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La “rivoluzione dolce” che attraversa Forza Italia porta una firma riconoscibile e, allo stesso tempo, una regia discreta.

( nella foto in apertura Marina Berlusconi con Gianni Letta )

Da un lato l’impulso della famiglia Berlusconi, in particolare di Marina Berlusconi; dall’altro la mano esperta di Gianni Letta, tornato a svolgere un ruolo di raccordo e orientamento, proprio come ai tempi del Cavaliere.

È da questo asse che prende forma il primo vero scossone interno: le dimissioni di Maurizio Gasparri da capogruppo al Senato.

Un passaggio tutt’altro che isolato, ma che rappresenta l’avvio di un processo più ampio di rinnovamento, invocato da tempo ai vertici del mondo berlusconiano e accelerato dalla delusione per l’esito del referendum sulla giustizia.

Come già accadeva negli anni centrali del berlusconismo, il baricentro decisionale sembra essersi spostato nuovamente verso l’ufficio romano di Letta, crocevia di relazioni e mediazioni.

È lì che si intrecciano i fili della nuova fase, fatta non di rotture clamorose ma di interventi mirati, calibrati, quasi chirurgici.

Una strategia che punta a ridisegnare gli equilibri interni senza destabilizzare completamente il partito.

Il primo effetto concreto di questa linea è la promozione di Stefania Craxi, figura considerata vicina alla famiglia Berlusconi e destinata a un ruolo più centrale nella nuova architettura del gruppo parlamentare.

Un segnale chiaro, ma ancora circoscritto: la “rivoluzione” procede per gradi, evitando per ora un effetto domino.

A essere colpito è, in prima battuta, il cosiddetto “cerchio magico” costruito attorno al segretario Antonio Tajani.

La sfiducia di fatto nei confronti di Gasparri rappresenta un primo cedimento di quell’assetto, ma non è ancora chiaro fino a che punto si spingerà l’operazione.

Le prossime mosse restano avvolte nell’incertezza, alimentando un clima di fibrillazione tra i ranghi azzurri.

Nel partito, infatti, il subbuglio è evidente.

Da un lato c’è chi legge il cambiamento come una necessaria operazione di rilancio, capace di restituire slancio e identità a una forza politica in cerca di nuova centralità.

Dall’altro, emergono timori per un possibile riequilibrio dei rapporti di forza interni, con il rischio di tensioni latenti pronte a emergere.

In questo scenario, il metodo scelto appare tanto significativo quanto gli obiettivi: nessuna resa dei conti pubblica, nessuna rottura traumatica, ma un progressivo ridisegno degli equilibri.

Una “rivoluzione dolce”, appunto, che porta l’impronta di Marina Berlusconi ma parla il linguaggio prudente e strategico di Gianni Letta.

Resta da capire se questo percorso riuscirà a consolidarsi senza scosse o se, al contrario, le prossime settimane porteranno a nuovi passaggi di rilievo.

Per ora, Forza Italia cambia pelle un passo alla volta, sotto una regia che guarda al passato per costruire il futuro.
 

Fonte: Da pagina Facebook "Insieme - Idee e Persone TV"

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