giorni il gruppo potrebbe raddoppiare la propria consistenza grazie all'arrivo di almeno quattro deputati, provenienti sia dalla Lega sia da Forza Italia.

Tra i nomi circolati figurano quelli di Attilio Pierro e Davide Bergamini, entrambi passati in passato dalla Lega a Forza Italia, oltre al leghista Domenico Furgiuele.

Resterebbe invece ancora in sospeso la posizione di Gianangelo Bof.

Se le adesioni dovessero concretizzarsi, Futuro Nazionale passerebbe da quattro a otto deputati, rafforzando notevolmente il proprio peso parlamentare.

La strategia di Vannacci appare chiara: costruire una forza politica capace di intercettare il malcontento presente nei partiti della coalizione di governo, soprattutto tra coloro che ritengono la destra guidata da Giorgia Meloni e Matteo Salvini troppo moderata su temi identitari, immigrazione e sovranità nazionale.

Una linea che punta a occupare lo spazio politico più a destra dell'attuale maggioranza senza però rompere completamente con il centrodestra.

A testimoniare il crescente peso politico del leader di Futuro Nazionale vi è anche la recente partecipazione alle celebrazioni del 2 Giugno a Bruxelles, dove Vannacci è apparso accanto a esponenti di Fratelli d'Italia in una fotografia che molti osservatori hanno interpretato come il segnale di un riconoscimento politico ormai inevitabile.

Secondo diverse ricostruzioni, una parte del centrodestra guarda con attenzione al radicamento territoriale del movimento, consapevole che una sua ulteriore crescita potrebbe modificare gli equilibri interni della coalizione.

Nel frattempo continua la campagna acquisti tra parlamentari e amministratori locali.

Dalla Lombardia al Veneto, dall'Emilia-Romagna al Sud, il partito sta lavorando per costruire una classe dirigente autonoma in vista dell'assemblea costituente nazionale prevista a Roma il 13 e 14 giugno.

Un appuntamento che dovrebbe sancire il passaggio da movimento emergente a soggetto politico strutturato.

La crescita di Futuro Nazionale rappresenta anche una sfida diretta per Matteo Salvini.

Molti dei dirigenti che oggi lavorano con Vannacci provengono infatti dalla Lega e continuano a pescare nello stesso bacino elettorale.

Non a caso il nuovo partito sta reclutando soprattutto tra ex leghisti e tra esponenti del centrodestra che vedono nella leadership dell'europarlamentare una possibile alternativa agli assetti tradizionali.

Resta da capire se il consenso personale costruito da Vannacci attraverso libri, comitati e campagne mediatiche riuscirà a trasformarsi in un consenso elettorale stabile.

Ma una cosa appare ormai evidente: il generale non è più soltanto un caso politico o editoriale.

È diventato un protagonista della competizione interna alla destra italiana e il suo progetto punta apertamente a ridisegnarne gli equilibri.

Con un obiettivo che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile: contendere alla Lega il ruolo di riferimento per l'elettorato più identitario e sovranista del centrodestra.

Fonte: Post Facebook di "Insieme - Idee e Persone TV "

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