Da qualche anno è in atto una vera e propria trasformazione radicale del mondo dell'editoria e dell'informazione.
( nella foto in apertura il grande Maestro del giornalismo, Indro Montanelli )
Gruppi imprenditoriali fortissimi che hanno interessi in altri campi sono partiti alla conquista dell'editoria non certamente per ricavarne dei profitti ma sempre più spesso per avere un "peso" da barattare con il ceto politico al potere.
Un "Sistema" dell'informazione che inevitabilmente massacra la Libertà di Stampa che dovrebbe essere in antitesi con il potere e dovrebbe fungere da "controllore" del potere stesso.
Il grande Maestro del giornalismo, Indro Montanelli, amava affermare che il vero giornalismo è quello che assolve al compito di "cane da Guardia" della democrazia.
Ma tale assunto ha un suo significato quando presuppone l'esistenza di una forte opinione pubblica che in grado di avere un senso critico informata dei soprusi dei potenti reagisce con delle sue decisioni nell'unico modo possibile, quello dell'esercizio del voto nelle urne che poi non è altro che l'unica espressione reale di un "Sistema" democratico.
Ma tale coscienza civica non esiste più e, di conseguenza, anche il ruolo di "cane da guardia" del giornalismo è praticamente estinto.
Oggi l'informazione è ridotta solo ad essere il "Megafono" dei gruppi di potere che gestiscono il Paese.
E in tale ottica tanti i Gruppi imprenditoriali che sono impegnati nell'acquisto di organi di informazione.
Alcuni esempi: lo storico settimanale "L'Espresso" è oggi di proprietà del Gruppo Ludoil Energy di Donato Ammaturo.
Tutti i quotidiani del Nord Est che facevano parte del Gruppo Gedi sono oggi di proprietà di Enrico Marchi, patron della Finint.
Leonardo Maria del Vecchio ha acquistato il 30% de "Il Giornale" ed è pronto a conquistare il gruppo QN che comprende Quotidiano nazionale, Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e le testate online Quotidiano.net e Il Telegrafo.
E, dulcis in fundo, il presidente di Antenna Group, il greco Theodore Kyriakou, erede blasonato di un grande famiglia di armatori, è pronto ad acquisire dal Gruppo Gedi (controllato da Exor di Jonh Elkann) La Repubblica, La Stampa, "Radio Dee Jay", "Radio Capital" e "Radio M2O.
In merito a tale progetto di acquisizione si è tenuto un apposito incontro fra Alberto Barachini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, con i vertici di Gedi.
Inoltre, il gruppo gestito dal Senatore della Lega, Antonio Angelucci, 81 anni, il Re della sanità romana, continua a gestire" Il Tempo", "Libero" e il 70% de "Il Giornale" e il gruppo del potentissimo Caltagirone, l'ottavo Re di Roma, continua a gestire il "Gazzettino di Venezia", "Il Messaggero" di Roma e "Il Mattino" di Napoli.
Questa è la vera fotografia dell'editoria italiana di oggi e nonostante i fondi per l'editoria che, nella teoria, dovrebbero consentire la pluralità dell'informazione, gli editori puri, cioè non impegnati anche in altri settori differenti, sono oramai estinti.
Resiste ancora qualche cooperativa di giornalisti, qualche quotidiano on - line che vive di pubblicità e contributi dei lettori, ma è ben poca cosa rispetto alla totalità del mondo dell'informazione.
Il giornalismo dovrebbe garantire l'integrità di un vero Sistema democratico.
Ma oggi la Democrazia è solo una parola vuota e nell'ignoranza che dilaga sovrana nessuno si rende conto che la parola Democrazia ( dal greco demos, popolo, e Kratos, potere ) quindi potere al popolo è solo, oramai, una grande Fake News.
